giovedì 27 dicembre 2012

Tarocchi di Waite

"I veri tarocchi sono puro simbolismo. Non parlano altra lingua e non offrono altri segni.
Chiarito l'intrinseco significato dei simboli, avremo una specie di alfabeto capace di indefinite combinazioni e perfettamente comprensibile.
Sul piano più alto, i tarocchi offrono la chiave dei Misteri, in modo non arbitrario né ovvio".

Sono le parole di Arthur Edward Waite (1857-1942), noto tra l'altro per il libro "The Key to the Tarot" (La Chiave dei Tarocchi). Il simbolismo è quindi alla base dei tarocchi.
Associato al libro, il mazzo Rider-Waite-Smith (RWS), pubblicato per la prima volta a Londra nel 1910, probabilmente il più conosciuto nel mondo anglosassone.
Rider & Co. è la società che ha pubblicato il mazzo, Pamela Colman Smith è l'artista e illustratrice, che appartenne all'Ordine Ermetico della Golden Dawn, come lo stesso Waite.
Più recentemente, nel 1971, è stato nuovamente ristampato dalla US Games, utilizzando gli originali custoditi dalla figlia, Sybil Waite.

Waite trasse l'ispirazione quasi sicuramente dai più antichi tarocchi di Marsiglia del XVI secolo, ma alcuni indizi fanno pensare anche al mazzo italiano Sola Busca del XV secolo (acquistato di recente dalla Pinacoteca di Brera, Milano ed attualmente in mostra).

Caratteristica del mazzo è quello di aver scambiato l'arcano VIII, la Giustizia, con l'arcano XI, la Forza.
Inoltre fu il primo a posizionare correttamente l'arcano del Matto, prima del Mago (quindi in posizione 0), anzichè tra l'arcano XX e XXI.

Per concludere con le parole di Waite:

"I tarocchi raffigurano i valori simbolici di idee universali, dietro i quali si celano i valori inespressi della mente umana. Le dottrine segrete in essi depositate non sono altro che il conseguimento da parte di pochi delle verità insite nella coscienza di tutti ma non percepibili all'uomo qualunque.
La mia tesi è che queste dottrine siano sempre esistite, vale a dire che sono state elaborate dalla coscienza di una eletta minoranza, trasmesse segretamente e trascritte in misteriosi testi come quelli dell'alchimia e del cabalismo. Ogni dottrina segreta è avvallata da una relativa pratica ed esperienza."


Fonti :
 - Stuart R.Kaplan, I Tarocchi, Oscar Mondadori
 - Wikipedia, Arthur Edward Waite
 - Wikipedia, Pamela Colman Smith

mercoledì 26 dicembre 2012

VIII - La Giustizia (II)

Nella mitologia greca, la Giustizia è la dea Themis (o Temi), e dall'unione con Giove nacquero le Ore, Dike, la legge ed Eunomia, l'ordine.
Inoltre Dike è identificata con la dea Astrea. Narra il mito che, a causa dell'iniquità degli uomini nel periodo dell'Età dell'Oro che volgeva al termine, Astrea salì in cielo nella costellazione della Vergine, ed ora viene anche identificata nella vicina costellazione della Bilancia.

Statua di Temi (Themis) , Università di Chuo-Giappone

Dike-Lady Justice, Dublino

mercoledì 19 dicembre 2012

Il mondo primitivo

ANTOINE COURT DE GEBELIN, 
Monde primitif, analysé et comparé avec le monde moderne; 
considéré dans son génie allégorique et dans les allégories auxquelles conduisit ce génie; 
précédé du plan general des diverses parties qui composeront ce monde primitif… 
Paris: 1773-82.


“Se ci apprestassimo ad annunciare che, ai nostri giorni, sussiste un'Opera degli antichi Egizi sfuggita alle fiamme che hanno distrutto le loro superbe biblioteche, un'Opera che contiene la più pura dottrina degli egizi, chi non sarebbe impaziente di conoscere un Libro tanto prezioso, tanto straordinario! E se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte dell'Europa, che da secoli va per le mani di tutti(....) riguardato come un mazzo di strane figure prive di senso! Chi non penserebbe che scherziamo o che vogliamo approfittare della credulità degli ascoltatori? E tuttavia quanto sostengo è rigorosamente vero: questo Libro egizio, il solo rimasto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai nostri giorni e, fatto stupefacente, esso è talmente comune che nessuno, prima di noi, ne aveva intuito l'illustre origine....questo libro è il gioco dei Tarocchi”.
(Vol.8, Tom. 1) 


Fonti e approfondimenti:
 - Court de Gebelin, Monde primitif, analysé et comparé avec le monde moderne

domenica 9 dicembre 2012

IV - L'Imperatore

L'Imperatore è il principe di questo mondo, regna sul concreto, sovrano tenebroso degli inferi, il Plutone imprigionato al centro delle cose. E' il Demiurgo dei platonici, il Grande Archietto dei massoni.

Il suo trono cubico non può essere rovesciato : significa quindi stabilità, concetto rappresentato simbolicamente da un triangolo che sovrasta una croce, ovvero il pricipio di fissità, che la sua figura riproduce, con le gambe incrociate e il bustocon le braccia a formare un triangolo.

L'aquila nera rappresenta l'anima imprigionata nella fissità della materia, mentre il globo terrestre che tiene in mano è l'Anima del mondo. L'impugnatura dello scettro ha una mezzaluna, indicante che domina il mondo cangiante sublunare (lunatico, appunto). Infine il fiordaliso sulla punta dello scettro sta ad indicare che la sua dominazione non è brutale ma ispirata alla bontà e ai nobili sentimenti.
Egli è il realizzatore dell'idea divina : ciò che l'Imperatrice, sua sposa mistica, idealizza, l'Imperatore lo realizza, in questo senso è il demiurgo.

Once Upon a Time

Ho trovato interessante la serie televisiva "Once upon a time" trasmessa in questo periodo dalla televisione nazionale.
Al di là della favola, dei personaggi fiabeschi che si ispirano unicamente alle fiabe del cinema moderno (Biancaneve insieme a Pinocchio e al grillo parlante, Cenerentola e la fatina insieme ai lupi mannari), si vede da subito due personaggi negativi, anzichè uno (come nella tradizione fiabesca), e ci si chiede perchè ne servono due nell'economia della trama.

La prima è Regina, la regina cattiva delle fiabe, e il secondo è un personaggio che all'inizio è un buono e timoroso padre di famiglia che si trasforma in un mago nero subendo l'influenza di un'entità che si appropria di lui. E' proprio su quest'ultimo personaggio che mi sembra interessante notare un destino analogo a quello di lucifero della tradizione bibblica, da portatore di luce al suo opposto. Eppure una scintilla di bene rimane sempre, come fosse una cellula buona dentro milioni di cellule opposte e, seppur in esigua minoranza, basterebbe saper far leva su quella per riportare all'altruismo una persona egoista.
E questo tra l'altro insegna come il male o i bassi istinti non vanno combattuti per ucciderli (che non servirebbe a nulla, a che scopo combattere il male con altro male), ma vanno trasformati, trasfigurati, in modo che ogni cellula nera assuma il colore bianco.

Lo stesso concetto si trova nel film "Hellboy - the golden army" di Guillermo del Toro, dove fratello e sorella, figli del re degli elfi, rappresentano rispettivamente uno la ribellione al padre e l'altra la temperanza e l'altruisno, legati l'un l'altra in maniera indissolubile (un entanglement, secondo la fisica moderna), ovvero se si ferisce uno, anche l'altro presenta immediatamente la stessa ferita.
Per fernare il male, rappresentato dal fratello, la sorella capisce che l'unico modo era sacrificare se stessa, in modo tale che senza più bene non c'era bisogno di un'altrettanta quantità di male.
Mi viene in mente il sacrificio di Gesù il Cristo, nella sua trasfigurazione una altrettanto importante fetta di male è stata portata via da questo mondo, e un messaggio di bene è potuto nascere e diffondersi come sappiamo oggi.

Infine una nota sulla magia. Il personaggio del mago di Once upon a time, nel suo mondo originario, è in grado di esaudire a sua discrezione ogni richiesta ma chiede sempre un cambio. "Tu cosa mi dai in cambio"; "io cosa ottengo ?" è la frase di rito. Questo tipo di magia comporta sempre uno scambio, anche se spesso o è sottovalutato, o ignorato, o dimenticato. E immancabilmente, il personaggio che ha firmato questo "contratto" si accorge che è sempre uno scambio impari e che, se potesse tornare indietro non lo rifarebbe.
Potremmo considerarlo un ammonimento?

domenica 2 dicembre 2012

IX - L'Eremita

E'il vecchio saggio dall'andatura prudente. In esso si cela il maestro segreto.
Notate il suo abbigliamento:

1) Il bastone e' una canna di bambu' con i sette nodi mistici. Serve per sondare il terreno sul quale procedere cautamente, evitando di schiacciare il serpente (egoismi, animalita') ma incantandolo in modo che si arrotoli sopra come il bastone di Esculapio, dio della medicina (quindi il serpente sono le correnti vitali usate dal taumaturgo per guarire).

2) la lampada per illuminare il suo cammino, esotericamente serve per indagare la profondita' delle cose.
E' la lanterna di Diogene. Un aneddoto racconta che il filosofo fu visto camminare per le strade di Atene in pieno giorno, con una lanterna in mano, proclamando di essere alla ricerca di un “uomo” (da cui l'espressione "cercare con il lanternino").

3) il mantello serve per coprirsi ovvero per lavorare al coperto, nell'invisibile. Infatti tutto cio' che deve prendere corpo si elabora al segreto (la crescita del seme nel buio della terra, la maternita'). E' il mantello di Apolonio.

L'Eremita non si rivolge alle folle come il Papa (arcano V) ma solo a coloro che osano avvicinarsi alla sua solitudine. Allora, se lo ritiene degno, si confida perche' non si gettano perle ai porci.

Diogene cerca l'uomo - J.H.W.Tischbein

Fonte :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Wikipedia, Diogene di Sinope

sabato 1 dicembre 2012

XI - La Forza

Contrariamente all'immagine banale della forza bruta di un Ercole che doma il leone Nemeo, l'arcano della Forza ci mostra una giovane donna (la stessa dell'arcano III, l'Imperatrice ovvero la Vergine) che, senza sforzo apparente, doma un feroce leone. La forza quindi non è nella forza bruta ma in quella di natura femminile, basata sull'intelligenza.

Il leone rappresenta la nostra animalità, le passioni dominatrici, gli istinti inferiori e meno nobili. Ci insegna quindi che i bassi istinti non vanno soppressi o distrutti, come fa l'asceta, ma vanno domati, in modo da venire nobilitati attraverso la trasformazione. La donna domina pacificamente le energie in rivolta.
E quindi anche il diavolo, il principe di questo mondo, sarà costretto a collaborare controvoglia alla Grande Opera.

La forza del leone è nella bocca, in senso analogico nella bocca entra il cibo ed esce il suono. A questo si collega secondo me, la leggenda Cherokee del lupo bianco e lupo nero (il lupo è un'altro simbolo dell'animalità umana), e della necessità di nutrire entrambi (leggi qui)

Considerando i Tarocchi divisi in due metà da 11 carte ciascuna, vediamo che la prima metà, la via di iniziazione dorica o maschile (la via secca) inizia con il Mago e termina con la Forza. Entrambi hanno un cappello a forma di otto, che rappresenta il movimento continuo ovvero l'infinito per i matematici.
Quindi dalla volontà in potenza del Mago (in quanto dispone dì tutti gli strumenti necessari) all'applicazione pratica della Forza dominando se stessi, attingendo ad una forza immensa se il suo volere individuale si identifica con la Volontà Suprema.


Fonti :
- Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
- Felice Mente Ricca blog, La vera leggenda cherokee del lupo bianco e del lupo nero