giovedì 27 dicembre 2012

Tarocchi di Waite

"I veri tarocchi sono puro simbolismo. Non parlano altra lingua e non offrono altri segni.
Chiarito l'intrinseco significato dei simboli, avremo una specie di alfabeto capace di indefinite combinazioni e perfettamente comprensibile.
Sul piano più alto, i tarocchi offrono la chiave dei Misteri, in modo non arbitrario né ovvio".

Sono le parole di Arthur Edward Waite (1857-1942), noto tra l'altro per il libro "The Key to the Tarot" (La Chiave dei Tarocchi). Il simbolismo è quindi alla base dei tarocchi.
Associato al libro, il mazzo Rider-Waite-Smith (RWS), pubblicato per la prima volta a Londra nel 1910, probabilmente il più conosciuto nel mondo anglosassone.
Rider & Co. è la società che ha pubblicato il mazzo, Pamela Colman Smith è l'artista e illustratrice, che appartenne all'Ordine Ermetico della Golden Dawn, come lo stesso Waite.
Più recentemente, nel 1971, è stato nuovamente ristampato dalla US Games, utilizzando gli originali custoditi dalla figlia, Sybil Waite.

Waite trasse l'ispirazione quasi sicuramente dai più antichi tarocchi di Marsiglia del XVI secolo, ma alcuni indizi fanno pensare anche al mazzo italiano Sola Busca del XV secolo (acquistato di recente dalla Pinacoteca di Brera, Milano ed attualmente in mostra).

Caratteristica del mazzo è quello di aver scambiato l'arcano VIII, la Giustizia, con l'arcano XI, la Forza.
Inoltre fu il primo a posizionare correttamente l'arcano del Matto, prima del Mago (quindi in posizione 0), anzichè tra l'arcano XX e XXI.

Per concludere con le parole di Waite:

"I tarocchi raffigurano i valori simbolici di idee universali, dietro i quali si celano i valori inespressi della mente umana. Le dottrine segrete in essi depositate non sono altro che il conseguimento da parte di pochi delle verità insite nella coscienza di tutti ma non percepibili all'uomo qualunque.
La mia tesi è che queste dottrine siano sempre esistite, vale a dire che sono state elaborate dalla coscienza di una eletta minoranza, trasmesse segretamente e trascritte in misteriosi testi come quelli dell'alchimia e del cabalismo. Ogni dottrina segreta è avvallata da una relativa pratica ed esperienza."


Fonti :
 - Stuart R.Kaplan, I Tarocchi, Oscar Mondadori
 - Wikipedia, Arthur Edward Waite
 - Wikipedia, Pamela Colman Smith

mercoledì 26 dicembre 2012

VIII - La Giustizia (II)

Nella mitologia greca, la Giustizia è la dea Themis (o Temi), e dall'unione con Giove nacquero le Ore, Dike, la legge ed Eunomia, l'ordine.
Inoltre Dike è identificata con la dea Astrea. Narra il mito che, a causa dell'iniquità degli uomini nel periodo dell'Età dell'Oro che volgeva al termine, Astrea salì in cielo nella costellazione della Vergine, ed ora viene anche identificata nella vicina costellazione della Bilancia.

Statua di Temi (Themis) , Università di Chuo-Giappone

Dike-Lady Justice, Dublino

mercoledì 19 dicembre 2012

Il mondo primitivo

ANTOINE COURT DE GEBELIN, 
Monde primitif, analysé et comparé avec le monde moderne; 
considéré dans son génie allégorique et dans les allégories auxquelles conduisit ce génie; 
précédé du plan general des diverses parties qui composeront ce monde primitif… 
Paris: 1773-82.


“Se ci apprestassimo ad annunciare che, ai nostri giorni, sussiste un'Opera degli antichi Egizi sfuggita alle fiamme che hanno distrutto le loro superbe biblioteche, un'Opera che contiene la più pura dottrina degli egizi, chi non sarebbe impaziente di conoscere un Libro tanto prezioso, tanto straordinario! E se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte dell'Europa, che da secoli va per le mani di tutti(....) riguardato come un mazzo di strane figure prive di senso! Chi non penserebbe che scherziamo o che vogliamo approfittare della credulità degli ascoltatori? E tuttavia quanto sostengo è rigorosamente vero: questo Libro egizio, il solo rimasto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai nostri giorni e, fatto stupefacente, esso è talmente comune che nessuno, prima di noi, ne aveva intuito l'illustre origine....questo libro è il gioco dei Tarocchi”.
(Vol.8, Tom. 1) 


Fonti e approfondimenti:
 - Court de Gebelin, Monde primitif, analysé et comparé avec le monde moderne

domenica 9 dicembre 2012

IV - L'Imperatore

L'Imperatore è il principe di questo mondo, regna sul concreto, sovrano tenebroso degli inferi, il Plutone imprigionato al centro delle cose. E' il Demiurgo dei platonici, il Grande Archietto dei massoni.

Il suo trono cubico non può essere rovesciato : significa quindi stabilità, concetto rappresentato simbolicamente da un triangolo che sovrasta una croce, ovvero il pricipio di fissità, che la sua figura riproduce, con le gambe incrociate e il bustocon le braccia a formare un triangolo.

L'aquila nera rappresenta l'anima imprigionata nella fissità della materia, mentre il globo terrestre che tiene in mano è l'Anima del mondo. L'impugnatura dello scettro ha una mezzaluna, indicante che domina il mondo cangiante sublunare (lunatico, appunto). Infine il fiordaliso sulla punta dello scettro sta ad indicare che la sua dominazione non è brutale ma ispirata alla bontà e ai nobili sentimenti.
Egli è il realizzatore dell'idea divina : ciò che l'Imperatrice, sua sposa mistica, idealizza, l'Imperatore lo realizza, in questo senso è il demiurgo.

Once Upon a Time

Ho trovato interessante la serie televisiva "Once upon a time" trasmessa in questo periodo dalla televisione nazionale.
Al di là della favola, dei personaggi fiabeschi che si ispirano unicamente alle fiabe del cinema moderno (Biancaneve insieme a Pinocchio e al grillo parlante, Cenerentola e la fatina insieme ai lupi mannari), si vede da subito due personaggi negativi, anzichè uno (come nella tradizione fiabesca), e ci si chiede perchè ne servono due nell'economia della trama.

La prima è Regina, la regina cattiva delle fiabe, e il secondo è un personaggio che all'inizio è un buono e timoroso padre di famiglia che si trasforma in un mago nero subendo l'influenza di un'entità che si appropria di lui. E' proprio su quest'ultimo personaggio che mi sembra interessante notare un destino analogo a quello di lucifero della tradizione bibblica, da portatore di luce al suo opposto. Eppure una scintilla di bene rimane sempre, come fosse una cellula buona dentro milioni di cellule opposte e, seppur in esigua minoranza, basterebbe saper far leva su quella per riportare all'altruismo una persona egoista.
E questo tra l'altro insegna come il male o i bassi istinti non vanno combattuti per ucciderli (che non servirebbe a nulla, a che scopo combattere il male con altro male), ma vanno trasformati, trasfigurati, in modo che ogni cellula nera assuma il colore bianco.

Lo stesso concetto si trova nel film "Hellboy - the golden army" di Guillermo del Toro, dove fratello e sorella, figli del re degli elfi, rappresentano rispettivamente uno la ribellione al padre e l'altra la temperanza e l'altruisno, legati l'un l'altra in maniera indissolubile (un entanglement, secondo la fisica moderna), ovvero se si ferisce uno, anche l'altro presenta immediatamente la stessa ferita.
Per fernare il male, rappresentato dal fratello, la sorella capisce che l'unico modo era sacrificare se stessa, in modo tale che senza più bene non c'era bisogno di un'altrettanta quantità di male.
Mi viene in mente il sacrificio di Gesù il Cristo, nella sua trasfigurazione una altrettanto importante fetta di male è stata portata via da questo mondo, e un messaggio di bene è potuto nascere e diffondersi come sappiamo oggi.

Infine una nota sulla magia. Il personaggio del mago di Once upon a time, nel suo mondo originario, è in grado di esaudire a sua discrezione ogni richiesta ma chiede sempre un cambio. "Tu cosa mi dai in cambio"; "io cosa ottengo ?" è la frase di rito. Questo tipo di magia comporta sempre uno scambio, anche se spesso o è sottovalutato, o ignorato, o dimenticato. E immancabilmente, il personaggio che ha firmato questo "contratto" si accorge che è sempre uno scambio impari e che, se potesse tornare indietro non lo rifarebbe.
Potremmo considerarlo un ammonimento?

domenica 2 dicembre 2012

IX - L'Eremita

E'il vecchio saggio dall'andatura prudente. In esso si cela il maestro segreto.
Notate il suo abbigliamento:

1) Il bastone e' una canna di bambu' con i sette nodi mistici. Serve per sondare il terreno sul quale procedere cautamente, evitando di schiacciare il serpente (egoismi, animalita') ma incantandolo in modo che si arrotoli sopra come il bastone di Esculapio, dio della medicina (quindi il serpente sono le correnti vitali usate dal taumaturgo per guarire).

2) la lampada per illuminare il suo cammino, esotericamente serve per indagare la profondita' delle cose.
E' la lanterna di Diogene. Un aneddoto racconta che il filosofo fu visto camminare per le strade di Atene in pieno giorno, con una lanterna in mano, proclamando di essere alla ricerca di un “uomo” (da cui l'espressione "cercare con il lanternino").

3) il mantello serve per coprirsi ovvero per lavorare al coperto, nell'invisibile. Infatti tutto cio' che deve prendere corpo si elabora al segreto (la crescita del seme nel buio della terra, la maternita'). E' il mantello di Apolonio.

L'Eremita non si rivolge alle folle come il Papa (arcano V) ma solo a coloro che osano avvicinarsi alla sua solitudine. Allora, se lo ritiene degno, si confida perche' non si gettano perle ai porci.

Diogene cerca l'uomo - J.H.W.Tischbein

Fonte :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Diogene di Sinope

sabato 1 dicembre 2012

XI - La Forza

Contrariamente all'immagine banale della forza bruta di un Ercole che doma il leone Nemeo, l'arcano della Forza ci mostra una giovane donna (la stessa dell'arcano III, l'Imperatrice ovvero la Vergine) che, senza sforzo apparente, doma un feroce leone. La forza quindi non è nella forza bruta ma in quella di natura femminile, basata sull'intelligenza.

Il leone rappresenta la nostra animalità, le passioni dominatrici, gli istinti inferiori e meno nobili. Ci insegna quindi che i bassi istinti non vanno soppressi o distrutti, come fa l'asceta, ma vanno domati, in modo da venire nobilitati attraverso la trasformazione. La donna domina pacificamente le energie in rivolta.
E quindi anche il diavolo, il principe di questo mondo, sarà costretto a collaborare controvoglia alla Grande Opera.

La forza del leone è nella bocca, in senso analogico nella bocca entra il cibo ed esce il suono. A questo si collega secondo me, la leggenda Cherokee del lupo bianco e lupo nero (il lupo è un'altro simbolo dell'animalità umana), e della necessità di nutrire entrambi (leggi qui)

Considerando i Tarocchi divisi in due metà da 11 carte ciascuna, vediamo che la prima metà, la via di iniziazione dorica o maschile (la via secca) inizia con il Mago e termina con la Forza. Entrambi hanno un cappello a forma di otto, che rappresenta il movimento continuo ovvero l'infinito per i matematici.
Quindi dalla volontà in potenza del Mago (in quanto dispone dì tutti gli strumenti necessari) all'applicazione pratica della Forza dominando se stessi, attingendo ad una forza immensa se il suo volere individuale si identifica con la Volontà Suprema.


Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Felice Mente Ricca blog, La vera leggenda cherokee del lupo bianco e del lupo nero

venerdì 30 novembre 2012

X - Ruota della Fortuna

La ruota della fortuna o Ruota del Destino.
In essa è rappresentata la vita individuale, ovvero la corporizzazione dello spirito nella materia, ovvero l'individualizzazione, la creazione dell'individuo che si separa dal Tutto del quale fa parte per diventare lui stesso un centro, seppur temporaneo, in equilibrio precario.
La ruota che gira descrive le fasi della nostra vita, quando nasciamo la ruota gira vigorosamente, poi si stabilizza nell'età matura ed infine rallenta nella vecchiaia, fino a fermarsi quando sopraggunge la morte.
A muoverla due forze contrapposte, una attiva e una passiva, rappresentate rispettivamente da due "bestie" : l'Enneanuco, dalla testa di Cane, e un Tifone, dall'aspetto di un Capricorno (testa di capra, corpo di pesce). L'Enneanuco ha in mano il cadduceo di mercurio, quindi è la forza vitale, che spinge la ruota, il vigore, l'espansione, la salute; il Tifone ha in mano il tridente, è la forza egoistica che contrae l'espansione generosa, l'entusiasmo, che accumula, che rallenta la ruota.

Tra i due, una sfinge particolare, con le ali dell'aquila, con il corpo di bue, il busto da leone : una sfinge che in realtà sintetizza i simboli dei quattro Evangelisti (Luca, il bue, Marco, il leone, Giovanni, l'aquila, Matteo, l'angelo). Ha in mano una spada, come la Giustizia (arcano VIII), che serve per fendere, tagliare, prendere decisioni, in questo caso equilibrare le due forze opposte, ovvero la spinta delle due bestie.

Infine la ruota emerge dal mare, sopra una barca costituita da due mezze lune (quindi le ruote sono due, ciascuna doppia perchè ha due circonferenze) che galleggiano sull'oceano del caos primordiale, e due serpenti si intrecciano intorno all'albero, proprio come il simbolo del cadduceo di Mercurio, simbolo delle forze vitali che salgono dal basso.

Come non accostare questo simbolo alla fisiologia indiana dei corpi sottili: la spina dorsale è l'albero dell'imbarcazione e il canale principale Sushumna, e i due serpenti intrecciati la Kundalini che risvegliata risale la spina dorsale e fa muovere la ruota, ovvero i sette chakra principali (infatti è una doppia ruota, ovvero chakra anteriore e posteriore, con due circoferenze e sette raggi).



Fonti:
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Kundalini

giovedì 29 novembre 2012

La scala di Giacobbe

"È detto nella Genesi che quando Giacobbe lasciò la terra di Canaan per cercarsi una sposa, giunse in un luogo dove trascorse la notte. Là, si addormentò dopo aver posato il capo su una pietra.
Durante il sonno, vide una scala che collegava la terra al cielo e lungo quella scala degli angeli che salivano e scendevano. Fu così che ebbe la rivelazione di quella gerarchia cosmica che i kabbalisti chiamano Albero della Vita.

La terra e il cielo non sono separati: fra loro esiste tutta una circolazione, esistono degli scambi. Alcuni chiaroveggenti sono stati in grado di vedere degli esseri che scendevano dall'alto e lavoravano sugli uomini, sugli animali, sulle piante, sulle pietre... Alcuni di questi esseri ripartivano quasi subito,
mentre altri, al contrario, rimanevano più a lungo per poter proseguire il loro compito. Per il momento, pochissimi credono alla realtà di queste creature e del lavoro che esse fanno, ma un giorno, tutta l’umanità sarà cosciente di questa circolazione che esiste fra la terra e il cielo, fra la terra e il sole, e più lontano ancora, in tutto l’Universo fino all’infinito."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

L'Amore universale

"Quando qualcuno vuole farsi una famiglia, è obbligato a compiere degli sforzi per uscire da se stesso, per aprirsi all'altro - marito o moglie - e più tardi ai figli. Tuttavia, l'errore degli esseri umani è quello di non aver capito che dovevano allargare ancora il cerchio della famiglia, ed estendere il proprio amore ad altre creature, all'Universo intero. Ecco perché non sono ancora felici, pur con la loro famiglia e i loro amici.
La felicità consiste nel non fermarsi a un solo essere, o a due o a dieci o a cento... bensì nell'amare all'infinito. Continuate dunque ad amare coloro che già amate, ma allargate ancora il cerchio del vostro amore per avere degli scambi con tutte le creature superiori: gli angeli, gli arcangeli, le gerarchie celesti, il Signore... Allora, la vostra famiglia e i vostri amici si troveranno arricchiti, rafforzati, abbelliti, purificati, grazie a tutti gli stati sublimi che nutrite nel vostro cuore e nella vostra anima."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

mercoledì 28 novembre 2012

III - L'Imperatrice

L'Imperatrice rappresenta l'Intelligenza creatrice, la madre delle forme, la fonte primigenia delle immagini e delle idee.

Ella rappresenta gli archetipi, la matrice su cui poi verrà realizzato il mondo visibile, attraverso il suo sposo mistico, l'Imperatore, l'addensatore della materia.
Fisoloficamente, è il Mondo delle Idee di Platone, l'Iperuranio ovvero la zona al di là del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee, accessibile solo dall'intelletto.

Anche la scienza moderna, attraverso i lavori di Rupert Sheldrake, postula l'esistenza di un campo morfogenetico (da morphé, forma) che contiene il principio generatore, la forma di tutto ciò che esiste, dalla disposizione degli atomi in una molecola alla forma di una pianta o animale.

Le materie di insegnamento che le sono più affini sono la matematica (i numeri) e la geometria (le forme), che rappresentano quanto di più astratto (quindi collegato con le idee) si possa insegnare. E' il metodo induttivo, la strada che parte dal particolare per arrivare all'universale.

L'Imperatrice risiede nel Cielo, così come l'Imperatore risiede in Terra, dove tutto è perfetto, fisso, immutabile e luminoso, in contrasto con la volubilità dell'arcano XVIII, la Luna e con il mistero dell'arcano II, la Papessa.

Proprio per rafforzare il concetto di dominazione sul mondo volubile sublunare, ha ai suoi piedi una mezzaluna con le punte rivolte verso il basso.

In ambito cristiano, corrisponde alla Vergine Immacolata (immacolata nel senso di: nata senza peccato originale), la Regina dei Cieli (e infatti in alcuni mazzi di tarocchi il terzo arcano è proprio la carta della Vergine), dove non a caso la luna è ancora ai suoi piedi (anche se spesso con le punte al contrario).

Non solo, la luna con le dodici stelle (nell'arcano, 9 sono visibili ma in totale sono 12) compaiono anche nell'Apocalisse di Giovanni, riferita alla "Donna dell'Apocalisse":

« Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»
(Apocalisse 12,1-2)

Infine, dodici stelle compaiono anche nella bandiera dell'unione europea, con sfondo blu, colore tradizionalmente attribuito alla Madonna. E non è un caso che la bandiera è stata adottata dal Consiglio Europeo proprio l'8 dicembre 1955, giorno dell'Immacolata concezione.






Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Scienza e Conoscienza, Campi morfici o morfogenetici e Risonanza 
- Wikipedia, Immacolata Concezione
- Wikipedia, Donna dell'Apocalisse
- Herodote.net, Adoption du drapeau européen

domenica 25 novembre 2012

VI - L'Innamorato

La carta dell'innamorato mostra un giovane su di un sentiero, fermo ad un incrocio con le braccia sul petto e a testa bassa, indeciso sulla direzione da prendere, sinistra o destra, dando ascolto alla donna che rappresenta la virtù, o a quella che rappresenta il vizio, la mollezza.
I suoi sentimenti non sono ancora chiari ed è sensibile alle tentazioni. Come uscire dall'impasse ?
Con la volontà e con l'amore.

La volontà si esercita praticando la virtù: tanto più evitiamo di sprecare energie nei piaceri materiali della vita, tanto più accumuliamo energie volitive, accumulate da Cupido che sta sopra la testa dell'innamorato, e nel momento della scelta, la freccia scagliata da Cupido avrà una forza propozionale all'energia accumulata con la virtù, dandoci la volontà di proseguire nella direzione intrapresa.

L'amore si esercita con l'altruismo, il servizio disinteressato, non volere unicamente il proprio beneficio ma il bene altrui. In oriente è chiamato Karma Yoga.

Come sintetizza bene Marco Ferrini, amore e volontà costituiscono la bhakti, l'Amore divino : "Nel caso in cui la volontà si armonizzi all'amore nella sua espressione di eccellenza, ovvero la bhakti, l'Amore divino, l'Amore per Creato, Creature e Creatore, si avrà une perfetta sinergia costruttiva-evolutiva che renderà ogni relazione colma di gioia e di duratura soddisfazione." (leggi post completo)

Psicologicamente rappresenta la scelta, il dubbio, tentazione morale, perplessità, indecisione, esitazione.

Annibale Caracci, Il vizio e la virtù, 1596

Da un punto di vista astrologico, l'innamorato è Ercole che, durante la sua prova di iniziazione, dopo essere stato a scuola dal maestro, il centauro Chirone, in un momento di solitudine gli appaiono due donne, la Virtù, che gli prospetta una vita di fatiche e prove da superare, che però conducevano al trionfo, e la Mollezza, che lo invitava a godere in pace la vita, limitando le ambizioni e assaporando le sue dolcezze.

 Chirone, pedagogo di Achille, insegna all'eroe l'uso della lira. Roma, affresco

Il cupido, ovvero l'arco e la freccia, è il simbolo del Saggitario ovvero del centauro Chirone, che ha una doppia natura, dalla vita in su umana, dalla vita in giù un cavallo e termina con la coda da scorpione. Uomo-cavallo di grande saggezza che domina la natura animale.

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tatocchi, Ed.Mediterranee
- VOLONTA' E AMORE di Marco Ferrini

sabato 24 novembre 2012

VIII - La Giustizia

Se immaginiamo i Tarocchi suddivisi in 3 settenari, notiamo che l'ottavo arcano, la Giustizia, è l'inizio del secondo settenario.
Se i Tarocchi quindi rappresentano una via iniziatica, il primo settenario (che inizia con I, il Mago), il secondo settenario (che inizia con VIII, la Giustizia) e il terzo settenario (che inizia con XV, il diavolo) corrispondono rispettivamente allo spirito, l'anima, e il corpo.
E se il primo arcano di ogni settenario è la causa generatrice, allora abbiamo la seguente corrispondenza:

- Lo spirito, procede dall'arcano I, l'Uno, la Causa Prima
- L'anima procede dall'arcano VIII, l'Ordine (contrapposto al caos, ovvero il nulla)
- Il corpo procede dall'arcano XV, il Principe di questo Mondo, a cui dobbiamo unicamente il corpo materiale.


L'arcano della Giustizia rappresenta l'equilibrio.
Due sono gli strumenti in mano alla Giustizia, la spada e la bilancia.
La spada della fatalità, tagliente e implacabile, ristabilisce l'equilibrio perchè nessuna violazione resta impunita (legge del karma). Non è vendetta ma la giusta punizione o sanzione (perchè fatto seconda giustizia).
La bilancia è lo strumento di riparazione degli errori commessi. Essa viene mossa dalle nostra energie (le forze vitali) : pensieri, sentimenti, desideri e azioni determinano un accumulo (da una parte o dall'altro piatto della bilancia) che avranno conseguenze, ecco perchè è necessario che sia un equilibrio, forze attive devono essere equilibrate da forze passive rigeneratrici, al lavoro occorre il riposo, e forze troppo eccitanti portano a squilibrio se non compensate, lo stesso se c'è troppa inattività.

E' anche la Pesa dei Destini, a ciascuno la giusta dose di piaceri e dolori, nella misura della propria capacità (perchè nessuno può comprendere il piacere se non conosce il dolore).
Proprio sotto quest'ultimo aspetto mi ricorda il mito di Er, raccontato nel libro X di La Repubblica da Platone, che vi invito a leggere per intero (qui), dove la pesa dei destini è il destino che aspetta tutte le anime dopo la morte, quello di vedere metaforicamente la propria bilancia, capire dove pende, e, prima di incarnarsi nella prossima vita, scegliere un modello di vita complementare. Ad esempio, l'anima di Ulisse trapassato sceglie come prossima esistenza sulla Terra, una vita da personaggio anonimo che non ha intenzione di viaggiare.

Fonti:
-  Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee
- Wikipedia, Mito di Er


mercoledì 21 novembre 2012

Tulasi, il Basilico Sacro

Il nome basilico deriva dal greco basileus "re, imperatore", tanto è vero che nella grecia omerica era il titolo di un re, e nell'impero Bizantino era il titolo per gli imperatori, l'equivalente romano di Augusto.

Il Tulasi, o basilico sacro (Ocimum tenuiflorum), è una pianta sacra in India in quanto nella religione Hindu è identificata con Lakshmi, la sposa di Vishnu, Madre dell'Universo, dea dell'abbondanza, della luce, destino, fortuna, bellezza e fertilità.
E' inoltre una componente fondamentale della medicina ayurvedica in quanto pianta medicinale.

Grazie ad Amma (Sri Mata Amritanandamayi) ho potuto conoscere le proprietà di questa pianta ed acquistarlo durante le sue visite in Italia. Dettagliate informazion si trovano in:


Fonti:
- Wikipedia, Ocimum tenuiflorum
- Wikipedia, Basileus
- Wikipedia, Lakshmi

lunedì 19 novembre 2012

II - La Papessa

La Papessa rappresenta Iside, sacerdotessa del mistero, dea della notte profonda.
In una mano tiene il libro dei segreti, nell'altra due chiavi, una d'oro e l'altra d'argento, ovvero il Sole e la Luna, ragione e immaginazione,  che servono per interpreterlo. Di quali segreti si trattano ? Sono i segreti delle cose nascoste, esoteriche.

La papessa è seduta in cattedra. La materia di insegnamento della Papessa è la divinazione (nel senso di vedere le cose nascoste). Davanti a lei abbiamo le apparenze sensibili, dietro c'è il discernimento della realtà.
Attenzione che sul velo alle spalle della papessa, che separa il visibile dall'invisibile, si formano delle immagini prodotte dal pensiero (le "immagini viventi del pensiero"), illuminate dalla luce astrale, che tuttavia sono solo miraggi, da superare, dietro c'è la vera realtà.
Ecco perchè in tutti gli insegnamenti spirituali si insegna a superare il livello astrale (che è ancora illusorio) e a salire nei piani più alti dello spirito.
Capiamo tuttavia che i fenomeni sensibili possono essere rivelatrici di quelli invisibili (o ne sono un involucro, una sovrastruttura), e quando il velo viene tolto, ci mostra l'illusiorietà del mondo materiale e la realtà del mondo immateriale.

Antonello Da Messina
Annunziata
Il velo alle spalle della Papessa è il "velo di Iside" ovvero il "velo di Maya", raffigurato splendidamente nell'arte dal siciliano Antonello da Messina nell'Annunziata (Palermo, Palazzo Abatellis); notate l'analogia con la Papessa: lo sguardo che guarda davanti e non al libro, sempre aperto.
L'equivalente iconografico della Madonna è appunto Iside, che, come la Vergine, viene spesso raffigurata nell'atto dell'allattamento (Iside di Horus, la Vergine del Gesù Bambino).

Di conseguenza, la papessa rappresenta l'intuizione, l'immaginazione, la conoscenza delle materie occulte (ovvero nascoste) e lo studio, tutte qualità che le derivano dall'aspetto lunare (i cui simboli sono la mezzaluna in cima al copricapo, la chiave d'argento, il vestito azzurro e la colonna alla sua sinistra, azzurra).

Un'altra caratteristica della Papessa è la purezza, che ben si addice ad una sacerdotessa (come spesso viene chiamata) o ad una maestra spirituale. In tema d'amore ciò potrebbe significare freddezza nel rapporto o frigidità femminile, è tuttavia la compagna ideale per una coppia che ricerca l'unione spirituale delle anime.

Suoi attributi sono anche la saggezza (1) e la pazienza, che sono in comune con l'arcano IX, l'Eremita, quindi consiglia un atteggiamento di attesa, come la gestazione di un progetto (che richiede di restare segreto, almeno inizialmente), ovvero di isolamento, di solitudine volontaria, ascoltando la propria interiorità e i messaggi dell'inconscio.

Una forte simbologia massonica si legge in questa carta : le colonne rossa ed azzurra che sorreggono il velo potrebbero essere le colonne Joakim e Boaz, quelle all'ingresso del tempio di Salomone. Inoltre la pavimentazione a scacchi bianco e nero, simbolo della dualità, dell'eterna lotta tra bene e male (ripreso dal simbolo yin-yang sul libro), è quasi sempre il pavimento scelto per svolgere i riti di iniziazione massonici.


Per una esauriente trattazione sul tema del pavimento a scacchi si legga il post : Il Pavimento Massonico - Neovitruvian's Blog

Un discorso a parte, rivelatore del significato profondo della Papessa, è l'identificazione con Iside ovvero una delle tante rappresentazioni della Dea Madre dell'antichità, come ben scrive Apuleio:

"(..) io la madre della natura, la signora di tutti gli elementi, l'origine e il principio di tutte le età, la più grande di tutte le divinità, la regina dei morti, là prima dei celesti, colei che in sé riassume l'immagine di tutti gli dei e di tutte le dee, che col suo cenno governa le altezze luminose del cielo, i salubri venti del mare, i desolati silenzi dell'oltretomba, la cui potenza, unica, tutto il mondo onora sotto varie forme, con diversi riti e differenti nomi.
Per questo i Frigi, i primi abitatori della terra, mi chiamano Pessinunzia, Madre degli dei, gli Autoctoni Attici Minerva Cecropia, i Ciprioti circondati dal mare Venere Pafia, i Cretesi arcieri famosi Diana Dittinna, i Siculi trilingui Proserpina Stigia, gli antichi abitatori di Eleusi Gerere Attica, altri Giunone, altri Bellona, altri Ecate, altri ancora Ramnusia, ma i due popoli degli Etiopi, che il dio sole illumina coi suoi raggi quando sorge e quando tramonta e gli Egizi, così grandi per la loro antica sapienza, venerandomi con quelle cerimonie che a me si addicono, mi chiamano con il mio vero nome, Iside regina.
"
(Apuleio, L'asino d'oro - capitolo XI )

Note:
(1) Nella Cabala, il numero 2 è la sephira Chokhmah, ovvero la saggezza

Fonti:
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee
- Wikipedia, Tempio di Salomone
- Wikipedia, Massoneria
- Iside, il Cerchio della Luna
- Apuleio, L'asino d'oro

domenica 18 novembre 2012

Agnello mistico

Per Ovis Aries (classificazione di Linnaeus, 1758)  si intende la pecora (lat. pecus "bestiame di piccolo taglio"), ovvero l'adulto femmina; l'ariete o montone è il maschio, agnello o pecorino è il piccolo fino ad un anno di età.

I principali attributi associati all'ariete sono :

1) Solare; in Egitto, Amon è il dio del Sole quando viene identificato con Ra.

 Tempio di Karnak, viale di sfingi con testa di ariete

2) Guerriero, infatti si chiama Testa di Ariete la macchina da guerra per violare gli ingressi alle fortezze nemiche; inoltre astrologicamente il segno zodiacale dell'Ariete è governato dal pianeta Marte, il dio della guerra.

3) Fallico, ovvero fecondatore. Nella cultura indiana è Indra, dio pluviale che porta fecondità alla terra

4) Purezza ed innocenza, la vittima sacrificale nella cultura ebraico-cristiana. Gesù il Cristo, Agnus Dei, Agnello di Dio, è l'agnello vergine, il miglior capo del gregge, in cui si compie il sacrificio pasquale.

Jan van Eyck (1426-1432), la chiesa di San Bavone a Gand

Non sfuggirà tuttavia la dualità del simbolo che la può vedere su vari piani. Ad esempio, Indra è si il dio della piogga fecondatriche, ma che, se eccessiva, diventa temporale e quindi distruttrice. Lo stesso nella Bibbia, dove all'Agnello di Dio sono contrapposti gli impuri capri.

Per la simbologia completa dell'Ariete, rimando il bellissimo articolo di Franco Cardini, Ordinario di Storia Medievale, Università di Firenze, al seguente link : http://www.airesis.net/giardinomagi_ariete.html

Fonti:

martedì 13 novembre 2012

Amma in Italia

Amma (Sri Mata Amritnandamayi) è a Busto Arsizio, Malpensa Fiere, 13,14 e 15 novembre 2012


Om Loka Samasta Sukhino Bhavantu
Possano tutti gli esseri in tutti i mondi essere felici

domenica 11 novembre 2012

Il senso dell'Uomo per i Tarocchi

Esaminando la prima carta dei Tarocchi, il Mago, è possibile esprimere bene qual'è l'uso e il significato dei Tarocchi.
Sebbene il mondo Internet e la televisione commerciale sia piena di cartomanti e simili che ne banalizzano e volgarizzino l'uso (nel caso migliore), il senso dei Tarocchi è la capacità di fornire un alfabeto simbolico (ovvero fatto da simboli) che, in secoli di studi e pratica corretta (si legga l'importante opera filologica di Oswald Wirth, I Tarocchi, 1924), può definirne l'uso e l'ambito di applicazione.
Notare l'importanza del metodo analogico: l'uomo, prima della parola scritta, si esprimeva per simboli, era la sua realtà astratta. Oggi si riscopre l'importanza del simbolo non solo nella psicanalisi (nei lavori di Jung), ma anche nel campo della terapia di guarigione, in quanto la malattia è spesso una metafora, un disagio che vuole esprimere il nostro corpo, e lo fa attraverso l'unico modo che conosce: il simbolo (fondamentale gli studi di Alejandro Jodorosky e di Gabriella Mereu).

Ecco quindi che l'uso dei Tarocchi viene già specificato dalla carta del Mago, ovvero colui che si auto-costruisce, che vuole agire nel mondo comprendendo prima di tutto se stesso.
Infatti, l'unica vera magia, quella Divina (ovvero donataci e concessaci da Dio) è che noi possiamo agire e operare unicamente su noi stessi. E non è poco o limitante, in quanto siamo noi gli unici responsabili che costruiamo la nostra realtà, secondo gli studi di Gurdjieff.
Nessun mago è divino se fa altrimenti, non sulla natura, non sugli elementi, non su gli altri, nè sul mondo visibile tantomeno sul mondo invisibile.
Siamo noi la nostra opera, il nostro compito è comprenderci, qui e ora, non domani o dopodomani o chissà quando, ecco perchè i Tarocchi non sanno vedere il futuro se non per quanto abbiamo in potenza noi.
Quindi trovo molto calzante la definizione di Tarot Therapy (come potete leggere in questo blog).

Ora resta da spiegare come sia possibile che i simboli (ovvero le carte estratte apparentemente a caso) siano proprio i simboli che sono correlati al consultante.
Anche qui avviene per analogia, o se vogliamo, vengono chiamate inconsciamente dal consultante (ecco perchè è meglio che le carte le scelga lui), secondo un meccanismo che potrebbe essere spiegato dai lavori di Rupert Sheldrake (il campo morfico, di cui tutte le coscienze fanno parte) o nel rigore scentifico del progetto Pear, ovvero della dimostrazione che la coscienza umana è in grado di influenzare il risultato di un'estrazione apparentemente casuale (nell'esperimento, una macchina che estraeva a caso 0 oppure 1). Questo nel macrocosmo, non parliamo del microcosmo dove sappiamo già che l'osservatore modifica l'evento osservato (ad esempio la traiettoria o la posizione di una particella elementare), secondo le ben note leggi della meccanica quantistica.

sabato 10 novembre 2012

Orione, Mago ed Alef



Osserviamo la costellazione di Orione (in alto a sinistra) e la carta del Mago o Bagatto (tarocchi Wirth), in alto a destra.
Al centro, la prima lettera dell'alfabeto ebraico, la Alef. Entrambe le pose dei due personaggi (Orione e il Mago) sembrano tracciare la lettera Alef.
Ciò è corretto per il Mago, essendo la prima carta dei Tarocchi, mentre per Orione sappiamo la sua importanza, in quanto fondamentale punto di riferimento per leggere il cielo. Per la luminosità delle sue stelle (Rigel e Betelgeuse) e della sua cintura (tre stelle vicine e allineate chiamate Re Magi), e la sua forma a clessidra la rendono inconfondibile nel cielo. Inoltre essendo la costellazione vicina all'equatore celeste, è quasi sempre visibile nella maggior parte della Terra.

In generale, sappiamo che esiste un rapporto preciso fra le 22 lettere dell'alfabeto ebraico e i 22 Trionfi dei Tarocchi, grazie al lavoro di Eliphas Levi, in Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56).

Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Orione (costellazione)















mercoledì 7 novembre 2012

I - Il Mago

Singolare che prima carta dei Tarocchi mostri un giovane personaggio, il Mago (o Bagatto). Essendo la prima, ci si poteva aspettare l'Uno ovvero la Causa Prima, ciò che da tutto origina.
Eppure è meno strano se pensiamo che l'Universo visibile, ovvero la Creazione, possa essere l'opera di un illusionista.
Infatti, non avete mai pensato che la realtà che noi conosciamo, accessibile ai cinque sensi ordinari, non sia altro che un'illusione creato da un abile mago-illusionista ?

L'attività è ciò che lo contradistingue, tanto nel macrocosmo, ovvero l'attività creatrice di Dio, quanto nel microcosmo, ovvero l'uomo che costruisce la propria personalità, il proprio Io, esercitando la propria volontà, coscienza, percezione, perchè, come scrive Wirth, "l'individuo ha il compito di fare se stesso".

Sono quindi evidenti nella carta gli strumenti del Mago per operare nella realtà visibile: il bastone (o bacchetta), la spada, la coppa e il denaro.
Non è un caso che la prima carta degli Arcani Maggiori (le XXII carte dei Tarocchi propriamente detti) riassuma in se i quattro semi (conosciuti anche come: fiori, picche, cuori e ori) delle 56 carte degli Arcani Minori (ovvero le normali carte da gioco).

La coppa, simbolo dell'acqua in quanto ne è il recipiente, è d'argento, rappresenta la conoscenza, il sapere. Nel mito si incontrano molte coppe: il Calderone del Dagda presso i celti, una larga pentola che non si svuota mai e che non lascia mai nessuno affamato, oppure la Cornucopia dei greci, il corno dell'abbondanza o infine presso i cristiani, il Santo Graal.

La spada, simbolo dell'aria che la spada fende, è la Parola, il Verbo (infatti la parola può essere tagliente come una spada) che è in grado si separare il bene dal male, il vero dal falso, e che quindi allontana l'errore.

Il denaro (simbolo della terra) è l'aiuto concreto ad ogni azione.

Infine il bastone, simbolo del fuoco, è il bastone del comando, sia del potere spirituale (il vescovo), sia quello temporale (il re), che governa seguendo la propria volontà confusa col Volere supremo.

I verbi del Mago, che coincidono con il motto degli iniziari, sono quindi: sapere (coppa), osare (spada), volere (bastone), tacere (denaro).

Fonte :
 - Oswald Wirth, i Tarocchi, Ed.Mediterranee

Il Matto

Tarocchi di Oswald Wirth, Il Matto
Il Matto, il Folle, il Misero, il Vagabondo (in francese: Le Mat, Le Fou; in inglese: The Fool, The Foolish Man) : in origine, già dal medioevo, era questo il significato letterale dell'arcano senza numero; lo vediamo raffigurato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni ( Padova), nel ciclo dei "Vizi" (contrapposti alle "Virtù"), col titolo di "Stultitia", ovvero La Stoltezza (1). Sorprendente la somiglianza  con gli antichi tarocchi Visconti Sforza.

Perchè la carta ha un nome (il Matto) ma non ha un numero come gli altri ventun arcani?
Osserviamo che è la situazione opposta all'arcano XIII, che ha il numero ma è senza la dicutura del nome (sebbene sappiamo che si tratta dell'arcano della Morte).
Di solito viene collocata al termine delle ventun carte, quindi nella posizione XXII, se non fosse che simbolicamente rappresenta il Nulla, e quindi sarebbe più corretto assegnarle il numero zero.
Quindi XXII o 0 ?
L'ambiguità è fittizia, se si tiene conto che le ventidue carte dei Tarocchi in realtà costituiscono un cerchio piuttosto che una linea, ecco che allora cessa l'ambiguità, in quanto la carta apre e chiude contemporaneamente il cerchio!

Giotto, Cappella degli Scrovegni , la Stultitia
Osserviamo com'è vestito il matto, così come è disegnato nei tarocchi di Oswald Wirth: indossa una foggia multicolore, ad indicare le mille influenze a cui è soggetto.Il suo viso guarda in alto, la testa tra le nuvole, quindi non guarda dove va, ma è perso nelle sue illusioni. Anche il bastone sembra trascinato: non è come il bastone dell'Eremita (arcano XII) che gli serve per procedere con cautela. Inoltre si porta dietro un sacco, un fardello pieno di sciocchezze.
Infine una lince bianca (si dice che l'occhio di lince è penetrante) anzichè aiutarlo a ritrovare la ragione, lo umilia facendogli cadere le calze e spingendolo più velocemente verso il baratro (l'orizzonte con l'obelisco caduto e il coccodrillo).
Un dettaglio positivo: il tulipano rosso porpora, tra i primi fiori a sbocciare in primavera, quindi indica, superata la stoltezza, la speranza ad una  nuova vita (e in senso spirituale: la nuova nascita - in ispirito, come Gesù parla nel Vangelo di Giovanni).
Altro dettaglio positivo: indossa una cintura d'oro, un oggetto prezioso che contrasta col resto del suo misero abbigliamento. La forma è circolare: è l'Oroboro (il serpente che si morde la coda), è l'Allume degli alchimisti (il sale principio degli altri sali, il cui simbolo è un cerchio), è lo Zero (ancora un cerchio). E' dalla cintura che si capisce che esotericamente rappresenta il Nulla.

Tarocchi Visconti - Sforza, Il Matto
Psicologicamente è quindi la persona che subisce tutte le influenze, è passivo, non sa dove va, incoscente, irrazionale, irresponsabile.
Si direbbe che è una nullità, che è fuori dal mondo, ma è proprio questo ad essere importante perchè, come anticipato, esotericamente rappresenta il Nulla, il Non Manifestato, la notte di Brahman (il giorno è invece la Manifestazione), ovvero tutto quello che sta al di fuori della Manifestazione, l'abisso dei miti cosmologici primitivi, tutto quello che è fuori tra l'Uno - l'Alef (arcano I) e il Tutto - il Mondo - il Tau (arcano XXI). Il Nulla all'opposto del Tutto-Uno.

Fonte :
 - Oswald Wirth, i Tarocchi, Ed.Mediterranee

Note :
(1) Stoltezza (Giotto), http://it.wikipedia.org/wiki/Stoltezza_(Giotto)

domenica 4 novembre 2012

Simbologia della Stella a 8 punte

In origine, le stelle erano divinità, gli esseri splendenti, tanto è vero che nella scrittura dei Caldei e mesopotamica, l'ideogramma * si legge "dio".
Scrive a proposito Adrian Snodgrass: "..il dio supremo dei sumeri era An (in seguito detto Anu), "alto". l'ideogramma di An è lo stesso di quello che indica "dio", "cielo", "splendente" e "stella polare", ovvero la stella intorno alla quale ruotano i cieli, la "stella di anu, principe dei cieli".
Quindi stella = An = divinità:

Essendo Venere la più brillante tra gli astri celesti (ad esclusione ovviamente della Luna), è ovvio che la stella a 8 punte diventa il simbolo di Venere :
Esiste un'altro motivo per cui la stella a 8 punte rappresenta Venere : il pianeta ha un ciclo di 8 anni, in quanto 8 anni terresti corrispondono a 13 anni venusiani.
Astronomicamente, ogni otto anni Venere si trova contemporaneamente alla congiuntura inferiore (punto più vicino alla Terra) e alla massima separazione dell'eclittica (il piano di rotazione della Terra). In tali giorni, Venere, caso raro, può essere vista sia al mattino sia alla sera, nello stesso giorno.

Infatti:
- sulla Terra : 8 anni x 365 giorni all'anno = 2920
- su Venere 13 anni x 224 (tempo siderale ovvero tempo di rivoluzione intorno al sole) = 2912

Nell'islam, la stella a 8 punte viene chiamata Rubʿal-Hizb, si presenta come la sovrapposizione di due quadrati a 45 gradi, ed è abbastanza diffusa, viene usata per indicare la fine di ogni capitolo del Corano.

Lo stesso simbolo lo si ritrova anche in India con il nome di Stella di Lakshmi, che è considerata la Madre dell'Universo, devi dell'abbondanza, consorte di Visnu.

Infine, nel Cristianesimo, la Madonna della Stella (come la statua a Pavia, sec.  XIII):



Fonti :
- Adrian Snodgrass, Architettura, Tempo, Eternità, Ed. Bruno Mondadori
Wikipedia, Rub' al-Hizb
- Wikipedia, Lakshmi