giovedì 28 aprile 2011

Diffidare dal nero Crowley

Spesso mi sono chiesto se sia giusto scrivere qualcosa per avvertire, mettere in guardia da errate convinzioni, piuttosto che mostrare solo quello che e' positivo, utile, che ispiri.
Lo studio della Cabala mi conforta in questo, mostrandomi che siamo qui per questo, a rettificare (nel senso proprio cabalistico), conscio che quello che scrivo e' pur sempre un'opinione personale.

Questo allora mi sento di affermare: un po' troppe volte mi e' capitato sentire giudizi indulgenti su un personaggio da dimenticare, di nome A.Crowley. Nulla secondo me si puo' indulgere.
A questo proposito vi cito un estratto dal blog "Il rasoio di Occam" :

"Il giovane Crowley si appassiona presto all'alpinismo, ma il suo stile di scalata è ritenuto dai più esperti piuttosto bizzarro. L'attrazione verso le vette, richiama ovviamente le conquiste spirituali: non possiamo ignorare che il simbolo della Montagna Cosmica è l'archetipo di qualsiasi cima o sommità. La Montagna Cosmica non è altro che un Axis Mundi, che collega la Terra al Cielo. Conquistare la vetta significa essere vicini al Centro del Mondo, ossia dimorare presso gli dei. La scalata quindi raffigura l'ascensione spirituale, e ci si potrebbe domandare come sia possibile che un occultista marcatamente satanista come Crowley abbia avuto queste predilezione per le vette. Ma il punto è che non esiste una regola dottrinale assoluta per cui il satanista deve rifuggire le cime delle montagne e prediligere, ad esempio, le profondità e gli abissi della Terra. Infatti, gli stessi abissi possono simboleggiare l'unio mystica, a riprova del fatto che l'inconscio lavora in maniera abbastanza misteriosa, e che la predilezione primordiale per un simbolo anziché che per un altro non significa alcunché."

Questo il senso mi pare di riconoscere: da principio non troverete molta differenza nei cammini spirituali che mirano all'avvicinamento a Dio, vi sembrera' anche che molti personaggi appaiano come santi ed illuminati. Cio' e' vero. Ma proprio sulla vetta piu' alta si puo' vedere chiaramente qual'e' il colore della nostra anima. Ecco l'ultima piu' grande prova. Se ci sentira' come Dio, nel senso di avere la sua stessa potenza ma al nostro servizio (anche senza ego nell'anima, che e' una cosa umana) ci troveremo improvvisamente lontani da Dio, e avverra' la caduta come e' successa a lucifero. Ma se invece sulla vetta ci si sentira' in Dio, in perfetta comunione, annullati nella sua luce, fusi gioiosamente in lui, tornati al nostro Padre e Creatore - Dio lo voglia - allora la nostra ascesa alla vetta non sara' vana.

Diffidate da colui che fu A.Crowley e da ogni riabilitazione!

Ecco alcuni articoli:
- Anticorpi.info, Aleister Crowley
- Il Rasoio di Occam, Aleyster Crowley: "Storia di un mago"
- L'Occidentale, Aleister Crowley, il cuore nero della Gran Bretagna al servizio di Churchill
- Una curiosita: Staiway to Heaven dei Led Zeppeling con messaggio subliminale


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mercoledì 27 aprile 2011

Simon Mago

"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.

Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità."
(Matteo, 7, 15-23)

"Or vi era un tale, di nome Simone, che già da tempo esercitava nella città le arti magiche, e faceva stupire la gente di Samaria, spacciandosi per un qualcosa di grande. Tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: Questi è la 'potenza di Dio', quella che è chiamata 'la Grande' ".
(Atti degli Apostoli, 8, 9-10)

Simon Mago, o Simone di Samaria, vissuto nel primo secolo d.C., nell'epoca di Gesu', e' stato definito il primo degli eretici o il primo degli gnostici.

Entrambe le definizioni mi sembrano scorrette, in quanto, piu' che eretico lo definirei avversario della Chiesa (quindi mai entrato a farne parte) - e definirlo gnostico e' offendere coloro i quali intraprendono la via di una ricerca personale ed interiore, usando la conoscenza che ci e' stata fornita come qualita' dell'intelletto da Dio (lo stesso papa Giovanni Paolo II ha esortato all'esperienza intima e personale con Dio).

Battezzato da Filippo il diacono in Samaria, inizio' a predicare a modo suo. Fu impressionato dallo Spirito Santo che era disceso sui primi discepoli del Cristo e che permetteva loro di compiere prodigi in nome di Dio, cosi' che cerco' vanamente di corrompere Pietro, chiedendogli di poter acquistare (da cui il termine di simonia, o vendita di cose sacre) un simile dono Divino.

Gli Atti di Pietro, testo apocrifo, raccontano che termino' le sue esibizioni a Roma all'epoca degli imperatori Claudio e Nerone, e lo stesso Nerone ne fu impressionato tanto da invitarlo a corte.
A quell'epoca risale il famoso duello pubblico, nella piazza del Foro Romano, alla presenza di Nerone, tra Pietro e Simon Mago.
Quest'ultimo diede sfoggio dei propri poteri levitando, allora Pietro prego' Dio che lo facesse scendere. Vinse Pietro, e Simone muori', o per la caduta o per la folla a lui avversa che lo lapido' come truffatore. Un'altra versione afferma che, per dimostrare la sua deita', si fece sepellire vivo dichiarando che dopo tre giorni sarebbe risorto, come il Cristo. Ovviamente falli'.

Ecco quindi una chiave di lettura su chi fosse in realta' tale personaggio: se ci ricordiamo il monito del Cristo, sui falsi profeti e sulla fruttificazione dei loro insegnamenti, occorre considerare cio' che abbiamo avuto in eredita' oggi: i frutti della predicazione di Pietro e Paolo e l'oblio dei rovi di Simon Mago.

"E così la parola giunse al Cesare Nerone il quale ordinò di condurre da lui Simone Mago. Entrato si pose davanti a lui e, essendogli complice il diavolo, cominciò a cambiare forma tanto che divenne improvvisamente un bambino, poi, dopo un poco un vecchio, e quindi un giovane. A tal vista Nerone ritenne che fosse davvero figlio di Dio"
(Atti dei beati apostoli Pietro e Paolo, 34-35).


Fonti attendibili:
Un ottimo riferimento, breve da leggere:
- Eresie.it, Simon Mago
Storia di Simon Mago, un racconto verosimile, nel contesto dell'autore che distingue tra bassa magia e magia divina, quella dei Re Magi che si inchinano al Salvatore:
- Eliphas Levi- Cristo, la magia e il diavolo - Prefazione e note di Giuliano Kremmerz

Fonti alternative, poco condivisibili:
- duepassinelmistero.com, Simone Mago, Marisa Uberti
- Vita di Simone Mago, Massimo Cogliandro


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giovedì 21 aprile 2011

La consacrazione nella verita'

Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: 'Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole'" .
(Matteo, 26-40)

"Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità. "
(Giovanni, 17-14)

Sono due passi dei Vangeli, di esortazione (Matteo) e di preghiera a Dio (Giovanni) ai suoi discepoli, la notte che precedette l’arresto nell’orto dei Getzemani.

Questi passi mi fanno riflettere in questi giorni della Settimana Santa, che sono i giorni piu’santi di tutto l’anno per il cristianesimo. Se il Natale e’ ormai inquinato dal consumismo, dall’ansia della corsa ai regali ai pranzi pantagruelici, la Pasqua e’ riuscita a conservare ancora l'aura di santita’.

Eppure quest’anno mi e’ capitato di osservare proprio in questa settimana la coincidenza di alcuni eventi che mistificano o ribaltano alcuni fatti storici assodati.

Osservate, il primo maggio ci sara’ la beatificazione di Papa Wojtyla eppure in questi giorni certa stampa pubblica articoli (la rivista Micromega in copertina recita “Karol Wojtyla, il grande oscurantista”) per denigrare l’opera di un Papa che con la sua vita ha testimoniato verita' in un’epoca di grandi trasformazioni sociali, baluardo contro ateismo e sfrenato consumismo. Mi trovo quindi d’accordo col papa attuale che oggi afferma “Wojtyla riscatta la vergogna per i peccati della Chiesa” (fonte).

Osservate, proprio in questi giorni viene celebrata da qualcuno la nascita di colui che riempi’ di nero l’Europa per decenni portandola alla catastrofe della seconda guerra mondiale (fonte).

Osservate, sempre in questi giorni, la piu’celebre e neo-pagana rockstar del momento fa uscire un album dove si simpatizza per colui che tradi’ il Cristo, dichiarando pubblicamente persino il desiderio di abbracciarlo (fonte).

Questi sono alcuni degli esempi che vedo questa settimana, nel quotidiano come nel pubblico. Non e' un caso che dove c'e' maggiore richiamo di bene, per reazione viene attratta una maggiore quantita' di segno opposto.
Per questo sento che e’ ancora piu’ viva l’esortazione del Cristo a Dio per invocare la Verita’ :

Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.


martedì 19 aprile 2011

Dio desidero' una canzone

Insegna la Cabala che una delle permutazioni della parola BERESHIT (la prima parola della Tora') che significa "in principio" (tutti ricordano l'incipit della Bibbia, "In principio Dio creo' il cielo e la terra"), e' TAEV SHIR, ovvero "desidero' (Dio) una canzone".

La saggezza della Cabala frequentemente utilizza la tecnica della Tzeruf, ovvero la permutazione delle parole del testo bibblico alla ricerca dei significati nascosti del messaggio Divino. La prima parola con cui inizia la Bibbia e' quindi una delle piu' studiate.

Bellissima interpretazione della Sua volonta' : il mondo e' stato creato perche' Dio desiderava una canzone e tale canzone "e' il suono che il cosmo intero gli indirizza, dalle lodi degli Angeli del servizio all'armonia delle sfere, al canto degli uccelli, al profumo dei fiori" (*).. ed aggiungo io, dal canto delle balene!

Si proprio il canto delle balene, questi magnifici ed intelligenti mammiferi che uno studio recente ha dimostrato come non solo posseggono un repertorio canoro individuale, ma un canto che piace, puo' diffondersi nella popolazione (come una hit della musica moderna) ed essere cantata persino dall' altra parte del globo acquatico, dall'Australia alla Polinesia francese!

L'insegnamento che l'uomo puo' trarne e' che, osservando il mondo con occhi attenti, tutta la Natura e' spontaneamente propensa al canto del suo Creatore.


Fonte : DailyMail, Swimmer-songwriters: Whales have their own tunes that spread around the world 'like hit singles'


(*) Cit. da Nadav Crivelli, "Introduzione alla Cabala", ed. Psiche 2

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venerdì 15 aprile 2011

Kapalabhati, respiro della luce del cranio

Il respiro della luce del cranio (kapalabhati) è una tecnica di purificazione delle via nasali.
Mettetevi seduti in una posizione comoda a busto eretto oppure in padmasana (la posizione del loto, mezzo loto oppure a gambe incrociate) con le mani sulle ginocchia con il mudra che unisce pollice con indice.
L'inspirazione è passiva, l'espirazione attiva: consiste nell'espirare con forza e con ritmo veloce, buttando fuori l'aria dalle narici con energia e usando gli addominali. L'inspirazione e' breve quanto l'espirazione ed e' automatica e non controllata, in quanto buttando fuori dell'aria dai polmoni subito dopo l'aria tende automaticamente a rientrare.
Benefici: purifica le vie respiratorie, aiuta in caso di raffreddore e di mal di testa, prosciuga i seni nasali.

martedì 12 aprile 2011

La meditazione secondo la Cabala

Nel silenzio interiore
si giunge alla meditazione.
La preghiera e' come un razzo
che ci spinge alle vette piu' elevate,
ma poi, una volta arrivati,
dobbiamo spegnere i motori, e restare
nel silenzio.

Ecco uno splendido brano tratto da "Introduzione alla Cabala" (pag 291, 294) di Nadav Crivelli:

"La meditazione è un’attività della consapevolezza volta a ricercare il centro stesso dell’essere umano, il punto più profondo e interiore.

Questo punto, pur essendo di per sè in una condizione di pace e silenzio, di tranquillità e completezza, è oltre l’origine di ogni moto dell’animo, è la sorgente di ogni parola ed azione. E’ qui che le parti componenti i vari livelli dell’anima si uniscono, e che la luce della consapevolezza può salire e scendere lungo la scala dell’esistenza. E’ qui che l’anima umana conserva il seme del segreto della sua immagine e somiglianza con Dio, dove essa è letteralmente “incollata” all’anima divina, tramite un invisibile cordone ombelicale.

Il centro in questione è il motore immobile dell’anima, l’Ente che genera il movimento pur rimanendo al di là di esso, l’asse intorno a cui girano tutti I pensieri e le emozioni umane. E’ un luogo di silenzio e di tranquillità , dove parole e concetti cessano di avere l’importanza tirannica che hanno nel quotidiano.

(...)

Un ottimo esempio bibblico di quanto detto finora si trova nella storia del profeta Elia (1 Re 19,13), che dopo essersi inoltrato per quaranta giorni nel deserto, ebbe un’importantissima rivelazione di Dio.
Da principio Elia vide un vento fortissimo, tale da sgretolare le montagne e spezzare le pietre, ma ‘
Dio non era nel vento’. In seguito Elia udì un rumore tremendo, ma Dio non era in esso, e a ciò seguì un fuoco che bruciava, ma anche in quest’altro portento Dio non si era manifestato.
Infine Elia percepì una: '
voce silenziosa e sottile' e in essa c’era il messaggio che Dio voleva far giungere al profeta."

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