venerdì 30 novembre 2012

X - Ruota della Fortuna

La ruota della fortuna o Ruota del Destino.
In essa è rappresentata la vita individuale, ovvero la corporizzazione dello spirito nella materia, ovvero l'individualizzazione, la creazione dell'individuo che si separa dal Tutto del quale fa parte per diventare lui stesso un centro, seppur temporaneo, in equilibrio precario.
La ruota che gira descrive le fasi della nostra vita, quando nasciamo la ruota gira vigorosamente, poi si stabilizza nell'età matura ed infine rallenta nella vecchiaia, fino a fermarsi quando sopraggunge la morte.
A muoverla due forze contrapposte, una attiva e una passiva, rappresentate rispettivamente da due "bestie" : l'Enneanuco, dalla testa di Cane, e un Tifone, dall'aspetto di un Capricorno (testa di capra, corpo di pesce). L'Enneanuco ha in mano il cadduceo di mercurio, quindi è la forza vitale, che spinge la ruota, il vigore, l'espansione, la salute; il Tifone ha in mano il tridente, è la forza egoistica che contrae l'espansione generosa, l'entusiasmo, che accumula, che rallenta la ruota.

Tra i due, una sfinge particolare, con le ali dell'aquila, con il corpo di bue, il busto da leone : una sfinge che in realtà sintetizza i simboli dei quattro Evangelisti (Luca, il bue, Marco, il leone, Giovanni, l'aquila, Matteo, l'angelo). Ha in mano una spada, come la Giustizia (arcano VIII), che serve per fendere, tagliare, prendere decisioni, in questo caso equilibrare le due forze opposte, ovvero la spinta delle due bestie.

Infine la ruota emerge dal mare, sopra una barca costituita da due mezze lune (quindi le ruote sono due, ciascuna doppia perchè ha due circonferenze) che galleggiano sull'oceano del caos primordiale, e due serpenti si intrecciano intorno all'albero, proprio come il simbolo del cadduceo di Mercurio, simbolo delle forze vitali che salgono dal basso.

Come non accostare questo simbolo alla fisiologia indiana dei corpi sottili: la spina dorsale è l'albero dell'imbarcazione e il canale principale Sushumna, e i due serpenti intrecciati la Kundalini che risvegliata risale la spina dorsale e fa muovere la ruota, ovvero i sette chakra principali (infatti è una doppia ruota, ovvero chakra anteriore e posteriore, con due circoferenze e sette raggi).



Fonti:
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Kundalini

giovedì 29 novembre 2012

La scala di Giacobbe

"È detto nella Genesi che quando Giacobbe lasciò la terra di Canaan per cercarsi una sposa, giunse in un luogo dove trascorse la notte. Là, si addormentò dopo aver posato il capo su una pietra.
Durante il sonno, vide una scala che collegava la terra al cielo e lungo quella scala degli angeli che salivano e scendevano. Fu così che ebbe la rivelazione di quella gerarchia cosmica che i kabbalisti chiamano Albero della Vita.

La terra e il cielo non sono separati: fra loro esiste tutta una circolazione, esistono degli scambi. Alcuni chiaroveggenti sono stati in grado di vedere degli esseri che scendevano dall'alto e lavoravano sugli uomini, sugli animali, sulle piante, sulle pietre... Alcuni di questi esseri ripartivano quasi subito,
mentre altri, al contrario, rimanevano più a lungo per poter proseguire il loro compito. Per il momento, pochissimi credono alla realtà di queste creature e del lavoro che esse fanno, ma un giorno, tutta l’umanità sarà cosciente di questa circolazione che esiste fra la terra e il cielo, fra la terra e il sole, e più lontano ancora, in tutto l’Universo fino all’infinito."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

L'Amore universale

"Quando qualcuno vuole farsi una famiglia, è obbligato a compiere degli sforzi per uscire da se stesso, per aprirsi all'altro - marito o moglie - e più tardi ai figli. Tuttavia, l'errore degli esseri umani è quello di non aver capito che dovevano allargare ancora il cerchio della famiglia, ed estendere il proprio amore ad altre creature, all'Universo intero. Ecco perché non sono ancora felici, pur con la loro famiglia e i loro amici.
La felicità consiste nel non fermarsi a un solo essere, o a due o a dieci o a cento... bensì nell'amare all'infinito. Continuate dunque ad amare coloro che già amate, ma allargate ancora il cerchio del vostro amore per avere degli scambi con tutte le creature superiori: gli angeli, gli arcangeli, le gerarchie celesti, il Signore... Allora, la vostra famiglia e i vostri amici si troveranno arricchiti, rafforzati, abbelliti, purificati, grazie a tutti gli stati sublimi che nutrite nel vostro cuore e nella vostra anima."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

mercoledì 28 novembre 2012

III - L'Imperatrice

L'Imperatrice rappresenta l'Intelligenza creatrice, la madre delle forme, la fonte primigenia delle immagini e delle idee.

Ella rappresenta gli archetipi, la matrice su cui poi verrà realizzato il mondo visibile, attraverso il suo sposo mistico, l'Imperatore, l'addensatore della materia.
Fisoloficamente, è il Mondo delle Idee di Platone (vedi post), l'Iperuranio ovvero la zona al di là del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee, accessibile solo dall'intelletto.

Anche la scienza moderna, attraverso i lavori di Rupert Sheldrake, postula l'esistenza di un campo morfogenetico (da morphé, forma) che contiene il principio generatore, la forma di tutto ciò che esiste, dalla disposizione degli atomi in una molecola alla forma di una pianta o animale.

Le materie di insegnamento che le sono più affini sono la matematica (i numeri) e la geometria (le forme), che rappresentano quanto di più astratto (quindi collegato con le idee) si possa insegnare. E' il metodo induttivo, la strada che parte dal particolare per arrivare all'universale.

L'Imperatrice risiede nel Cielo, così come l'Imperatore risiede in Terra, dove tutto è perfetto, fisso, immutabile e luminoso, in contrasto con la volubilità dell'arcano XVIII, la Luna e con il mistero dell'arcano II, la Papessa.

Proprio per rafforzare il concetto di dominazione sul mondo volubile sublunare, ha ai suoi piedi una mezzaluna con le punte rivolte verso il basso.

In ambito cristiano, corrisponde alla Vergine Immacolata (immacolata nel senso di: nata senza peccato originale), la Regina dei Cieli (e infatti in alcuni mazzi di tarocchi il terzo arcano è proprio la carta della Vergine), dove non a caso la luna è ancora ai suoi piedi (anche se spesso con le punte al contrario).

Non solo, la luna con le dodici stelle (nell'arcano, 9 sono visibili ma in totale sono 12) compaiono anche nell'Apocalisse di Giovanni, riferita alla "Donna dell'Apocalisse":

« Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»
(Apocalisse 12,1-2)

Infine, dodici stelle compaiono anche nella bandiera dell'unione europea, con sfondo blu, colore tradizionalmente attribuito alla Madonna. E non è un caso che la bandiera è stata adottata dal Consiglio Europeo proprio l'8 dicembre 1955, giorno dell'Immacolata concezione.






Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Iperuranio
- Scienza e Conoscienza, Campi morfici o morfogenetici e Risonanza 
- Wikipedia, Immacolata Concezione
- Wikipedia, Donna dell'Apocalisse
- Herodote.net, Adoption du drapeau européen

domenica 25 novembre 2012

VI - L'Innamorato

La carta dell'innamorato mostra un giovane su di un sentiero, fermo ad un incrocio con le braccia sul petto e a testa bassa, indeciso sulla direzione da prendere, sinistra o destra, dando ascolto alla donna che rappresenta la virtù, o a quella che rappresenta il vizio, la mollezza.
I suoi sentimenti non sono ancora chiari ed è sensibile alle tentazioni. Come uscire dall'impasse ?
Con la volontà e con l'amore.

La volontà si esercita praticando la virtù: tanto più evitiamo di sprecare energie nei piaceri materiali della vita, tanto più accumuliamo energie volitive, accumulate da Cupido che sta sopra la testa dell'innamorato, e nel momento della scelta, la freccia scagliata da Cupido avrà una forza propozionale all'energia accumulata con la virtù, dandoci la volontà di proseguire nella direzione intrapresa.

L'amore si esercita con l'altruismo, il servizio disinteressato, non volere unicamente il proprio beneficio ma il bene altrui. In oriente è chiamato Karma Yoga.

Come sintetizza bene Marco Ferrini, amore e volontà costituiscono la bhakti, l'Amore divino : "Nel caso in cui la volontà si armonizzi all'amore nella sua espressione di eccellenza, ovvero la bhakti, l'Amore divino, l'Amore per Creato, Creature e Creatore, si avrà une perfetta sinergia costruttiva-evolutiva che renderà ogni relazione colma di gioia e di duratura soddisfazione." (leggi post completo)

Psicologicamente rappresenta la scelta, il dubbio, tentazione morale, perplessità, indecisione, esitazione.

Annibale Caracci, Il vizio e la virtù, 1596

Da un punto di vista astrologico, l'innamorato è Ercole che, durante la sua prova di iniziazione, dopo essere stato a scuola dal maestro, il centauro Chirone, in un momento di solitudine gli appaiono due donne, la Virtù, che gli prospetta una vita di fatiche e prove da superare, che però conducevano al trionfo, e la Mollezza, che lo invitava a godere in pace la vita, limitando le ambizioni e assaporando le sue dolcezze.

 Chirone, pedagogo di Achille, insegna all'eroe l'uso della lira. Roma, affresco

Il cupido, ovvero l'arco e la freccia, è il simbolo del Saggitario ovvero del centauro Chirone, che ha una doppia natura, dalla vita in su umana, dalla vita in giù un cavallo e termina con la coda da scorpione. Uomo-cavallo di grande saggezza che domina la natura animale.

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tatocchi, Ed.Mediterranee
- VOLONTA' E AMORE di Marco Ferrini

sabato 24 novembre 2012

VIII - La Giustizia

Se immaginiamo i Tarocchi suddivisi in 3 settenari, notiamo che l'ottavo arcano, la Giustizia, è l'inizio del secondo settenario.
Se i Tarocchi quindi rappresentano una via iniziatica, il primo settenario (che inizia con I, il Mago), il secondo settenario (che inizia con VIII, la Giustizia) e il terzo settenario (che inizia con XV, il diavolo) corrispondono rispettivamente allo spirito, l'anima, e il corpo.
E se il primo arcano di ogni settenario è la causa generatrice, allora abbiamo la seguente corrispondenza:

- Lo spirito, procede dall'arcano I, l'Uno, la Causa Prima
- L'anima procede dall'arcano VIII, l'Ordine (contrapposto al caos, ovvero il nulla)
- Il corpo procede dall'arcano XV, il Principe di questo Mondo, a cui dobbiamo unicamente il corpo materiale.


L'arcano della Giustizia rappresenta l'equilibrio.
Due sono gli strumenti in mano alla Giustizia, la spada e la bilancia.
La spada della fatalità, tagliente e implacabile, ristabilisce l'equilibrio perchè nessuna violazione resta impunita (legge del karma). Non è vendetta ma la giusta punizione o sanzione (perchè fatto seconda giustizia).
La bilancia è lo strumento di riparazione degli errori commessi. Essa viene mossa dalle nostra energie (le forze vitali) : pensieri, sentimenti, desideri e azioni determinano un accumulo (da una parte o dall'altro piatto della bilancia) che avranno conseguenze, ecco perchè è necessario che sia un equilibrio, forze attive devono essere equilibrate da forze passive rigeneratrici, al lavoro occorre il riposo, e forze troppo eccitanti portano a squilibrio se non compensate, lo stesso se c'è troppa inattività.

E' anche la Pesa dei Destini, a ciascuno la giusta dose di piaceri e dolori, nella misura della propria capacità (perchè nessuno può comprendere il piacere se non conosce il dolore).
Proprio sotto quest'ultimo aspetto mi ricorda il mito di Er, raccontato nel libro X di La Repubblica da Platone, che vi invito a leggere per intero (qui), dove la pesa dei destini è il destino che aspetta tutte le anime dopo la morte, quello di vedere metaforicamente la propria bilancia, capire dove pende, e, prima di incarnarsi nella prossima vita, scegliere un modello di vita complementare. Ad esempio, l'anima di Ulisse trapassato sceglie come prossima esistenza sulla Terra, una vita da personaggio anonimo che non ha intenzione di viaggiare.

Fonti:
-  Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee
- Wikipedia, Mito di Er


mercoledì 21 novembre 2012

Tulasi, il Basilico Sacro

Il nome basilico deriva dal greco basileus "re, imperatore", tanto è vero che nella grecia omerica era il titolo di un re, e nell'impero Bizantino era il titolo per gli imperatori, l'equivalente romano di Augusto.

Il Tulasi, o basilico sacro (Ocimum tenuiflorum), è una pianta sacra in India in quanto nella religione Hindu è identificata con Lakshmi, la sposa di Vishnu, Madre dell'Universo, dea dell'abbondanza, della luce, destino, fortuna, bellezza e fertilità.
E' inoltre una componente fondamentale della medicina ayurvedica in quanto pianta medicinale.

Grazie ad Amma (Sri Mata Amritanandamayi) ho potuto conoscere le proprietà di questa pianta ed acquistarlo durante le sue visite in Italia. Dettagliate informazion si trovano in:


Fonti:
- Wikipedia, Ocimum tenuiflorum
- Wikipedia, Basileus
- Wikipedia, Lakshmi

lunedì 19 novembre 2012

II - La Papessa

La Papessa rappresenta Iside, sacerdotessa del mistero, dea della notte profonda.
In una mano tiene il libro dei segreti, nell'altra due chiavi, una d'oro e l'altra d'argento, ovvero il Sole e la Luna, ragione e immaginazione,  che servono per interpreterlo. Di quali segreti si trattano ? Sono i segreti delle cose nascoste, esoteriche.

La papessa è seduta in cattedra. La materia di insegnamento della Papessa è la divinazione (nel senso di vedere le cose nascoste). Davanti a lei abbiamo le apparenze sensibili, dietro c'è il discernimento della realtà.
Attenzione che sul velo alle spalle della papessa, che separa il visibile dall'invisibile, si formano delle immagini prodotte dal pensiero (le "immagini viventi del pensiero"), illuminate dalla luce astrale, che tuttavia sono solo miraggi, da superare, dietro c'è la vera realtà.
Ecco perchè in tutti gli insegnamenti spirituali si insegna a superare il livello astrale (che è ancora illusorio) e a salire nei piani più alti dello spirito.
Capiamo tuttavia che i fenomeni sensibili possono essere rivelatrici di quelli invisibili (o ne sono un involucro, una sovrastruttura), e quando il velo viene tolto, ci mostra l'illusiorietà del mondo materiale e la realtà del mondo immateriale.

Antonello Da Messina
Annunziata
Il velo alle spalle della Papessa è il "velo di Iside" ovvero il "velo di Maya", raffigurato splendidamente nell'arte dal siciliano Antonello da Messina nell'Annunziata (Palermo, Palazzo Abatellis); notate l'analogia con la Papessa: lo sguardo che guarda davanti e non al libro, sempre aperto.
L'equivalente iconografico della Madonna è appunto Iside, che, come la Vergine, viene spesso raffigurata nell'atto dell'allattamento (Iside di Horus, la Vergine del Gesù Bambino).

Di conseguenza, la papessa rappresenta l'intuizione, l'immaginazione, la conoscenza delle materie occulte (ovvero nascoste) e lo studio, tutte qualità che le derivano dall'aspetto lunare (i cui simboli sono la mezzaluna in cima al copricapo, la chiave d'argento, il vestito azzurro e la colonna alla sua sinistra, azzurra).

Un'altra caratteristica della Papessa è la purezza, che ben si addice ad una sacerdotessa (come spesso viene chiamata) o ad una maestra spirituale. In tema d'amore ciò potrebbe significare freddezza nel rapporto o frigidità femminile, è tuttavia la compagna ideale per una coppia che ricerca l'unione spirituale delle anime.

Suoi attributi sono anche la saggezza (1) e la pazienza, che sono in comune con l'arcano IX, l'Eremita, quindi consiglia un atteggiamento di attesa, come la gestazione di un progetto (che richiede di restare segreto, almeno inizialmente), ovvero di isolamento, di solitudine volontaria, ascoltando la propria interiorità e i messaggi dell'inconscio.

Una forte simbologia massonica si legge in questa carta : le colonne rossa ed azzurra che sorreggono il velo potrebbero essere le colonne Joakim e Boaz, quelle all'ingresso del tempio di Salomone. Inoltre la pavimentazione a scacchi bianco e nero, simbolo della dualità, dell'eterna lotta tra bene e male (ripreso dal simbolo yin-yang sul libro), è quasi sempre il pavimento scelto per svolgere i riti di iniziazione massonici.


Per una esauriente trattazione sul tema del pavimento a scacchi si legga il post : Il Pavimento Massonico - Neovitruvian's Blog

Un discorso a parte, rivelatore del significato profondo della Papessa, è l'identificazione con Iside ovvero una delle tante rappresentazioni della Dea Madre dell'antichità, come ben scrive Apuleio:

"(..) io la madre della natura, la signora di tutti gli elementi, l'origine e il principio di tutte le età, la più grande di tutte le divinità, la regina dei morti, là prima dei celesti, colei che in sé riassume l'immagine di tutti gli dei e di tutte le dee, che col suo cenno governa le altezze luminose del cielo, i salubri venti del mare, i desolati silenzi dell'oltretomba, la cui potenza, unica, tutto il mondo onora sotto varie forme, con diversi riti e differenti nomi.
Per questo i Frigi, i primi abitatori della terra, mi chiamano Pessinunzia, Madre degli dei, gli Autoctoni Attici Minerva Cecropia, i Ciprioti circondati dal mare Venere Pafia, i Cretesi arcieri famosi Diana Dittinna, i Siculi trilingui Proserpina Stigia, gli antichi abitatori di Eleusi Gerere Attica, altri Giunone, altri Bellona, altri Ecate, altri ancora Ramnusia, ma i due popoli degli Etiopi, che il dio sole illumina coi suoi raggi quando sorge e quando tramonta e gli Egizi, così grandi per la loro antica sapienza, venerandomi con quelle cerimonie che a me si addicono, mi chiamano con il mio vero nome, Iside regina.
"
(Apuleio, L'asino d'oro - capitolo XI )

Note:
(1) Nella Cabala, il numero 2 è la sephira Chokhmah, ovvero la saggezza

Fonti:
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee
- Wikipedia, Tempio di Salomone
- Wikipedia, Massoneria
- Iside, il Cerchio della Luna
- Apuleio, L'asino d'oro

domenica 18 novembre 2012

Agnello mistico

Per Ovis Aries (classificazione di Linnaeus, 1758)  si intende la pecora (lat. pecus "bestiame di piccolo taglio"), ovvero l'adulto femmina; l'ariete o montone è il maschio, agnello o pecorino è il piccolo fino ad un anno di età.

I principali attributi associati all'ariete sono :

1) Solare; in Egitto, Amon è il dio del Sole quando viene identificato con Ra.

 Tempio di Karnak, viale di sfingi con testa di ariete

2) Guerriero, infatti si chiama Testa di Ariete la macchina da guerra per violare gli ingressi alle fortezze nemiche; inoltre astrologicamente il segno zodiacale dell'Ariete è governato dal pianeta Marte, il dio della guerra.

3) Fallico, ovvero fecondatore. Nella cultura indiana è Indra, dio pluviale che porta fecondità alla terra

4) Purezza ed innocenza, la vittima sacrificale nella cultura ebraico-cristiana. Gesù il Cristo, Agnus Dei, Agnello di Dio, è l'agnello vergine, il miglior capo del gregge, in cui si compie il sacrificio pasquale.

Jan van Eyck (1426-1432), la chiesa di San Bavone a Gand

Non sfuggirà tuttavia la dualità del simbolo che la può vedere su vari piani. Ad esempio, Indra è si il dio della piogga fecondatriche, ma che, se eccessiva, diventa temporale e quindi distruttrice. Lo stesso nella Bibbia, dove all'Agnello di Dio sono contrapposti gli impuri capri.

Per la simbologia completa dell'Ariete, rimando il bellissimo articolo di Franco Cardini, Ordinario di Storia Medievale, Università di Firenze, al seguente link : http://www.airesis.net/giardinomagi_ariete.html

Fonti:

martedì 13 novembre 2012

Amma in Italia

Amma (Sri Mata Amritnandamayi) è a Busto Arsizio, Malpensa Fiere, 13,14 e 15 novembre 2012


Om Loka Samasta Sukhino Bhavantu
Possano tutti gli esseri in tutti i mondi essere felici

domenica 11 novembre 2012

Il senso dell'Uomo per i Tarocchi

Esaminando la prima carta dei Tarocchi, il Mago, è possibile esprimere bene qual'è l'uso e il significato dei Tarocchi.
Sebbene il mondo Internet e la televisione commerciale sia piena di cartomanti e simili che ne banalizzano e volgarizzino l'uso (nel caso migliore), il senso dei Tarocchi è la capacità di fornire un alfabeto simbolico (ovvero fatto da simboli) che, in secoli di studi e pratica corretta (si legga l'importante opera filologica di Oswald Wirth, I Tarocchi, 1924), può definirne l'uso e l'ambito di applicazione.
Notare l'importanza del metodo analogico: l'uomo, prima della parola scritta, si esprimeva per simboli, era la sua realtà astratta. Oggi si riscopre l'importanza del simbolo non solo nella psicanalisi (nei lavori di Jung), ma anche nel campo della terapia di guarigione, in quanto la malattia è spesso una metafora, un disagio che vuole esprimere il nostro corpo, e lo fa attraverso l'unico modo che conosce: il simbolo (fondamentale gli studi di Alejandro Jodorosky e di Gabriella Mereu).

Ecco quindi che l'uso dei Tarocchi viene già specificato dalla carta del Mago, ovvero colui che si auto-costruisce, che vuole agire nel mondo comprendendo prima di tutto se stesso.
Infatti, l'unica vera magia, quella Divina (ovvero donataci e concessaci da Dio) è che noi possiamo agire e operare unicamente su noi stessi. E non è poco o limitante, in quanto siamo noi gli unici responsabili che costruiamo la nostra realtà, secondo gli studi di Gurdjieff.
Nessun mago è divino se fa altrimenti, non sulla natura, non sugli elementi, non su gli altri, nè sul mondo visibile tantomeno sul mondo invisibile.
Siamo noi la nostra opera, il nostro compito è comprenderci, qui e ora, non domani o dopodomani o chissà quando, ecco perchè i Tarocchi non sanno vedere il futuro se non per quanto abbiamo in potenza noi.
Quindi trovo molto calzante la definizione di Tarot Therapy (come potete leggere in questo blog).

Ora resta da spiegare come sia possibile che i simboli (ovvero le carte estratte apparentemente a caso) siano proprio i simboli che sono correlati al consultante.
Anche qui avviene per analogia, o se vogliamo, vengono chiamate inconsciamente dal consultante (ecco perchè è meglio che le carte le scelga lui), secondo un meccanismo che potrebbe essere spiegato dai lavori di Rupert Sheldrake (il campo morfico, di cui tutte le coscienze fanno parte) o nel rigore scentifico del progetto Pear, ovvero della dimostrazione che la coscienza umana è in grado di influenzare il risultato di un'estrazione apparentemente casuale (nell'esperimento, una macchina che estraeva a caso 0 oppure 1). Questo nel macrocosmo, non parliamo del microcosmo dove sappiamo già che l'osservatore modifica l'evento osservato (ad esempio la traiettoria o la posizione di una particella elementare), secondo le ben note leggi della meccanica quantistica.

sabato 10 novembre 2012

Orione, Mago ed Alef



Osserviamo la costellazione di Orione (in alto a sinistra) e la carta del Mago o Bagatto (tarocchi Wirth), in alto a destra.
Al centro, la prima lettera dell'alfabeto ebraico, la Alef. Entrambe le pose dei due personaggi (Orione e il Mago) sembrano tracciare la lettera Alef.
Ciò è corretto per il Mago, essendo la prima carta dei Tarocchi, mentre per Orione sappiamo la sua importanza, in quanto fondamentale punto di riferimento per leggere il cielo. Per la luminosità delle sue stelle (Rigel e Betelgeuse) e della sua cintura (tre stelle vicine e allineate chiamate Re Magi), e la sua forma a clessidra la rendono inconfondibile nel cielo. Inoltre essendo la costellazione vicina all'equatore celeste, è quasi sempre visibile nella maggior parte della Terra.

In generale, sappiamo che esiste un rapporto preciso fra le 22 lettere dell'alfabeto ebraico e i 22 Trionfi dei Tarocchi, grazie al lavoro di Eliphas Levi, in Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56).

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Orione (costellazione)















mercoledì 7 novembre 2012

I - Il Mago

Singolare che prima carta dei Tarocchi mostri un giovane personaggio, il Mago (o Bagatto). Essendo la prima, ci si poteva aspettare l'Uno ovvero la Causa Prima, ciò che da tutto origina.
Eppure è meno strano se pensiamo che l'Universo visibile, ovvero la Creazione, possa essere l'opera di un illusionista.
Infatti, non avete mai pensato che la realtà che noi conosciamo, accessibile ai cinque sensi ordinari, non sia altro che un'illusione creato da un abile mago-illusionista ?

L'attività è ciò che lo contradistingue, tanto nel macrocosmo, ovvero l'attività creatrice di Dio, quanto nel microcosmo, ovvero l'uomo che costruisce la propria personalità, il proprio Io, esercitando la propria volontà, coscienza, percezione, perchè, come scrive Wirth, "l'individuo ha il compito di fare se stesso".

Sono quindi evidenti nella carta gli strumenti del Mago per operare nella realtà visibile: il bastone (o bacchetta), la spada, la coppa e il denaro.
Non è un caso che la prima carta degli Arcani Maggiori (le XXII carte dei Tarocchi propriamente detti) riassuma in se i quattro semi (conosciuti anche come: fiori, picche, cuori e ori) delle 56 carte degli Arcani Minori (ovvero le normali carte da gioco).

La coppa, simbolo dell'acqua in quanto ne è il recipiente, è d'argento, rappresenta la conoscenza, il sapere. Nel mito si incontrano molte coppe: il Calderone del Dagda presso i celti, una larga pentola che non si svuota mai e che non lascia mai nessuno affamato, oppure la Cornucopia dei greci, il corno dell'abbondanza o infine presso i cristiani, il Santo Graal.

La spada, simbolo dell'aria che la spada fende, è la Parola, il Verbo (infatti la parola può essere tagliente come una spada) che è in grado si separare il bene dal male, il vero dal falso, e che quindi allontana l'errore.

Il denaro (simbolo della terra) è l'aiuto concreto ad ogni azione.

Infine il bastone, simbolo del fuoco, è il bastone del comando, sia del potere spirituale (il vescovo), sia quello temporale (il re), che governa seguendo la propria volontà confusa col Volere supremo.

I verbi del Mago, che coincidono con il motto degli iniziari, sono quindi: sapere (coppa), osare (spada), volere (bastone), tacere (denaro).

Fonte :
 - Oswald Wirth, i Tarocchi, Ed.Mediterranee

Il Matto

Tarocchi di Oswald Wirth, Il Matto
Il Matto, il Folle, il Misero, il Vagabondo (in francese: Le Mat, Le Fou; in inglese: The Fool, The Foolish Man) : in origine, già dal medioevo, era questo il significato letterale dell'arcano senza numero; lo vediamo raffigurato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni ( Padova), nel ciclo dei "Vizi" (contrapposti alle "Virtù"), col titolo di "Stultitia", ovvero La Stoltezza (1). Sorprendente la somiglianza  con gli antichi tarocchi Visconti Sforza.

Perchè la carta ha un nome (il Matto) ma non ha un numero come gli altri ventun arcani?
Osserviamo che è la situazione opposta all'arcano XIII, che ha il numero ma è senza la dicutura del nome (sebbene sappiamo che si tratta dell'arcano della Morte).
Di solito viene collocata al termine delle ventun carte, quindi nella posizione XXII, se non fosse che simbolicamente rappresenta il Nulla, e quindi sarebbe più corretto assegnarle il numero zero.
Quindi XXII o 0 ?
L'ambiguità è fittizia, se si tiene conto che le ventidue carte dei Tarocchi in realtà costituiscono un cerchio piuttosto che una linea, ecco che allora cessa l'ambiguità, in quanto la carta apre e chiude contemporaneamente il cerchio!

Giotto, Cappella degli Scrovegni , la Stultitia
Osserviamo com'è vestito il matto, così come è disegnato nei tarocchi di Oswald Wirth: indossa una foggia multicolore, ad indicare le mille influenze a cui è soggetto.Il suo viso guarda in alto, la testa tra le nuvole, quindi non guarda dove va, ma è perso nelle sue illusioni. Anche il bastone sembra trascinato: non è come il bastone dell'Eremita (arcano XII) che gli serve per procedere con cautela. Inoltre si porta dietro un sacco, un fardello pieno di sciocchezze.
Infine una lince bianca (si dice che l'occhio di lince è penetrante) anzichè aiutarlo a ritrovare la ragione, lo umilia facendogli cadere le calze e spingendolo più velocemente verso il baratro (l'orizzonte con l'obelisco caduto e il coccodrillo).
Un dettaglio positivo: il tulipano rosso porpora, tra i primi fiori a sbocciare in primavera, quindi indica, superata la stoltezza, la speranza ad una  nuova vita (e in senso spirituale: la nuova nascita - in ispirito, come Gesù parla nel Vangelo di Giovanni).
Altro dettaglio positivo: indossa una cintura d'oro, un oggetto prezioso che contrasta col resto del suo misero abbigliamento. La forma è circolare: è l'Oroboro (il serpente che si morde la coda), è l'Allume degli alchimisti (il sale principio degli altri sali, il cui simbolo è un cerchio), è lo Zero (ancora un cerchio). E' dalla cintura che si capisce che esotericamente rappresenta il Nulla.

Tarocchi Visconti - Sforza, Il Matto
Psicologicamente è quindi la persona che subisce tutte le influenze, è passivo, non sa dove va, incoscente, irrazionale, irresponsabile.
Si direbbe che è una nullità, che è fuori dal mondo, ma è proprio questo ad essere importante perchè, come anticipato, esotericamente rappresenta il Nulla, il Non Manifestato, la notte di Brahman (il giorno è invece la Manifestazione), ovvero tutto quello che sta al di fuori della Manifestazione, l'abisso dei miti cosmologici primitivi, tutto quello che è fuori tra l'Uno - l'Alef (arcano I) e il Tutto - il Mondo - il Tau (arcano XXI). Il Nulla all'opposto del Tutto-Uno.

Fonte :
 - Oswald Wirth, i Tarocchi, Ed.Mediterranee

Note :
(1) Stoltezza (Giotto), http://it.wikipedia.org/wiki/Stoltezza_(Giotto)

domenica 4 novembre 2012

Simbologia della Stella a 8 punte

In origine, le stelle erano divinità, gli esseri splendenti, tanto è vero che nella scrittura dei Caldei e mesopotamica, l'ideogramma * si legge "dio".
Scrive a proposito Adrian Snodgrass: "..il dio supremo dei sumeri era An (in seguito detto Anu), "alto". l'ideogramma di An è lo stesso di quello che indica "dio", "cielo", "splendente" e "stella polare", ovvero la stella intorno alla quale ruotano i cieli, la "stella di anu, principe dei cieli".
Quindi stella = An = divinità:

Essendo Venere la più brillante tra gli astri celesti (ad esclusione ovviamente della Luna), è ovvio che la stella a 8 punte diventa il simbolo di Venere :
Esiste un'altro motivo per cui la stella a 8 punte rappresenta Venere : il pianeta ha un ciclo di 8 anni, in quanto 8 anni terresti corrispondono a 13 anni venusiani.
Astronomicamente, ogni otto anni Venere si trova contemporaneamente alla congiuntura inferiore (punto più vicino alla Terra) e alla massima separazione dell'eclittica (il piano di rotazione della Terra). In tali giorni, Venere, caso raro, può essere vista sia al mattino sia alla sera, nello stesso giorno.

Infatti:
- sulla Terra : 8 anni x 365 giorni all'anno = 2920
- su Venere 13 anni x 224 (tempo siderale ovvero tempo di rivoluzione intorno al sole) = 2912

Nell'islam, la stella a 8 punte viene chiamata Rubʿal-Hizb, si presenta come la sovrapposizione di due quadrati a 45 gradi, ed è abbastanza diffusa, viene usata per indicare la fine di ogni capitolo del Corano.

Lo stesso simbolo lo si ritrova anche in India con il nome di Stella di Lakshmi, che è considerata la Madre dell'Universo, devi dell'abbondanza, consorte di Visnu.

Infine, nel Cristianesimo, la Madonna della Stella (come la statua a Pavia, sec.  XIII):



Fonti :
- Adrian Snodgrass, Architettura, Tempo, Eternità, Ed. Bruno Mondadori
Wikipedia, Rub' al-Hizb
- Wikipedia, Lakshmi

Transito di Venere


Un transito di Venere viene osservato dalla Terra ogni qualvolta Venere si interpone fra il nostro pianeta e il Sole, oscurandone una piccola parte del disco, ed è un evento astronomico piuttosto raro.
Può avvenire solo all'inizio di Giugno o all'inizio di Dicembre quando il pianeta incrocia l'eclittica (ovvero il piano orbitale della Terra). Si presenta a coppie di eventi a distanza di 8 anni, e tra una coppia di eventi e la successiva passa più di un secolo.

Ecco le immagini dell'ultimo transito, 6 giugno 2012 :


XVII - Le Stelle


E' la carta che forse più di ogni altra da la speranza del ricongiungimento a Dio, e allo stesso tempo, la consapevolezza che non siamo soli ma esseri superiori (le stelle) vegliano su di noi, le nostre guide che ci accompagnano nel nostro compito terreno.
Così il Sole, lasciando il posto alla notte, ci permette di ammirare la meraviglia delle stelle del firmamento.
Quindi la donna che versa l'acqua nello stagno rappresenta la vita terrena, l'incarnazione di una dea, Venere, Ishtar, oppure la Grande Madre, il desiderio di prendere corpo.
E dato che, insieme alla vita terrena, abbiamo il nostro compito terreno, che come la dea è bella e seducente, come la vita dove le seduzioni ci inducono a incarnarci per gustare le gioie della vita terrena, affrontando al contempo le prove che lei ci impone.
Dal punto di vista astronomico, il pianeta Venere è l'oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno, a parte la Luna (infatti nell'arcano XVII è ben riconoscibile nella più grande delle otto stelle), e raggiunge la sua massima brillantezza due volte al giorno : poco prima dell'alba come Venere Lucifero (la Stella del Mattino) e poco dopo il tramonto come Venere Vespero (la Stella della Sera).
E altra coincidenza, Venere viene classificato come "pianeta terrestre", ovvero un mondo simile alla Terra in quanto dotato della stessa massa e della stessa dimensione (ecco un'altra conferma del fatto che rappresenta la vita terrena). Non solo, anche la geologia interna indica che è un pianeta giovane, dotato come la Terra di un nucleo, mantello, crosta e quindi modellato da fenomeni vulcanici, e forse come poteva essere stato una volta il pianeta Terra.

Cultura
Nome del pianeta
Stella del mattino
Stella della sera
 Sumeri  
Inanna
 Babilonesi   
Ishtar
Egizi
Hathor
Tioumoutiri
Ouaiti
Greci
Aφροδίτη, Afrodite
Φωσφόρος, Phosphoros
Ἓσπερος, Hesperos
Romani
Venus
Lucifero
Vespero


Secondo la mitologia mesopotamica, sumera e poi babilonese, la dea Inanna/Ishtar era sia la dea dell'amore che della guerra, altro indizio di dualità, che viene poi risolto dai razionali greci e latini, separando la dea dell'amore (Afrodite/Venere) dal dio della guerra (Ares/Marte), ma unendoli nel matrimonio.
E' quindi chiaro che Venere abbia un duplice aspetto: spiega ciò che Wirth definisce Venere guerriera al mattino e languida alla sera. All'alba risveglia i dormienti strappandoli al proprio torpore invitandoli alla rivolta luciferina contro i dogmi regnanti e al tramonto è rasserenante, lo invita al riposo tranquillo, alle effusioni della tenerezza e alla meditazione serena.

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Venere (astronomia)


sabato 3 novembre 2012

La Torre di Babele


"Non vi fermate
dovete costruire la vostra torre
la Torre di Babele
sempre più grande
sempre più alta e bella
… Siete o non siete i padroni della terra?
Strappate tutti i segreti alla natura
e non ci sarà più niente
che vi farà paura
e sarete voi a far girare la terra
con un filo, come una trottola
dall’alto di una stella.
E quella stella sarà il quartier generale
per conquistare
quello che c’è ancora da conquistare
e da quella stella
per tutto l’universo
l’uomo si spazia, per superare se stesso.
Non vi fermate
dovete costruire la vostra torre
la torre di Babele
costi quel che costi
anche guerra dopo guerra
siete o non siete i padroni della terra?
Non vi fermate
dovete costruire la vostra torre
la torre di Babele
si deve fare e serve a dimostrare
che l’uomo è superiore
a ogni altro animale!…"
(Eduardo Bennato, 1976)


Notate la singolare corrispondenza che esiste tra ciò che Oswald Wirth descrive (I Tarocchi, 1924) nell'arcano XVI, la Torre, ovvero che i mattoni rappresentano o le nostre cellule o gli individui della società, e l'immagine della copertina dell'album (1976) di Edoardo Bennato, che imitando la forma della torre di Pieter Bruegel, colloca gli individui (passato, presente, futuro) al posto dei mattoni.. come dire che i simboli sono davvero universali!

XVI - La Torre (Maison Dieu)

La prima osservazione è che, nei tarocchi francesi, la Torre, viene chiamata Maison-Dieu, ovvero "Casa di Dio". Ma attenzione che non è da intendere come fosse una chiesa o un tempio, ovvero la vera casa di Dio, ma un simulacro, un edificio divinizzato, un corpo abusivamente identificato con Dio.
Da qui deriva la caratteristica principale dell'arcano XVI : simboleggia la presunzione, l'orgoglio, l'inseguimento di chimere. Infatti, volersi innalzare troppo è pericoloso: quando perseguiamo un'impresa chimerica, la catastrofe è fatale.
Volendolo considerare dal lato positivo invece significa "mettere in guardia" contro ciò che minaccia, timore salutare, riservatezza, in altre parole incita al buon senso!

Alla base di tutto ciò, il fuoco interiore che domina ciascun essere, il quale prende da sé tutte le iniziative, prima di tutto quello di esistere, incarnarsi e da subito mostrare il suo lato egoistico di attaccamento alla vita, tipico del neonato. Ciò non è sbagliato in quanto è proprio il compito che Dio ci chiede, e per far ciò dobbiamo dimenticarci di Dio ed identificarci con la materia (da quì, il collegamento con l'arcano XV) perchè la nostalgia del Cielo potrebbe distogliere il nostro compito. Quindi la torre rappresenta sia il corpo umano (notare il color carne della torre) sia l'umanità in generale, che si costruisce preoccupandosi solo di se stesso (si possono immaginare i mattoni come le nostre cellule o gli individui della società).
A seguito del crollo per presunzione, precipitano sia il Signore della Torre (ovvero il proprietario, noi, la società) con la testa coronata, che si salva, sia l'Architetto della Torre, colui che l'ha costruita, che perisce colpito da un mattone. Questo insegna che noi siamo costruiti da un agente demiurgico, che perisce ovvero è transitorio come l'opera da lui costruita, costruita per ordine della nostra regalità spirituale, che sopravvive al crollo necessario. E infatti le sfere multicolori intorno alla torre stanno a significare l'energia accumulata durante la vita che si libera tutto intorno.

La Torre di Babele, Pieter Bruegel, 1563

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee

venerdì 2 novembre 2012

XV - Il Diavolo

La carta rappresenta il principe di questo Mondo, colui che incita gli uomini a farsi simili a Dio (notare la sottigliezza, nel senso di: al posto di Dio) e quindi accaparrarsi per se prerogative divine.
In senso più materiale spinge l'uomo all'egoismo, trattenere tutto per se sottraendolo al bene comune e quindi non facendo fluire armoniosamente la vita ma creando dei blocchi dove dovrebbe esserci libera circolazione.
Sia bene inteso che tutto procede da Dio, come si legge dal Vangelo di Giovanni:

In principio era il Logos
e il Logos era verso Dio
e Dio era, il Logos
Questi era in principio verso Dio.
Tutto è venuto ad essere
per mezzo di Lui,
e senza di Lui
nulla è venuto ad essere
di ciò che esiste
.


L'avversario è quindi funzionale alla creazione Divina, affinchè ci si possa incarnare su questa Terra, fin dalla nascita. Oswald Wirth scrive a proposito "..è il grande agente magico, grazie al quale si compiono i miracoli, se non sono miracoli d'ordine puramente spirituale: poichè il diavolo non può agire direttamente sullo spirito. Ma quando è in causa il corpo, non è possibile far nulla senza il diavolo. E' a lui che dobbiamo la nostra esistenza materiale, poichè se il desiderio d'essere e l'istinto di conservazione, che provengono da lui, non ci avessero dominati fin dalla nascita, noi non avremmo potuto aggrapparci alla vita con l'egoismo esclusivo caratteristico della prima infanzia". (ecco una spiegazione del "peccato originale")
E siccome deriva da Dio, Dio stesso, Gesù il Cristo ("E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male") o un'anima pura, non macchiata di egoismo, può allontanarlo in quanto, in campo eterico, ciò che è superiore (spirito) comanda ciò che è inferiore (la materia).
Ecco spiegato il piccolo pentagramma bianco al centro del pentagramma rovesciato nero (costruito dalle corna, dalle orecchie sporgenti e dalla barba), nel centro della fronte, nella carta dei Tarocchi.
Concludo con la stessa frase di Oswald Wirth : "sulla Terra nessuno può regnare, se non fa alleanza con il principe di questo Mondo".

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee

giovedì 1 novembre 2012

XIV - La Temperanza

La Temperanza è l'Angelo della Vita universale. Un fluido viene versato dall'Angelo da un'anfora d'argento a una d'oro. Esso rappresenta il fluido vitale, ciò che sostiene la vita fisica.
L'angelo della Temperanza è quindi Visnù, colui che mantiene la vita, invece la Morte (XIII) è Shiva, colui che la trasforma.
Il fluido versato è lo stesso utilizzato dai taumaturgi. Coloro attingono dall'urna d'argento che è il serbatoio della vitalità, la sfera a cui appartiene l'inconscio di ordine superiore, la vita comune agli individui di una stessa specie (non ancora individualizzata). In questo modo possono trasmettere il loro fluido personale dall'urna d'oro, sapendo che non ne rimarranno senza perchè sempre riempita dall'urna d'argento.

In ambito cristiano, l'angelo della Temperanza è l'Arcangelo Raffaele (Rapha El, in ebraico significa "medicina di Dio" o "colui che guarisce"),  colui che nell'Antico Testamento guarisce dalla cecità Tobia il Vecchio. Egli è preposto a qualsiasi forma di guarigione, ed aiuta le persone che lavorano per guarire gli altri, per questa ragione è il patrono dei dottori, infermieri e guaritori.
Secondo la tradizione, Raffaele è l'angelo che muove l'acqua della piscina di Betzaeta, di cui racconta San Giovanni nel Vangelo, che guarisce chi si immerge dopo che l'acqua è stata agitata.


Esiste una forte analogia tra l'Angelo della Temperanza e la costellazione astronomica dell'Aquario.
L'Aquario è un giovinetto che versa acqua da una brocca che va a finire in bocca al Pesce Australe.
Il giovinetto potrebbe essere Ganimede, considerato il più bel ragazzo sulla Terra, del quale si innamora Giove che, sotto forma di aquila (che, non a caso, è la costellazione vicina), lo rapisce e lo conduce nell'Olimpo.
L'acqua potrebbe essere una mistura di acqua e nettare, la bevanda degli dei. Ecco quindi un collegamento con il fluido vitale.

L'Aquario e la sua brocca d'acqua, da Vorstellung der Gestirne (1782) di Johann Bode.

Come ultima immagine, il fluido vitale lo ritroviamo nella Fonte della Giovinezza come quella dipinta da Lucas Cranach il vecchio:



Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Arcangelo Raffaele 
- Wikipedia, Aquario (costellazione)
- Wikipedia, Fonte della giovinezza
- Angeli Radianti, "Doreen Virtue: L’Arcangelo Raffaele (Raphael “Dio Guarisce”)

XIII - La Morte

La prima evidenza nella XIII carta dei Tarocchi è che, diversamente da tutte le altre ventuno carte, nei tarocchi marsigliesi, ha solo il numero senza il nome.
Questa singolarità credo sia dovuta ad un atto scaramantico: non nominare la morte significa infatti non invocarla (1).

"Ciò che è cambia aspetto, ma non viene mai distrutto" scrive Oswald Wirth nel libro I Tarocchi.
La Morte svolge quindi il ruolo del grande trasformatore, come Shiva che riprende a Visnù la vita donata da Brahma. Nulla viene estinto ma bensì vengono liberate le energie imprigionate in una materia densa, che non sono più in grado di corrispondere alla loro destinazione.
Senza l'intervento della Morte, la vita tutta languirebbe e l'esistenza davvero sembrerebbe all'immagine comune che le persone si fanno della morte.
La nostra esistenza effimera la dobbiamo a lei, essa ci permette di nascere e può condurci ad una nuova rinascita.
Per questa ragione il saggio si avvicina alla morte senza rimpiangere il passato e beneficiando dell'allentamento dei legami delle passioni che tengono imprigionato lo spirito nella materia.

Iconografia.
La morte è spesso rappresentata con una falce in mano, a significare che così la mietitura è l'ultima fase del ciclo agricolo, ovvero la raccolta del grano, così la morte chiude un ciclo predisponendolo per uno nuovo. Si legge infatti nell'Apocalisse di San Giovanni:

"Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d'uomo; aveva sul capo una corona d'oro e in mano una falce affilata. Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: "Getta la tua falce e mieti; è giunta l'ora di mietere, perché la messe della terra è matura". [16]Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.

Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, anch'egli tenendo una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, uscì dall'altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: "Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature". L'angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio. Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. "
(Apocalisse, 14, 14-20)

Giovanni Battista Tiepolo, 1753 - affresco (dettaglio: Saturno),
Residence Würzburg, Bavaria, Germany
La falce è anche un attributo dell'antico dio Saturno, che usò un falcetto per evirare il padre Urano (il Cielo), aiutando la madre Gea (la Terra), stanca della generazione di figli.

Infine un'immagine della morte di Alex Grey, l'anima che esce dalla fontanella cranica, la stessa da cui entra quando nasciamo, circondata dai mille occhi, forse a rappresentare la proiezione dell'ultimo chakra, il loto dai mille petali.



Fonte :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee

Note :
(1) La paura del numero 13 viene chiamata Triscaidecafobia e ha origini nella cultura popolare, ad esempio a tavola non ci si siede mai in 13 in quanto è detto il "posto di Giuda".