lunedì 9 maggio 2011

Amore e' pazienza

La pazienza e' una delle piu' nobili virtu' dell'animo umano, Aïvanhov spiega che Dio stesso e' la Pazienza e praticarla e' un mezzo per avvicinarci a Lui:

"La pazienza è la più grande manifestazione dell’amore.
In bulgaro, “pazienza” si dice tarpénié e la parola dalgotarpénié designa la pazienza di Dio.
Dio è chiamato dalgotarpelniv, che si può tradurre con “longanime” (deleg significa “lungo”).
“Longanimità” non è una parola che sentirete pronunciare spesso, ma è la più appropriata per designare l’infinita pazienza di Dio.

Soffermiamoci un istante su questa meravigliosa pazienza. Da milioni e milioni di anni, Dio attende che le pietre diventino uomini, e niente può turbare la Sua pace.
Egli sopporta tutto, non reagisce nemmeno quando vede tante creature malvagie commettere crimini e saccheggiare il mondo da Lui creato.
Questa pazienza è sicuramente la cosa più sconcertante e incomprensibile che ci sia.
Per comprenderla, rimane una sola via: sforzarsi di avvicinarsi ad essa con tutti i mezzi, perché nessuna definizione, fosse anche la più sapiente, può portarci a comprenderla. La longanimità di Dio è l’espressione del Suo amore."

Omraam Mikhaël Aïvanhov


The photo above is taken by "leisergu", on Flickr, Creative Commons licence.

venerdì 6 maggio 2011

Verso se stessi : Ghimel e Lech Lecha

Ghimel e' la terza lettera dell'alfabeto ebraico, dopo alef e beit, l'alfabeto con cui e' stata scritta la Bibbia, e di conseguenza, insegnano i cabalisti, ogni lettera dell'alfabeto assume significati spirituali.
Particolare e' l'accostamento di Ghimel, che e' il numero 3, con il terzo capitolo (piu' correttamente: parashah) del Bereshit ovvero il libro della Genesi (primo dei cinque libri della Tora') che e' intitolato "Lech lecha".

L'esortazione "Lech lecha", che letteralmente significa "vai, vai!" o "vai, vattene" e' il comando che Dio diede ad Abramo quando gli ordino' di lasciare la casa paterna ad Ur in Mesopotamia:

"e il Signore disse ad Abramo: vai, vattene dalla tua terra, dalla tua patria, dalla casa di tuo padre"
Il significato e' da intendere non solo in senso letterale (anche se ad un figlio prima o poi capita di doverlo fare) quanto nella realizzazione di cio' che si dovra' diventare. Ecco allora che il significato diventa "vai verso te stesso".

Infine, curiosa interpretazione in chiave moderna, nell'articolo del Fatto Quotidiano, "Lech Lecha!" di Lorella Zanardo.


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