mercoledì 20 luglio 2011

Cherubini


Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini
e la fiamma della spada folgorante,
per custodire la via all'albero della vita.

(Genesi, 3-24)

E' il primo riferimento della Bibbia ai Cherubini, posti nel secondo dei nove Cori Angelici, preceduti solamente dai Serafini.
La loro funzione di guardiani e' descritta nella Genesi, due cherubini posti a guardia del giardino dell'Eden e dell'Albero della Vita, armati di spada fiammeggiante, uno col volto maschile ed uno col volto femminile a rappresentare le due polarita' dell'esistenza. Le loro spade incrociate in alto definiscono un arco che rappresenta la porta d'entrata, e loro diventano i pilastri : da guardiani a sostegno della porta che riconduce, per coloro che sono degni, al giardino dell'Eden.



Fonte immagini : Wikipedia (public domain licence)
- http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cb/Cherub_Migne_Vol_210_col_267.png
- http://en.wikipedia.org/wiki/File:Tetramorph_meteora.jpg

martedì 19 luglio 2011

Mamona' tes adikias

"Mamona' tes adikias" si legge nell'originale greco del Vangelo di S.Luca, ovvero la "ricchezza frutto di ingiustizia" (ovvero essersi procurato la ricchezza con l'ingiustizia), tradotto di solito con la "disonesta ricchezza". Questo e' il passo del vangelo dove compare (Lc, 16,1-13) :

Diceva anche ai discepoli: "C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona".

Chi vuole interpretare con me questo passo del Vangelo ?

Inanzitutto mi trovo d'accordo con chi non interpreta questa parabola come un rifiuto della ricchezza, poiche' la ricchezza puo' provenire da Dio, ma dall'uso che se ne fa, ovvero dal condizionamento che comporta - infatti Gesu' dice che non si puo' servire due padroni, o Dio o la ricchezza - intesa come attaccamento alla ricchezza.
Allora perche' il ricco loda l'amministratore disonesto dopo che e' stato scoperto ? E perche' dobbiamo fare come lui che saggiamente (tradotto come 'scaltro', ma la stessa parola greca e' tradotta 'saggio' in altri passi dello stesso Vangelo), per non perdere il lavoro di amministrazione (non si sa se ancora presso lo stesso padrone o presso uno dei debitori aiutati a pagare il loro debito) adotta lo stratagemma di scontare i debiti dei debitori del suo padrone ? Addirittura Gesu' ci esorta a farci amici persone con della ricchezza ingiusta!

Troppo facile e per nulla convincente la spiegazione canonica del catechismo : dobbiamo farci amici i poveri. Si, giustissimo, ma dove sono i poveri in questa parabola ? Altra catechesi dice che dobbiamo usare il denaro ingiusto per fare del bene. Si, giustissimo, ma perche' solo col denaro ingiusto ? Si dovrebbe comunque fare del bene col denaro, sia giusto che ingiusto.

La chiave di interpretazione, secondo me, e' nella comprensione che questa parabola, unica forse nel Vangelo, non e' edificante nell'azione del personaggio (l'amministratore), quindi non c'e' morale in quello che ha fatto, ma nella fedelta' che ha dimostrato verso il proprio vero padrone, che non e' il ricco datore di lavoro, ma e' la fedelta' verso mammona (mamona' , ovvero la ricchezza). Prova ne e' che persino il ricco, che e' derubato due volte, una per una cattiva amministrazione e due perche' recupera solo parte del debito che gli spetterebbe dai debitori, non puo' che ammirare chi e' cosi' tanto attaccato alla ricchezza (se lo dice e' perche' anche lui ne e' schiavo).
Infatti, ci spiega Gesu' affinche' non prendessimo la parabola come edificante nell'azione, l'amministratore come il suo ricco padrone sono figli di questo mondo, e nella fedelta' al loro padrone - la ricchezza - hanno dimostrato piu' saggezza di molti figli della luce.
Allora noi, figli della luce, non dobbiamo essere da meno nella fedelta' a Dio, anziche' alla fedelta' (che e' schiavitu') alla ricchezza che e' di questo mondo!


Fonti e commenti :
- Vangelo di Luca
- Qumran2 - Parole nuove
- Yahoo Answers! - Chi mi spiega la lettura del vangelo di oggi?
- Blog di Mauro Magini - Non si può servire Dio e Mammona