venerdì 10 maggio 2013

Lo scrivano di Dio


Voglio parlarvi di un mistico sorprendente, Jakob Lorber, nato nel 1800 vicino a Maribor, oggi in Slovenia ma all'epoca faceva parte dell'Impero Austro-ungarico e trascorse la maggior parte della sua vita a Graz, in Austria.
Era un buon musicista, aveva conosciuto Paganini dal quale aveva ricevuto lezioni, aveva tenuto un concerto alla Scala di Milano.
Il 15 marzo del 1840, il giorno che doveva assumere la carica di vice-capocoro all’Opera di Trieste, al mattino una voce interiore gli disse: “Alzati, prendi la penna e scrivi!”.
Da quel giorno, e per il resto della sua vita (fino al 1864) Jakob Lorber non ha più smesso di scrivere, conducendo una vita riservata, e scrivendo 36 volumi di circa 14.000 pagine in un'opera monumentale chiamata "Nuova Rivelazione", e tra essa, forse il libro più significativo, "il Grande Vangelo di Giovanni".
Un uomo che ha dedicato la seconda parte della vita come medium ovvero tramite di colui che possiamo chiamare Angelo Custode, che gli ha dettato tante e tali cose che era impossibile che appartenessero alla sua cultura, oltretutto ci sono rivelazioni di tecnologie sconosciute a quell'epoca, e tra tutte una in particolare si evince : Internet.
Tutti i suoi libri sono gratuiti in formato elettronico (e-book) e possono essere letti dal sito:



Fonti :
 - http://www.jakoblorber.it/
 - Wikipedia, Jakob Lorber
 - Cesnur (Centro Studi Nuove Religioni), L'Associazione Jakob Lorber

giovedì 9 maggio 2013

Verso la luce con l'Angelo Custode

Tutti (o quasi) abbiamo sentito parlare delle esperienze pre-morte, esperienze raccontate dai "sopravvissuti" ovvero dalle persone che, dopo aver attraversato il tunnel ed essersi diretti istintivamente verso la luce, per qualche ragione (il più delle volte perchè non era il loro tempo), sono ritornate indietro a raccontarlo.
Non solo queste esperienze concordano sostanzialmente quasi tutte , ma probabilmente sono state le stesse anche nel passato, anche se forse se ne parlava molto meno.

E con sorprendente somiglianza, l'olandese Hieronymus Bosch, grande pittore visionario ed esploratore dell'inconscio, già nei primi anni del Cinquecento, dipingeva queste esperienze nel celebre quadro "salita all'Empireo".
Inoltre, altra coincidenza, spesso è l'angelo custode che accompagna l'anima lungo questo viaggio.


Hieronymus Bosch, Ascesa all'Empireo - Palazzo Grimani, Venezia

mercoledì 8 maggio 2013

Perchè esiste la Luna?

Caspar David Friedrich, Two men contemplating the Moon, 1825 ca

"Lo so bene! esclamò il vecchio Qfwfq, voi non ve ne potete ricordare ma io sì. 
L'avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata: quand'era il plenilunio notti chiare come di giorno, ma d'una luce color burro, pareva che ci schiacciasse; quand'era lunanuova rotolava per il cielo come un nero ombrello portato dal vento; e a lunacrescente veniva avanti a corna così basse che pareva lì lì per infilzare la cresta d'un promontorio e restarci ancorata. 
Ma tutto il meccanismo delle fasi andava diversamente che oggigiorno: per via che le distanze dal Sole erano diverse, e le orbite, e l'inclinazione non ricordo di che cosa; eclissi poi, con Terra e Luna così appiccicate, ce n'erano tutti i momenti: figuriamoci se quelle due bestione non trovavano modo di farsi continuamente ombra a vicenda.
L'orbita? Ellittica, si capisce, ellittica: un po'"ci s'appiattiva addosso e un po'"prendeva il volo. Le maree, quando la Luna si faceva più sotto, salivano che non le teneva più nessuno. C'erano delle notti di plenilunio basso basso e d'altamarea alta alta che se la Luna non si bagnava in mare ci mancava un pelo; diciamo: pochi metri.
"
(Italo Calvino, Cosmicomiche, 1963)


Per capire la necessità della Luna per la vita del pianeta Terra e di tutte le sue creature, basterebbe considerare che, se la Luna non esistesse, la Terra sarebbe completamente diversa da come la conosciamo oggi. Vediamo come:

1) Il primo ruolo della Luna è la stabilizzazione della rotazione dell'asse terrestre. Se l'asse non fosse stabile come lo abbiamo, garantendo una periodicità regolare delle stagioni, avremo dei cambiamenti climatici anche repentini nel corso della storia, glaciazioni seguiti da rapidi periodi caldi.

2) se non ci fosse la Luna, la Terra anzichè ruotare in 24 ore, ruoterebbe ancora più velocemente, circa 6 ore se fosse isolata, circa 10 ore tenendo conto dell'effetto gravitazionale del corpo più vicino,  che senza la Luna sarebbe Marte, e anche dell'effetto gravitazionale del Sole.
Quindi ciclo giorno/notte e sbalzi caldo/freddo sarebbero insopportabili, con formazioni di temporali tutto il giorno.

3) L'atmosfera sarebbe più spessa, 100 volte tanto (100 atmosfere è insopportabile per le creature viventi) con effetto serra e temperatura al suolo di 1000 gradi!

4) Senza l'effetto delle maree, gli oceani si distribuirebbero diversamente, non come adesso ma tutta l'acqua si concentrerebbe ai poli

Credo che le motivazioni della presenza della Luna per l'esistenza della vita sulla Terra siano più che sufficienti!

Fonti:
 - Blog AstronomicaMentis, La Terra senza Luna
 - itchiavari.it, Calvino Italo, Le cosmicomiche

lunedì 6 maggio 2013

Luna : tempo siderale e sinodico

Mappa della Luna, Johannes Hevelius, 1645
Quasi tutti sanno che la Luna ha un ciclo che dura circa poco meno di un mese. Ma quanto esattamente ? 
Esistono due tempi, uno definito in maniera astronomica (quindi assoluta), che coinvolge le stelle fisse, e uno relativo, del moto apparente della Luna visto sulla Terra, quello comunemente inteso nel senso comune del termine. Vediamoli.

1) "ciclo astronomico" della Luna, o Mese Siderale [1], definito come il tempo che la Luna impiega a fare un giro completo (ovvero un'orbita) intorno alla Terra, rispetto alle stelle fisse, che corrisponde circa a 27 giorni 7 ore 43 minuti
Inoltre, è noto che Luna mostra dalla Terra sempre la stessa faccia, ciò è dovuto al fatto che il tempo di rotazione (intorno a se stessa) coincide con il tempo di rivoluzione (tempo dell'orbita completa) intorno alla Terra. Quindi il mese siderale coincide col tempo di rotazione lunare.

2) "ciclo apparente" della Luna, o Mese Lunare o Mese Sinodico [2] o Lunazione, definito come il tempo che intercorre tra due novilunei (ovvero tra due lune nuove), il quale astronomicamente coincide col tempo che impiega la Luna a allinearsi (congiunzione) con il Sole e la Terra dopo aver percorso un orbita intorno alla Terra.
E' noto infatti che nel noviluneo la Luna si trova allineata tra la Terra e il Sole, in congiunzione.
Tale periodo è di circa 29 giorni 12 ore 44 minuti.
E perchè è più lungo di due giorni ? Perchè nel frattempo che la Luna orbita intorno alla Terra, anche la Terra si muove, e quindi per recuperare lo stesso allineamento col Sole deve percorrere un pezzo in più d'orbita.

E' interessante notare che gli antichi calendari erano calendari lunari (basati sul ciclo della Luna) anzichè solari (basati sul ciclo del Sole). In questo modo si avevano 12 mesi lunari che corrispondevano ad un Anno Lunare di circa a 354 giorni 8 ore 48 minuti, ovvero 11 giorni in meno rispetto all'anno solare.
I popoli della Mesopotamia, assiro-babilonesi, avevano già capito questa differenza di undici giorni e, per essere sincronizzati su entrambi i cicli, avevano creato un calendario lunisolare, basandosi sull'uguaglianza:

                   19 anni solari = 235 mesi lunari

e quindi un periodo di 19 anni solari era suddiviso in 12 anni di 12 mesi lunari e 7 anni di 13 mesi lunari  (12×12 + 7×13 = 235).
Tale ciclo prende il nome dall'astronomo greco Metone, ed è chiamato Ciclo Metonico.

Da tale calendario deriva per gli ebrei il calendario ebraico, mentre per i popoli islamici, pur avendolo ereditato, venne abolito da Maometto a favore di un calendario lunare puro (calendario islamico).
In Occidente invece è stato adottato il calendario solare, corretto secondo le riforme di Giulio Cesare (calendario giuliano, 46 a.C.) e poi di Papa Gregorio XIII (calendario gregoriano, 1582 d.C.) che è ancora attualmente in uso.

Tornando infine alla domanda iniziale, è quindi vero che 28 giorni è la durata media del "mese lunare", sia che lo si intenda come mese siderale (27g7h43m), sia come mese sinodico (29g12h44m).


Fonti ed approfondimenti:
 - Wikipedia., Mese siderale
 - Wikipedia, Mese sinodico
 - Wikipedia, Ciclo metonico
 - Etimo.it, Siderale

Note:
[1] Siderale etimologicamente deriva dal latino sidus (plurale: sidera) che significa astro.
[2] Sinodico deriva dal latino synodicum il quale deriva dal greco synodicòs, ovvero sinodo, riunione

giovedì 2 maggio 2013

Elohim in principio

Nel primo giorno della creazione si dice che:

William Blake, Ancient of Days, 1794
"In principio Dio creò il cielo e la terra.
Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!».
E la luce fu.
Dio vide che la luce era cosa buona e (Dio) separò la luce dalle tenebre e (Dio) chiamò la luce giorno e le tenebre notte.
E fu sera e fu mattina: primo giorno.
"
(Genesi, 1,1)

"Bereshit bara Elohim et hashamayim ve'et ha'arets.
Veha'arets hayetah tohu vavohu vechoshech al-peney
Tehom veruach Elohim merachefet al-peney hamayim.
Vayomer Elohim yehi-o-o vayehi.
Vayar Elohim et-ha'or che tov-vayavdel Elohim beyn
Ha'or uveyn hachoshech.
Vayikra Elohim la-o yom velachoshech kara laylah
Vayehi-erev vayehi-voker yom echad.
"
(Genesi, 1,1 - translitterazione testo ebraico)

Credo sia importante soffermarsi su cosa sta creando Dio. Ovviamente sta creando il mondo. Ma quale mondo? Sta creando il mondo sensibile (quello accessibile ai cinque sensi umani), la Terra e il Cielo (inteso come atmosfera, stelle e pianeti extragalattici) ovvero il Cosmo così come è visibile con i nostri strumenti di osservazione celeste.
Ma il punto è che esiste un mondo sovrasensibile, ed è logico perchè Dio stesso lo sta creando dal di fuori, dal mondo in cui esisteva Dio prima che creasse il nostro mondo.

Un punto cruciale è, a mio avviso, il nome di Dio, Elohim, che in ebraico è un nome plurale. Elohim sarebbe corretto tradurlo "gli dei". Ma c'è un'altra singolarità : il verbo che segue Elohim è sempre al singolare. E non è ovviamente un errore ortografico, perchè Dio è unico e quindi l'azione è una sola.
Ma perchè allora tanti "dei" ?

La spiegazione, a mio parare è che, se la Genesi spiega la creazione del mondo sensibile, nulla viene detto del mondo sovrasensibile, che logicamente esisteva già. Ed è il mondo della Gerarchia Angelica. Dio non è solo perchè con lui c'è la gerarchia degli Angeli, la cui esistenza sappiamo essere pre-esistente.
Elohim per me sono quindi Dio e i Suoi Angeli, che hanno aiutato la creazione e ancora oggi la mantengono e la sostengono.

Fonti:
 - Bereshit, Genesi 1

Il libro di Tobia

Andrea del Verrocchio. Tobia e l'Angelo, 1470
Trovo molto bello e poetico il libro di Tobia, incluso nella bibbia cristiana ma non in quella ebraica (perchè il testo conosciuto è scritto in greco, ma esistono prove di un testo anteriore in aramaico).
In esso si celebra l'apoteosi dell'angelo custode, protettore, consigliere e testimone di Dio.
Ci sono tutti i temi che faranno poi parte del messaggio evangelico. Inoltre si conosce il nome dell'angelo, Raffaele, e fatto importante, leggiamo dal testo che è "uno dei sette che è sempre al cospetto di Dio".

La storia di Tobia, che comprende l'intero libro biblico, è, a considerarlo ai giorni nostri, come se fosse un racconto breve, ovvero un romanzo storico, ambientato circa nel 700 a.C. , all'epoca della deportazione degli ebrei da parte degli Assiri (la prima delle due, l'altra che avvenne intorno al 500 a..C sarà quella dei Babilonesi di Nabucodonosor).

Vi invito a leggerla per intero in quanto il testo si legge molto scorrevolmente, di seguito vi narro la trama. 

Tobi, un anziano ebreo della Galilea deportato a Ninive, città dell'Assiria, ha perso la vista nonostante fosse un uomo pio e misericordioso, così sentendosi vicino alla fine, manda suo figlio Tobia a riscuotere un credito di 10 talenti d'argento presso un parente vicino ad Ectabana, capitale della terra dei Medi.
Il giovane Tobia, inesperto nei viaggi, assume una guida, Raffaele (l'angelo in incognito) per condurlo a destinazione. Durante il viaggio, sul fiume Tigri, Tobia pesca un pesce e Raffaele gli consiglia di mettere da parte la bile, il cuore e il fegato:

Domenichino. Paesaggio con Tobia e l'angelo, 1612
"Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand'ecco un grosso pesce balzò dall'acqua e tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. 
Ma l'angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». 
Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. 
Gli disse allora l'angelo: «Aprilo e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli intestini. Il fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti» "
(Libro di Tobia, 6,1)

Arrivato ad Ectabana, viene a sapere di Sara, sua cugina, ancora nubile, la quale, secondo la legge ebraica, essendo la sua parente più stretta, ha diritto a sposarla (in automatico, si direbbe).
Si decide quindi a sposarla subito nonostante esista una maledizione inorno a Sara: è posseduta dal demone Asmodeo (ovvero Aeshma Daeva, dio-deva iranico dell'ira) che uccide tutti i predendenti sposi la prima notte di nozze.
Essendone già morti sette prima di lui, Tobia su consiglio di Raffaele brucia cuore e fegato del pesce sul braciere della stanza così che il demone è costretto a fuggire nell'Alto Egitto e Raffaele lo insegue e lo sconfigge incarcerandolo.
Con la sposa e con il denaro recuperato, ritorna alla case del padre e, sempre su consiglio di Raffaele, utilizza la bile come unguento per guarire la cecità del padre.
Infine l'Angelo di Dio si svela a loro due e tutti vissero a lungo e felici!

"Allora Raffaele li chiamò tutti e due in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. 
Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non trascurate di ringraziarlo. 
E' bene tener nascosto il segreto del re, ma è cosa gloriosa rivelare e manifestare le opere di Dio. 
Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. 
Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia. 
Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. 
Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro. 
L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. 
Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita. 
Coloro che commettono il peccato e l'ingiustizia sono nemici della propria vita."
(Libro di Tobia, 12,6)


Francesco Botticini - I tre Arcangeli e Tobias - 1470 - Firenze, Uffizi

Fonti:
 - Maranatha.it, Libro di Tobia
 - Wikipedia, Libro di Tobia
 - Corsodireligione.it, L'esilio