sabato 15 novembre 2014

XI - La Forza (parte II)

L'arcano XI della Forza rappresenta una donna (la stessa Imperatrice dell'arcano III) nell'atto di aprire le fauci di un leone, ormai domato, con apparente facilità e senza sforzo.
La simbologia del leone che viene domato, ovvero delle forze brutali - istintive (di natura inferiore) che vengono domate per essere poste al servizio della natura superiore (spirituale), è un tema comune che attraversa tutte le epoche storiche e varie culture.

Basti ricordare tre vicende mitiche:
1) Ercole che sconfigge il leone Nemeo
2) Sansone che uccide il leone
3) Gilgamesh che combatte i leoni

Ercole e il leone Nemeo

Rappresenta una delle dodici fatiche di Ercole.
Si narra che: 
"Il leone Nemeo è un mostro invulnerabile, inviato a Nemea da Era per distruggere Eracle. Nacque vicino a Nemea, nell'Argolide e si insediò in una grotta con due uscite. La sua pelle non poteva essere ferita in alcun modo, rendendolo di fatto invulnerabile, mentre zanne ed artigli erano dure quanto il metallo. 
Il leone era un vero flagello per il popolo di Nemea, poiché attaccava e sbranava uomini e greggi, e tale fu la sua ferocia che la gente smise di lavorare per timore di incrociare il mostro.
Giunto a Nemea, e seguendo la scia di carcasse che il leone si era lasciato dietro, Eracle riesce a trovare il leone : ma vedendo che spada e frecce erano inefficaci contro di essa decise di percuotere il leone stordendolo con la mazza e, da lì, strangolandolo a mani nude. Dopo avere ucciso il Leone di Nemea, Eracle fa della sua pelle una armatura.

Il leone Nemeo fu posto da Zeus tra i segni dello zodiaco, dove formò la costellazione del leone.
(fonte : Wikipedia)
Nel racconto si può notare come il leone in realtà non sia stato ucciso: ciò sarebbe accaduto se arco e frecce l'avessero colpito, ma dato che era invulnerabile, l'unico modo di "ucciderlo" era stringerlo, ovvero abbracciarlo. Ma l'abbraccio è metaforicamente un "prendere in se", "accomunare", "far proprio". Ecco che l'abbraccio mortale di Ercole al leone diventa in realtà far proprie - ovvero riconoscere - le proprie paure, che davvero invincibili ci sembrano se non le affrontiamo.

Sansone uccide il leone
Lucas Cranach il Vecchio (1472–1553)
Sansone e il leone
Dal corpo del leone ucciso esce il miele, altro indizio che è avvenuta una trasformazione.
Racconta infatti la Bibbia (Giudici, 14) :
"Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna [per prendere moglie tra i Filistei], ecco un leone venirgli incontro ruggendo. Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre né alla madre. 
Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque. Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e il miele. 
Egli prese di quel miele nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando; quand'ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone. "



Gilgamesh combatte i leoni
E' noto che Gilgamesh, eroe dell'omonima epopea sumera (e poi babilonese ed assira), la più antica della storia dell'uomo, sia il simbolo della civiltà che vince sulla barbarie, e quindi spesso nei bassorilievi viene rappresentato nella lotta con uno o più leoni presi per la coda.

Dante e le fiere nella Divina Commedia
Anche Dante, nel canto I dell'Inferno, nella descrizione del suo viaggio agli inferi, racconta di incontrare tre belve, un leone appunto, la lonza (una specie di lince), e la lupa. Tradizionalmente associate alla superbia, alla lussuria e all'avariza, confermano le qualità basse dell'uomo (simboleggiate da animali) che devono essere trasformate.


 
Fonti:

venerdì 7 novembre 2014

Enuma Elish : le acque dolci e quelle salate

il dio babilonese Marduk che uccide il drago Tiamat

Quando di sopra non era ancora nominato il cielo
di sotto la terra ferma non aveva (ancora) nome,
l’Apsu primiero, il loro generatore,
Mummu e Tiamat, la generatrice di tutti: loro,
le loro acque insieme mescolavano,
ed essi non portavano (ancora) un nome, e i destini
non erano ancora stati destinati, 
furono procreati gli Dei in mezzo ad essi.  
(Enuma Elish)


Questo è l'incipit dell’Enuma Elish (1), è un antichissimo poema teogonico e cosmogonico babilonese, copia di un precedente accadico a sua volta di un precedente sumero.
E' l'equivalente babilonese del libro della Genesi ebraico.
Il mondo viene quindi generato da Apsu, divinità maschile della acque dolci sotterranee e da Tiamat, divinità femminile delle acque salate, con Mummu, loro tramite, una sorta di messaggiero.

E' interessante notare che tutti i miti teogonici hanno un elemento fertilizzante (maschile) che fertilizza una materia (femminile).
Nel mito di Eurinome, cosmogonia Pelagica, l'elemento fertilizzante è il Vento del Nord (Borea) che assume l'aspetto di un serpente (equivalente al drago maschile).
In Enûma Eliš, cosmogonia Babilonese, l'elemente fertilizzante sono le acque dolci sotterrane (Apsu = Ab-Zu, dove Ab = acqua o seme e Zu = conoscere o profondo) che fertilizzano Tiamat (da Ti=vita e Ama = madre), l'acqua salata, rappresentata come un dragone femmina.
Occorre notare che, nella Mesopotamia, la fertilità del suolo derivava dall'acqua dolce sotterranea, infatti l'Eden sumerico (Dilmun) era situato in punto del Golfo Persico (Bahrain) dove sfociava dal sottosuolo una sorgente di acqua dolce in un terra dove l'acqua era prevalentemente solo quella salata del golfo.

Mi sembra di notare che la prima differenziazione dal Caos primordiale è femmina, che crea il maschio per farsi fecondare. Nell'Enûma Eliš, la parte femminile, raffigurata come dragone femmina, è ancora molto Caos, infatti deve essere uccisa da Marduk per creare definitivamente il mondo conosciuto.
In Endemione, diventa colomba che genera un uovo che è ancora fatto da Caos indifferenziato : non viene uccisa come nel mito babilonese, ma il serpente Ofione stritola il suo uovo, quindi non viene uccisa lei stessa ma la sua creatura.


Note:
(1) Enuma Elish significa letteralmente "Quando di sopra", ovvero le prime due parole del poema, è come se la Bibbia si chiamasse "In principio Dio" ovvero "Bereshìt barà Elohìm"

Fonti:
 - Enuma Elish, Wikipedia
 - Tiamat, Wikipedia
 - Absu, Wikipedia
 - Enuma Elist, poiein.it
 - Tiamat, Marduk e la Creazione. Velzna.forumfree.it

giovedì 6 novembre 2014

Come il salice - un insegnamento Tao

"Ci sono però alcuni venti
che non deve apprezzare, il salice
"
(Sengai. Inchiostri e haiku. Commenti di D.T. Suzuki)
La leggenda del Salice:

"Un giorno, [Akiyama] durante una tormenta di neve, rimase immobile a guardare un salice, i cui rami erano coperti di neve. A differenza di un pino, che rimane dritto o si spezza di fronte alla tempesta, i rami dei salice cedevano per il peso della neve, ma essendo estremamente flessibili non si spezzavano"

(tratto da "La vera storia del Ju Jutsu, Raccontata da Jigoro KanoLa")


"Il Tao non fa nulla e tuttavia non vi è nulla che non sia fatto. 
Queste famose parole non si possono prendere nel loro significato letterale, poiché il principio della “non azione” (wu wei) non si deve considerare come inerzia o mera passività ma, più semplicemente come “non forzare”. Perciò wu wei è ciò che noi intendiamo con andare con la corrente, seguire la venatura, girare con la ruota, nuotare con la corrente, mettere le vele al vento. Il principio è illustrato dalla parabola del pino e del salice sotto la neve. Il rigido ramo del pino si spezza ma il ramo del salice si piega sotto il peso e la neve scivola via."
(tratto da "La Via dell’acqua che scorre" di Alan W. Watts)

Fonti:
 - La leggenda del Salice, jujitsubushido.it
 - Appunti di asiamodena.it

Eurinome e l'Uovo Universale

Dipinto di John Collier (1850-1934) della
Confraternita dei Preraffaelliti,
"Lilith"
"All'inizio Eurinome, Dea di Tutte le Cose,
 emerse nuda dal Caos 
e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: 
divise allora il mare dal cielo 
e intrecciò sola una danza sulle onde"
(Robert Graves)
Il poeta e studioso di mitologia Robert Graves (1895-1985), nel suo saggio sulla mitologia greca ("I Miti Greci") narra di un interessante mito cosmologico, il mito della creazione secondo i Pelasgi, popolazioni preelleniche della Grecia,  autoctone ma ormai estinte all'epoca dei Greci dell'età classica, forse identificabili con il "Popoli del Mare" che invasero l'Egitto (e che divennero i Filistei delle tribù ebraiche) e forse imparentati con gli Etruschi.

Tale mito racconta di Eurinome (che significa "colei che abita le ampiezze" o "colei che regna sugli spazi"), dea della creazione che, emersa dal Caos, generò il serpente Ofione da cui, nelle sembianze di una colomba, generò l'Uovo Cosmico da cui nacquero tutte le creature, compresi i Pelasgi.

Ecco il mito descritto da Robert Graves nella sua opera "Miti Greci":

"All' inizio Eurinome, Dea di Tutte le Cose, emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: divise allora il mare dal cielo e intrecciò sola una danza sulle onde. Sempre danzando si diresse verso sud e il vento che turbinava alle sue spalle le parve qualcosa di nuovo e di distinto; pensò quindi di iniziare con lui l'opera della creazione. 
Si voltò all' improvviso, afferrò codesto Vento del Nord e lo soffregò tra le mani: ed ecco apparire il gran serpente Ofione. Eurinome danzava per scaldarsi, danzava con un ritmo sempre più selvaggio finchè Ofione, acceso di desidero, avvolse nelle sue spire le membra della dea e a lei si accoppiò. 
The Orphic Egg
"A New System or Analysis
of Ancient Mythology" (1774),
Jacob Bryant
Ora il Vento del Nord, detto anche Borea, è un vento fecondatore; spesso infatti le cavalle, accarezzate dal suo soffio, concepiscono puledri senza l' aiuto di uno stallone. E così anche Eurinome rimase incinta.
Subito essa, volando sul mare, prese la forma di una colomba e, a tempo debito, depose l'Uovo Universale. Per ordine della dea, Ofione si arrotolò sette volte attorno all'uovo, finchè questo si schiuse e ne uscirono tutte le cose esistenti, figlie di Eurinome: il sole, la luna, le stelle, la terra con i suoi monti, con i fiumi, con i suoi alberi e con le erbe e le creature viventi.

Eurinome e Ofione si stabilirono sul Monte Olimpo, ma ben presto Ofione irritò la dea perchè si vantava di essere il creatore dell'universo. Eurinome allora lo colpì alla bocca con un calcio, gli spezzò tutti i denti e lo relegò nelle buie caverne sotterranee.

La dea poi creò le sette potenze planetarie e mise a capo di ciascuna di esse un Titano e una Titanessa: Tia e Iperione al Sole; Febe e Atlante alla Luna; Dione e Crio al pianeta Marte; Meti e Ceo al pianeta Mercurio; Temi ed Eurimedonte al pianeta Giove; Teti e Oceano a Venere; Rea e Crono al pianeta Saturno. 
Il primo uomo fu Pelasgo, capostipite dei Pelasgi; egli emerse dal suolo d' Arcadia, subito seguìto da altri uomini ai quali Pelasgo insegnò come fabbricare capanne e come nutrirsi di ghiande e cucire tuniche di pelle di porco, simili a quelle che ancora indossa la gente del contado nell'Eubea e nella Focide."


Quello che colpisce maggiormente è la somiglianza notevole con la Bibbia, infatti "lo spirito di Dio aleggiava sulle acque" (Genesi 1,1) e lo spirito in ebraico è femminile, e iconograficamente è sempre rappresentato da una colomba. Inoltre Eurinome e Ofione ricondano molto da vicino Eva e il Serpente, per entrambe le donne, il serpente si rivela traditore, quindi viene costretto a strisciare sulla terra (da Dio della Bibbia) o gli vengono tolti i denti (da Eurinome).

Curioso che il Demiurgo , quasi sempre maschile nei miti cosmologici, sia in questo caso femminile.Ciò non deve stupire in quanto, avendo in sè tutti gli attributi (non ancora differenziati) è sia maschio che femmina, ovvero, più correttamente, di genere neutro.

Non è un caso che, in questo mito, compaiono due simboli cristiani molto importanti nel giorno della ricorrenza Pasquale: l'Uovo (simbolo della Vita che si rinnova ovvero che risorge) e la Colomba (ovvero lo Spirito Santo).

Fonti :
 - Robert Graves, Wikipedia
 - Pelasgi, Wikipedia
 - Eurinome, Wikipedia
 - Eurinome, eurinome.it
 - Il simbolismo dell'Uovo, angolohermes.com
 - Antichi simboli di Pasqua, Giovanni Pelosini

mercoledì 5 novembre 2014

Chaos e Logos

"Dunque, per primo fu il Chaos, e poi
Gaia dall'ampio petto, sede sicura per sempre di tutti gli immortali che tengono le vette dell'Olimpo nevoso,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.
Da Nyx provennero Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore."
(Esiodo, Teogonia)
"In principio era il Verbo (Logos),
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta"
(Vangelo di Giovanni)


La teogonia (1) del mondo greco (secondo Esiodo) a confronto con l'incipit del Vangelo di Giovanni.

Il Chaos a confronto con il Logos (ovvero il Cristo). Il mito primordiale alle origini dell'umanità, dall'indifferenziato al differenziato (ovvero dall'uno ai molti), dal non manifesto alla manifestazione (ovvero dall'invisibile al visibile, dal buio alla luce, dallo spirito alla materia).

Il Chaos non è da intendersi col significato moderno di disordine, bensì "Spazio beante", "Spazio aperto", "Voragine", e simbolicamente è l'Abisso dove sono "tenebrosità, oscurità (Erebo, Nyx)".
"Il greco chaos deriva da una forma più antica che corrisponde al latino cavus dai cui l'italiano cavo. Si è poi passati dal significato di «spazio vuoto» a quello di massa disordinata, indistinta: il caos è quanto esisteva, per la mitologia greca, all'origine di tutto, prima degli dei e del mondo. Nei miti probabilmente più antichi il caos era concepito come il vuoto." (Massimo Ciccotti, La Stampa)

Al di la delle parole con cui viene espresso, che sono diverse, il significato di Logos/Chaos è pressochè identico.
Esiste un Principio Assoluto, Dio per i cristiani, mussulmani, ebrei, la Mente per Anassagora o il Demiurgo per Platone e gli gnostici, ovvero il Creatore che lavora su di/ attraverso una "materia indifferenziata fatta di vuoto (2)" (Chaos) / "parola in potenza, parola creatrice" (Logos), che non esiste da sempre, Sua emanazione (in quanto nulla può esistere al di fuori di Se Stesso), dove "tutto è stato fatto per mezzo di lui" (ovvero è stata fatta la creazione, il mondo manifesto).

Da osservare che la prima cosa che è differenziata dal Chaos è inizialmente il buio (Nyx, la Notte) ovvero le tenebre (Erebo, l'oscurità, che è anche quella degli inferi). Tutto infatti nasce nel buio, e infatti diciamo "venire alla luce", sia come atto della nascita, sia quando si concepisce un'idea. 
Solo dopo si differenzia la luce, Eros per il mondo greco è Phanes (la luce), e figli della notte e dell'oscurità sono Etere (Aithḗr, la luminosità del Cielo superiore) e Hemera (divinità femminile del Giorno); per Giovanni la Luce è identificata con la Vita, che splende nelle tenebre (da cui è nata, secondo i greci, ed è nata con amore).

Vorrei in ultimo proporre un analogia con i Tarocchi, notando come la teogonia di Esiodo si fonde perfettamente con i primi cinque arcani : il Chaos è il Matto (arcano 0), che come afferma Wirth è l'Abisso, l'Apsu dei caldei; il Mago (arcano I) è il Creatore o il Demiurgo, Colui che ha tutto in potenza; la Notte (Nyx) è la Papessa (arcano II), ovvero Iside, la dea del mistero e della notte profonda;  il Giorno (Hemera) è l'Imperatrice (arcano III), luminosa regina dell'intelligenza e della creatività; la Tenebra (Erebo) è l'Imperatore (arcano IV), cupo e tenebroso sovrano, l'Etere (Aither) è il Papa (arcano V), inteso come ierofante, la luce superiore della fede, ed infatti cinque è la quintessenza, il quinto elemento ovvero l'etere!

0   Chaos il Matto
1   Creatore, Demiurgo    il Mago
2   Notte (Nyx) la Papessa
3   Giorno (Hemera) l'Imperatrice
4   Tenebra (Erebo) l'Imperatore
5   Etere (Aither) il Papa


Note:
(1) teogonia = "genealogia degli dei; mito o insieme di miti che illustrano la nascita o la discendenza degli dei" (Treccani)
(2) il vuoto non è il nulla, come ben insegna la fisica quantistica, infatti se in fisica, il vuoto è l'assenza di materia in un volume di spazio, ciò non vuol dire che non c'è nulla : è pieno di vita tant'è vero che una particella-antiparicella nel vuoto, attraverso una fluttuazione quantistica, può nascere e morire (seppur per breve tempo). L'universo stesso può essere nato dal vuoto, prodotto da un'enorme fluttuazione quantistica.

Fonti:
 - Chaos - Mitologia, Wikipedia
 - Verbo, Wikipedia