mercoledì 30 marzo 2011

La profezia Maya come ebbe inizio

Quando si venne a conoscenza della cosidetta profezia Maya?

Sembrerebbe che tutto inizio' negli anni '70.
Per primo ne parlo' un ricercatore statunitense, José Argüelles, a cominciare dal suo libro "The Mayan Factor" (disponibile anche in italiano, "Il fattore Maya", edito da Wip Edizioni) venuto a mancare proprio in questi giorni. E come per ironia della sorte, non gli sara' concesso vedere cosa accadra' esattamente il 21 dicembre del 2012.

Da un punto di vista logico l'argomentazione della tesi e' debole in quanto l'unico dato di fatto che disponiamo e' che in quella data finisce il computo del tempo del calendario Maya. Semplicemente questo, nessuna profezia o previsione di cosa succedera' viene spiegato da questo antico popolo. Bene ne parla Massimo Introvigne sul sito del Cesnur (leggi articolo).

Diversa e piu' importante e' invece e' la prospettiva religiosa e spirituale. Se in questa data precisa forse nulla accadra', e' sicuramente vero che l'aspettativa di un mondo in cui la presenza di Dio sara' totale (e noi vivremo in questo stato di grazia) e' innato in tutte le religioni.
Cosi' e' per il Cristianesimo, ma lo e' anche per l'attesa Messianica dell'Ebraismo, come ne sono consapevoli gli induisti riconoscendo questo periodo (Kali Yuga) come l'ultimo, e piu' negativo, dei quattro grandi cicli della storia.

Dubito che sapremo la data precisa, perche' come dice il Vangelo, nella parabola delle dieci vergini che attendevano lo sposo (cioe' il Cristo), cinque saggie (con lampada e olio) e cinque stolte (con la lampada ma senza l'olio, che rimasero chiuse fuori dalla porta):

"Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora" (Mt, 25,13)

Articoli:
- Mysterium, E' MORTO JOSE' ARGUELLES, IL 'PROFETA' DELLA APOCALISSE MAYA DEL 2012.
- Massimo Introvigne, "Il mondo finirà nel 2012? FAQ sulle presunte profezie Maya", Cesnur.org


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mercoledì 23 marzo 2011

Origini dell'alchimia

Per capire un argomento, trovo sia fondamentale capire l'origine del nome. Il nome e' il destino, dicono i numerologi, ed e' vero che nominando lo si crea ovvero lo si porta all'esistenza, e vale sia per il battesimo umano quanto di tutte le cose.
Per quanto riguarda l'origine del termine alchimia, cito una nota di Roberto Renzetti in "Cos'e' l'alchimia", dal sito Fisica/Mente (materiale con licenza c.c.)

"Il nome alchimia, usato probabilmente per la prima volta da tal Giulio Firmico contemporaneo di Costantino per indicare una particolare scienza appresa dagli arabi, è derivato propriamente dall'arabo al khem con al articolo e khem sostantivo. E khem è l'antico nome dell'Egitto che derivava dal colore delle sue terre fertili sulle rive del Nilo, terre nere oppure dal fatto che l'Egitto fosse la terra del cammello.
Altre derivazioni possono essere dall'ebraico qamû e dal greco kaiô che hanno il significato di ardere, bruciare. Altre ancora fanno discendere alchimia dall'arabo al e chema che vuol dire il segreto o sempre da al e dal greco chemeia che vuol dire la fusione.
In definitiva alchimia è il nome dal quale si riteneva discendesse l'arte delle trasformazioni della materia. Ed è certamente vero che in Egitto si fosse esperti in alcune tecniche che in qualche modo sono legate ai primordi dell'alchimia, come la colorazione del vetro, la tintura dei tessuti, la fabbricazione di smalti, la lavorazione dei metalli tra cui assumerà un valore simbolico importante l'oro."

Concorda anche il dizionatio etimologico (www.etimo.it) alla voce alchimia.

Riassumendo, alchimia potrebbe derivare:

- al khem = articolo arabo al + khem, nome della terra d'Egitto = la terra d'Egitto
- al chema = articolo arabo al+ nome arabo chema = il segreto
- al chemeia = articolo arabo al+nome greco chemeia (lo stesso di chimica) = la fusione

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martedì 22 marzo 2011

Rosa-Croce ed Egregori



"Oggi, oggi, oggi,
Sono le nozze del re.
Se tu sei nato per questo,
Eletto da Dio per la gioia,
Puoi andare sulla montagna,
Dove sono tre templi,
Ad assistere agli avvenimenti.
Stai attento,
Guarda te stesso,
Se tu non ti purifichi con cura,
Le nozze possono farti male.
Colui che è contaminato è in pericolo,
Colui che pesa troppo poco, che si guardi!"

(tratto da Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreuz)

Interessanti a mio parere le notizie storiche riguardanti il sorgere della confraternita esoterica dei Rosa Croce.
I Rosa Croce escono dall’anonimato (o dalla non esistenza terrena) in soli tre anni, dal 1614 al 1616 con la pubblicazione di tre libri, Fama fraternitatis Rosae Crucis, Confessio Fraternitatis e Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz.
Di quest’ultimo libro (e si ipotizza anche i precedenti) conosciamo l’autore, il pastore protestante e teologo Johannes Valentino Andreae (1586-1654).
Il tema centrale sono le rivelazioni esoteriche da parte di un personaggio tedesco, Christian Rosenkreutz (ovvero Cristiano Rosa Croce), iniziato alle dottrine segrete in un viaggio in Oriente, pellegrino in Terra Santa, e fondatore nel 1407 dell’ordine, all’inizio composto da 8 membri, ma poi si pensa disciolto alla sua morte.
A sostegno della veridicita’ delle tesi rosacruciane, la leggenda narra che il suo corpo, sepolto nella Foresta Nera, fosse rimasto integro fino al tempo della riscoperta della dottrina segreta da parte del pastore luterano.
Dal 1614 in poi molte importanti personalita’ si mettono alla ricerca degli adepti. Di certo, lo stesso Cartesio, René Descartes, teorico del moderno metodo scientifico mostra interesse per l’argomento.
Che la confraternita fosse esistita davvero, oppure solo in passato, oppure mai esistita non aveva piu’ importanza, : nominata si era creata. Ed ora stava aggregando uomini convinti di averla trovata. E le forme pensiero collettive davano forza all’entita’ (egregorio) dei Rosa Croce (come avviene di norma in tutte le religioni, confraternite, gruppi politici, nazioni ed altro).
E il processo era irreversibile : neppure il fatto che gli stessi presunti autori della trilogia confessarono di aver creato un ludibrium, ovvero uno scherzo (la storia ne e’ piena, basti come esempio la prima foto del mostro di Loch Ness, disconosciuta dagli stessi autori come uno scherzo). Ed anche accogliendo la tesi di autorevoli storici, quella che il pastore Andreae volesse celare nell’esoterimo un messaggio politico a favore del luteranesimo contro la Chiesa cattolica, all’epoca impegnata teologicamente nella Controriforma, non giustifica uno sviluppo cosi’ sorprendente.
Infine l’importanza crebbe nel XVIII secolo proponendosi come discendenza o affinita’ con la massoneria; non a caso il “Cavaliere Rosa-Croce" è la denominazione di uno dei gradi della massoneria del "Rito Scozzese Antico e Accettato".

Fonti :

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domenica 20 marzo 2011

Laus Trinitati


Laus Trinitati

que sonus et vita
ac creatix omnium
in vita ipsorum est,
et que laus angelice turbe
et mirus splendor aranorum,
que hominibus ignota sunt, est,
et que in omnibus vita est.

In lode della Trinità

Lode alla Trinità
che suono e vita
e creatrice di ogni cosa
nella vita di tutte le cose dimora,
essa che è lode della schiera angelica,
mirabile splendore degli arcani
all'uomo ignoti,
essa che in ogni cosa è vita.

Matrix : modello o suggestione?

Credo che tutti abbiano visto il film Matrix (1999) dei fratelli Wachowski e ne conoscano la trama.
Il tema centrale del film è il risveglio. Secondo la visione cinematografica, il mondo è composto da esseri addormentati, ovvero che sognano la realtà in cui vivono, mentre la vera realtà è un corpo tenuto in vita in un bozzolo, in un alveare di uomini addormentati, cibo per le macchine.
E chi si sveglia ed esce dal bozzolo vede un mondo tetro ed orribile, la vera realtà.

Chi è famigliare di libri che trattano argomenti di risveglio spirituale, può imbattersi in questo modello, preso a prestito in toto come la situazione attuale dell’umanità: eterni addormentati, ogni tanto qualcuno si sveglia ed insegna ad altri a farlo. La meta è il contatto con la propria anima, ed essendo l’anima manifestazione dello Spirito Divino, si ottiene l’identificazione con Dio.

Lo scopo del risveglio a mio parere è proprio quello. Chi pratica yoga come me sa che è proprio quello il grande valore della filosofia indiana ed orientale, quello della visione olistica della vita, della comunione di tutte le anime e del creato in un'unica grande rete (o matrice come si vuole chiamare), di Dio che si manifesta attraverso la materia, ed entra nella dualità ed oltre per auto conoscersi.

Per prima cosa mi viene da osservare che il primo mondo (quello del sonno) e il secondo mondo (quello del risveglio) sono indistinguibili : violenza esiste nel mondo in cui viviamo, violenza (ancor di più) nel mondo controllato dalle macchine dove l’uomo non è uomo ma cibo! Nessuna differenza, molto meglio restare addormentati e non prendere la celebre pillola che Neo (il protagonista) assume per svegliarsi, proprio perché non cambia nulla, nessun vantaggio, si muore lo stesso, il tempo è decisamente migliore nel primo mondo, e poi non è che nel secondo mondo ci si sente più vicini a Dio!

Appunto, la seconda osservazione è proprio questa : volendo fare un paragone col mondo in cui viviamo creato dal soffio vitale di Brama, che è Maya ovvero illusione, il risveglio deve portarmi nel mondo della beatitudine dello spirito, sicuramente in un livello più elevato che un altro mondo analogo al primo, per di più raggiunto senza una pura convinzione religiosa, un sentiero mistico, una grazia divina, ma semplicemente mediante una pillola o essere scelti da altri come noi.

Terzo, stando così il mondo del risveglio, come appare nel film, è un mondo dominato dal male. Mi viene in mente l’eresia Catara dove si crede che il mondo sia una creazione diabolica, e quindi i Catari vedono nella morte l’unica via di fuga.

Quarto, lo stesso Gesù il Cristo ci ha detto di “vegliare, perché non sappiamo quando verrà la nostra ora” (Mt, 25-13), appunto vegliare, non ri-svegliatevi, dobbiamo essere vigili perché Dio ha già dato in noi la possibilità di restare svegli, il rischio allora è quello di addormentarsi (come capita anche agli stessi apostoli nell’orto dei Getsemani) , non di non svegliarsi.

Come conclusione, a me sembra che il film Matrix metta in scena un paradigma del mondo molto negativa, non certo come la visione Catara, però molto pessimistica. Nel migliore dei casi, ovvero che i pochi risvegliati risveglino tutti e distruggano le macchine (in termini esoterici, le entità del male che assorbono l’energia umana, ovvero quella negativa di odio, rabbia, avarizia, lussuria ed altro) può portare ad un altro mondo uguale a quello che vivevano prima, ovvero indistinguibile.

Se provassimo ad usare come paragone, The Truman Show al posto di Matrix ? Io lo troverei molto più interessante!


The photo above is taken by "My Melting Brain", on Flickr, Creative Commons licence.