lunedì 22 aprile 2013

I Sette Arcangeli

"Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti 
ad entrare alla presenza della maestà del Signore"
(Libro di Tobia, 12,15)

Icona russa sui sette arcangeli
La Bibbia, nel libro di Tobia ci dice che sono sette gli angeli (ovvero arcangeli, capi degli angeli) che sono sempre ammessi alla presenza di Dio, ovvero che fanno parte integralmente della volontà di Dio ("quando ero con voi, io non stavo con voi per mia iniziativa, ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire sempre, a lui cantate inni", Tobia 12,18).

Una conferma di ciò, la ritroviamo nel libro dell'Apocalisse di Giovanni, dove si parla di sette spiriti che sono sempre davanti al suo trono:

"Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono" 
(Apocalisse, 1,4)

Inoltre il libro inizia con le sette lettere inviate da Giovanni alle sette Chiese dell'antica cristianità (Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia, Laodicea), evidente che i sette principali angeli di Dio presiedono in Terra le sette Chiese.

Il riferimento al nome di un secondo angelo lo troviamo nel libro di Daniele:

"Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro."
(Daniele, 12,1)

Ed ancora un terzo nome di angelo, sempre dal libro di Daniele:

"Mentre io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall'aspetto d'uomo; intesi la voce di un uomo, in mezzo all'Ulai, che gridava e diceva: «Gabriele, spiega a lui la visione». Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a terra. Egli mi disse: «Figlio dell'uomo, comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine»."
(Daniele 8,15)

Non solo nei libri del Vecchio Testamento ma anche nel Vangelo di Luca si cita nuovamente l'angelo Gabriele come annunciatore della maternità di Elisabetta, moglie di Zaccaria e madre di Giovanni il Battista:

"L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio (...) »"
(Luca, 1,19)

Riassumendo, dal libro di Tobia sappiamo che Raffaele è uno di questi angeli e il libro di Daniele cita altri due angeli, Michele e Gabriele. E gli altri quattro ?

Della memoria dei nomi, ci viene in soccorto una chiesa seicentesca di Vasto, in Abruzzo, affacciata sul Gargano e quindi non molto lontana da uno dei più importanti santuari dell'angelo Michele: il Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant'Angelo (Foggia). Una pietra di Monte Sant'Angelo è murata nella chiesa di Vasto.
La chiesa, del 1675, è dedicata a Michele Arcangelo, patrono della città per grazia ricevuta durante un terremoto e carestia nel Seicento, conserva sei statue in altrettante nicchie, oltre a quella di Michele nell'abside (vedi foto a lato).
Esse sono intitolate a: Raffaele (medicina di Dio), Gabriele (fortezza di Dio), Uriele (fuoco di Dio), Sealtiele (petizione di Dio), Geudiele (conoscenza di Dio), Barachiele (benedizione di Dio) .
Le immagini delle statue si trovano al seguente  link.




Madonna in trono fra i sette angeli, 1543
Un quadro significativo è quello conservato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, commissionato da Antonio Duca a Venezia nel 1543. L'autore è sconosciuto anche se lo stile lascia ricondurre a Lorenzo Lotto.

La Madonna è raffigurata nell'atto di allattare Gesù e perciò chiamata Madonna del latte; intorno alla Madonna, i sette arcangeli.
Gli arcangeli Michele (a sinistra) e Gabriele (a destra) sorreggono la corona sulla testa della Vergine Maria. Tutti gli arcangeli reggono lo scettro e sorreggono i cartigli con su scritti i loro compiti (vedi il motto nella tabella seguente).








La testimonianza più sorprendente dei Sette Arcageli si trova a Palermo.
Qui, nel 1516 fu ritrovato casualmente, sotto l'intonaco della chiesina, non più esistente di Sant'Angelo di Palermo, degli affreschi con i sette Angeli con i loro rispettivi attributi iconografici e, cosa più eclatante, con i loro rispettivi nomi..
Il sacerdote Antonio Lo Duca si adoperò per ripristinare il culto dei Sette Angeli Principi e divenne rettore della Confraternina dei Sette Angeli, detta imperiale perchè lo stesso imperatore Carlo V volle iscriversi.

Ma perchè pochi conoscono Uriele, Sealtiele, Geudiele, Barachiele e perchè furono dimenticati ?
Essi furono "banditi" volutamente a partire dal Concilio di Roma del 745 d.C. da Papa Zaccaria, il quale stabilì che i cristiani non dovevano pregare altri angeli all’infuori di Michele, Gabriele e Raffaele.
Il motivo contingente era dovuto ad un abuso dell'arcivescovo di Magdeburgo, Adalberto (da non confondere con l'omonimo vescovo santo di due secoli dopo), il quale fu accusato di compiere opere di magia (invece di glorificazione di Dio) tramite l'invocazione di angeli, e in particolare di Uriel.

Mosaic of St. Uriel in St John’s Church, Boreham, 1888
A questo proposito, cito angelologia.it :
"Il motivo della condanna risiedeva in una preghiera "miracolosa", composta da Adalberto, che, accanto ai nomi già noti di Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel, includeva nomi di angeli "sospetti": Raguel, Tubuel, Ineas, Tubuas, Sabaoc, Siniel.
Negli atti del sinodo si ribadiva che nelle Sacre Scritture sono resi noti soltanto tre nomi di angeli: dunque, si riteneva che gli altri angeli invocati nella preghiera di Adalberto fossero autentici demoni. 
Le preghiere da lui composte furono accuratamente cancellate e Uriel fu fatto oggetto di una attenta inquisizione.
Alla fine, la Chiesa decise che esistevano due Uriel: uno era l’immacolato compagno di Adamo di prima e dopo la caduta, l’altro era un demone perfido che aveva acconsentito alle richieste del vescovo-mago Adalberto"

Ecco uno schema riassuntivo:

Arcangelo Significato Motto Attributi
Michael Chi è come Dio? Paratus ad animas suscipiendas Calpesta il drago
Gabriel Dio è potente Spiritus Sanctus superveniet in te Fiaccola e specchio di diaspro (di solito è il giglio bianco)
Raphael Dio guarisce Viatores comitor, infirmos medico Vasetto di medicinali (di solito è il pesce; accompagnato da Tobia)
Uriel Dio infiamma Flammescat igne caritas Fiamma e spada
Barachiel Benedizione di Dio Adiutor ne derelinquas nos Rose (=grazie) da distribuire
Jeudiel Lode di Dio Deum laudantibus praemia retribuo Corona e flagello
Sealtiel Dio comunica Oro supplex et acclinis In preghiera


Fonti :

 - Wikipedia, Sette Arcangeli
 - Il cattolicoonline.org, Antonio Norrito, Il culto ai sette arcangeli tra teologia e devozione
 - Il cattolicoonline.org, Vasto, Foto dei sette arcangeli 
 - Chiesa di Vasto : San Michele patrono
 - Venite ad me, Arcangeli dimenticati
 - Blog benedicaria, I sette Santi Arcangeli 
 - Wikipedia, Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
 - www.santamariadegliangeliroma.it

domenica 21 aprile 2013

Nomi degli angeli e quelli di Dio


Nella gerarchia angelica si parla di una lista di 72 nomi di angeli, il cui nome è stato dedotto dagli stessi studiosi di Cabala, interpretando numericamente un passo del libro dell'Esodo (il passo in cui Mosè attraversa il Mar Rosso le cui acque vengono aperte da Javhe), tre paragrafi consecutivi di 72 lettere (ebraiche) ciascuna, a formare 72 terne di lettere, tre consonanti da cui dedurre (aggiungendo le vocali) i nomi angelici.
Del resto, 72 sono anche i nomi di Dio, oppure dei Suoi attributi. E ovviamente i nomi degli angeli coincidono con i nomi di Dio. Perchè ? La spiegazione è magistralmente fornita da Renè Guenon, che cito testualmente:

"Secondo la tradizione ortodossa, un angelo, in quanto 'intermediario celeste', non è altro in fondo che l'espressione di un attributo divino nell'ordine della manifestazione informale, poichè soltanto questo permette di stabilire, per mezzo di esso, una reale comunicazione tra lo stato umano e il Principio stesso, di cui l'angelo rappresenta così un aspetto più particolarmente accessibile agli esseri che si trovano nello stato umano. Del resto lo dimostrano assai più chiaramente i nomi stessi degli angeli, che sono sempre, di fatto, la designazione di certi attributi divini; qui soprattutto il nome corrisponde infatti pienamente alla natura dell'essere e si identifica veramente con la sua essenza"

Il nome dell'angelo rappresenza quindi la sua essenza, e quindi, essendo legato a Dio, a sua volta un Suo attributo. Renè Guenon precisa che:

"Solo nell'ordine informale si può dire che un essere esprima o manifesti veramente, e nel modo più integrale possibile, un attributo del Principio; è la distinzione di tali attributi che in questo caso produce la distinzione stessa degli esseri, che può essere definita come 'distinzione senza separazione', poiché è ovvio che, in definitiva, tutti gli attributi sono realmente 'uno'; ed è anche la più piccola limitazione concepibile in uno stato che, essendo manifestato, è ancora per ciò stesso condizionato."


Fonti :
 - René Guénon, Simboli della Scienza sacra, Adelphi ed.

Angeli, Arcangeli e Principati

Francesco Botticini, l'assunzione della Vergine, 1475

Angelo deriva dal latino angelus, che a sua volta deriva dal greco anghelos e a sua volta dal miceneo akero col significato di inviato, messaggero. In questo senso, angheloi (plurale di anghelos) nella Grecia antica erano anche il dio Hermes e la dea Iride. E non a caso Hermes è dotato di un paio d'ali ai suoi piedi.
Non abbiamo altre discendenze per questa parola nella cultura classica. Tuttavia l'angelo è conosciuto in tutte le culture umane in quanto messaggero della divinità ed anche attributo o parte della differenziazione della divinità, dall'Uno ai molti.

In ebraico l'equivalente di angelo è malach (al plurale malachìm), che ha lo stesso significato: nesso tra il mondo sensibile e quello trascendente di Dio. Per gli ebrei, i malachim sono sia esseri umani che comunicano il messaggio divino (ad esempio il profeta Malachia, Malachi in ebraico, significa "mio messaggero") sia esseri sovraumani. Particolare è il caso, nella Genesi, dei "Benè haElohim" (Genesi 6:2) ovvero "figli di Dio" in contrapposizione ai "figli di Adamo" ovvero dell'uomo comune, "benot haAdam".
Altro fatto curioso: è probabile che i nomi degli angeli ebraici siano stati tratti dai nomi degli angeli dei Babilonesi.

Ben prima del cristianesimo, la cultura classica aveva intuito l'esistenza una gerarchia angelica, i neoplatonici proponevano la seguente gerarchia : Dei, Arcangeli, Angeli, Demoni ed Eroi. 
Fu Dionigi l'Areopagita in "De Coelesti Hierarchia", trattato di angelologia del V secolo (ripresa poi da Tommaso d'Aquino e ufficializzati da papa Gregorio I) a proporre la classificazione angelica più in uso del mondo moderno, costituita da tre triadi, ciascuna con tre cori o sfere (per un totale di nove sfere o cori angelici). 

    Prima gerarchia: serafini, cherubini, troni 
    Seconda gerarchia: dominazioni, virtù, potestà
    Terza gerarchia: principati, arcangeli, angeli

Nell'ultima gerarchia, gli angeli sono i messaggeri di Dio per il genere umano (si pensi nella bibbia all'angelo Gabriele annunziatore ad Elisabetta di Giovanni Battista e a Maria di Gesù il Cristo), gli arcangeli sono posti a capo degli angeli mentre i principati sovraintendono le manifestazioni religiose e di culto che legano l'umano al divino (ho letto anche "a capo degli stati  o nazioni" ma credo personalmente che al Cielo le nazioni davvero non contino).

I 9 cori angelici. Miniatura dal breviario di Idegarda di Bingen (1098-1179)
Fonti :
 - Wikipedia, Angelo
 - Wikipedia, Gerarchia degli Angeli
 - Angelologia.it, Gerarchie angeliche
 - Ritorno alla Torah, Gli Angeli

venerdì 19 aprile 2013

Potenze o Potestà


"[Cristo] Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. 
Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose. "
 (Trionfo e supremazia del Cristo, Lettera agli Efesini, 1,18)

"Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.  La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti."
(Il combattimento spirituale, Lettera agli Efesini, 6,10)

Gl angeli che appartengono al coro angelico delle Potenze o Potestà vengono collocati da Dionigi l'Areopagita nel suo "De Coelesti Hierarchia", nel Quinto Cielo, sotto i Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni.

Nella Bibbia vengono citati da San Paolo nella lettera ai Colossesi  (1,15) e nella lettera agli Efesini (6,10) viene specifiato il loro compito: quello di combattere contro gli spiriti del male.

Secondo la Cabala, nella Shem ha-Mephorash (che significa il nome esplicito o interpretato di Dio), gli otto angeli delle Potestà (che corrispondono a 8 dei 72 nomi di Dio) sono:

33 - IChV - Jehu-iah
34 - LHCh - Lahab-iah
35 - KVQ - Kevak-iah
36 - MND - Menad-el
37 - ANI - Ani-el
38 - ChOM - Haam-iah
39 - RHO - Reha-el
40 - IIZ - Ieiaz-el

Fonti :

giovedì 18 aprile 2013

Virtù

Virtù - Mosaico del battistero di San Giovanni Battista a Firenze
Gli angeli che appartengono al coro angelico delle Virtù vengono collocati da Dionigi l'Areopagita nel suo "De Coelesti Hierarchia", nel Quarto Cielo, sotto i Serafini, Cherubini, Troni , Dominazioni e Potestà.
Se gli angeli Dominazioni stabiliscono il principio della giustizia e dell'ordine, gli angeli Virtù hanno il compito di farlo rispettare, come se fossero gli esecutori delle sentenze del tribunale divino.

Secondo la Cabala, nella Shem ha-Mephorash (che significa il nome esplicito o interpretato di Dio), gli otto angeli delle Virtù (che corrispondono a 8 dei 72 nomi di Dio) sono:

41 - HHH - Hahah-el
42 - MIK - Mika-el
43 - VVL - Veub-iah
44 - LLH - Ielah-iah
45 - SAL - Sael-iah
46 - ORI - Ari-el
47 - OShL - Asal-iah
48 - MIH - Miha-el

Tra questi, Michele (Mikael), che comunemente conosciuto come arcangelo, trova posto nel Coro delle Virtù.

Fonti :
 - Wikipedia, Gerarchia degli Angeli
 - Angeli Blu, Coro delle Virtù
 - Acheosofica.org, Coro Angelico delle Virtù
 - Wikipedia, Shemhamphorasch

mercoledì 17 aprile 2013

Dominazioni

Dominazioni - Mosaico del battistero di San Giovanni Battista a Firenze

Come è stato detto per gli angeli Troni, anche gli angeli Dominazioni sono citati nella Bibbia - Nuovo Testamento - da Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi e trovano la loro collocazione definitiva nel "De Coelesti Hierarchia" di Dionigi l'Areopagita, nel coro angelico nel Sesto Cielo, sotto i Serafini, Cherubini, Troni.

Sono gli Angeli ai quali Dio affida la forza del Dominare. Essi compongono l'esercito dell'Apocalisse e da loro dipende l'ordine universale e la disciplina ferrea alla quale gli angeli si rivolgono per mantenerlo.

Angelo di Guariento di Arpo, 1357, museo civico di Padova
Rappresentano una gerarchia angelica ancora alta, molto vicina a Dio di cui beneficiano della Sua presenza e ricevono direttamente i Suoi ordini.

Non è detto che assumano sembianze umane - addirittura i Troni, per sorreggere il trono di Dio diventano ruote doppie dagli innumerevoli occhi - ma nell'iconografia medievale vengono talvolta raffigurati con in mano uno scettro e una sfera (1).

Tale raffigurazione la dobbiamo al pittore padovano Guariento di Arpo, che nel Trecento dipinse il celebre ciclo degli Angeli di Guariento, commissionati per la cappella privata della Reggia Carrarese (presso la Loggia dei Carraresi), oggi conservate nel Museo d'arte medievale e moderna di Padova. Vi sono rappresentati i nove cori angelici, nella classica suddivisione in tre gerarchie elaborata da Dionigi l'Areopagita




Gli Ebrei chiamano Hashmallin gli angeli Dominazioni (al singolare : Hashmal) e vengono citati nella visione di Ezechiele a proposito del colore che emanava il trono di Dio :

"Mentre guardavo, ecco venire dal nord un vento di tempesta, una grossa nuvola con un fuoco che si avvolgeva su se stesso; intorno ad esso e dal mezzo di esso emanava un grande splendore come il colore di Hashmal (tradotto come : bronzo incandescente) in mezzo al fuoco."
(Ezechiele, 1,4)

Di seguito i nomi degli angeli Dominazioni (fonte : Angeli Blu) :

25 - NITHAIAH - dono da lui dispensato: Tranquillità
26 - HAAIAH - dono da lui dispensato: Diplomazia, sottigliezza
27 - YERATEL - dono da lui dispensato: Carriera, miglioramento
28 - SEHEIAH - dono da lui dispensato: Longevità felice
29 - REIYEL - dono da lui dispensato: Liberazione
30 - OMAEL - dono da lui dispensato: Moltiplicazione
31 - LECABEL - dono da lui dispensato: Potere decisionale
32 - VASARIAH - dono da lui dispensato: Giustizia clemente

Fonti :
 - Wikipeida, Gerarchia degli Angeli
 - Wikipedia, Dominazioni
 - Wikipedia, Hashmal
 - Wikipedia, Guariento di Arpo

Note :

(1) Sfera e scettro : curioso che la carta IV dei Tarocchi, l'Imperatore, seduto su un trono quadrato, sia raffigurata allo stesso modo, attributi del dominio terreno per l'Imperatore, attributi del domino celeste, per gli angeli Dominazioni.

martedì 16 aprile 2013

Troni

Troni - Mosaico del battistero di San Giovanni Battista a Firenze
"Egli [Cristo] è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. 
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui."
(San Paolo - Lettera ai Colossesi, 1,15)

E forse l'unico riferimento nella Bibbia - Nuovo Testamento - dove si fa riferimento ai Troni, inoltre secondo il "De Coelesti Hierarchia" di Dionigi l'Areopagita, costituiscono il coro angelico nel Settimo Cielo, appena sotto i Serafini e i Cherubini.

Visione di Ezechiele - I Troni (Ophanim) sono in basso a sinistra

Vengono chiamati anche Ophanim in quanto sono identificati con i quattro angeli, dalle sembianze di doppie ruote dagli innumerevoli occhi che sorreggono il trono di Dio (da cui il nome di angeli Troni) e lo portano dove Lui vuole, come nella visione di Ezechiele (vedi post) :

"L'aspetto delle ruote e la loro fattura era come l'aspetto di colore del crisolito; tutte e quattro si somigliavano. Il loro aspetto e la loro fattura era come quella di una ruota in mezzo a un'altra ruota.
Quando si muovevano, andavano verso una delle loro quattro direzioni e, andando, non si voltavano. Quanto ai loro cerchi, erano alti e imponenti; e i cerchi di tutti e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno.
"
(Ezechiele 1,16)

Il loro colore è quindi "colore del crisolito", l'etimologia di crisolito è chrysos=oro e lithos=pietra, nome antico di alcune pietre preziose rilucenti in aureo colore. Oggi il crisolito (minerale fibroso della famiglia dell'amianto) ha un colore verde-giallo.

Di seguito i nomi degli angeli Troni (fonte: Wikipedia e "Angeli Blu")

17 - La’awiyah - dono da lui dispensato: Rivelazione
18 - Kaliy’el - dono da lui dispensato: Giustizia
19 - Lewuwiyah - dono da lui dispensato: Espansione
20 - Pehaliyah - dono da lui dispensato: Redenzione
21 - Nelka’el - dono da lui dispensato: Insegnamento
22 - Yeyay’el - dono da lui dispensato: Fama
23 - Milahe’el - dono da lui dispensato: Guarigione
24 - Hahewuyah - dono da lui dispensato: Protezione


Fonti :
 - Wikipedia,  Gerarchia degli Angeli
 - Wikipedia, Troni
 - Lettera ai Colossesi
 - La visione di Ezechiele
 - Etimo.it , Crisolito
 - Wikipedia, Crisolito

lunedì 15 aprile 2013

Serafini

Per comprendere il ruolo dei Serafini nella gerarchia angelica, riporto forse l'unica testimonianza diretta dei Serafini nella Bibbia - Antico Testamento - nella visione del profeta(1) Isaia (vissuto intorno al VIII secolo a.C.):

Gentile da Fabriano - Pala dell'Adorazione - Uffizi, Firenze
"Nell'anno in cui morì il re Ozia (2), io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio.
Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.
 
Proclamavano l'uno all'altro:
«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo.

E dissi: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».
 
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato"
(Libro di Isaia, capitolo 6, 1-7)

Isaia ha questa visione nel Tempio di Gerusalemme, che segna l'inizio della sua missione pubblica, in un periodo difficile della storia ebraica, infatti la seconda parte del libro parla della missione affidatagli da Dio, un messaggio difficile da diffondere che non verrà accolto dal popolo di Israele e seguirà la conseguente punizione divina.

Ecco quindi come vengono descritti i Serafini, sei ali di cui due per coprirsi la faccia, due per coprirsi i piedi (come segno di profondo rispetto e adorazione.) e due per volare. Il loro compito è santificare in eterno Dio, pronunciando le seguenti parole, preghiera o mantra:

"Kadosh kadosh kadosh Adonai Tseva'ot"

"Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti (ovvero delle gerarchie angeliche (3)) "

"Holy, holy, holy, is the Lord of hosts (=army, but also angels)"

Serafino in greco è seraphim, che significa "ardente" (da saràph, "bruciare"). Infatti nella visione di Isaia, un serafino si avvicina al profeta con un carbone ardente per toccagli le labbra : è il fuoco divino  che toglie le impurità. Sono gli angeli «rossi», caldi, infiammati.

Secondo il "De Coelesti Hierarchia" di Dionigi l'Areopagita, ripreso poi da San Tommaso d'Aquino nella sua "Summa Theologiae", i Serafini si trovano nella prima gerarchia angelica, sopra tutti gli altri angeli e appena sotto Dio.

Paradiso, Dante Alighieri, illustrazione di Gustave Doré
Dante, nel Canto XXVIII del Paradiso, descrive il Nono Cielo o Primo Mobile, il Cielo dei Serafini:

«Da quel punto
depende il cielo e tutta la natura. 

Mira quel cerchio che più li è congiunto;
e sappi che ’l suo muovere è sì tosto
per l’affocato amore ond’ elli è punto
»

E' l'"affocato" amore dei Serafini verso Dio che lo fa muovere così "tosto" e da ciò dipende l'esistenza di tutti i mondi. Spiega Beatrice che:

Dunque costui che tutto quanto rape
l’altro universo seco, corrisponde
al cerchio che più ama e che più sape:


Il Nono Cielo dei Serafini essendo più vicino a Dio, più ama e più sa (più vede) e più sa (più vede) più ama.
Ed infine il Sommo Poeta ascolta canti angelici che sfavillano come ferri incandescenti (qui confermato il fuoco purificatore come attributo dei Serafini) :

E poi che le parole sue restaro,
non altrimenti ferro disfavilla
che bolle, come i cerchi sfavillaro. 

L’incendio suo seguiva ogne scintilla;
ed eran tante, che ’l numero loro
più che ’l doppiar de li scacchi s’inmilla.
Io sentiva osannar di coro in coro
al punto fisso che li tiene a li ubi,
e terrà sempre, ne’ quai sempre fuoro.


Secondo l'angeologia, questi sono i nomi degli Angeli Custodi facenti parte dei Serafini (fonte: "Angeli Blu")

1 - VEHUIAH - dono da lui dispensato: Volontà
2 - JELIEL - dono da lui dispensato: Amore
3 - SITAEL - dono da lui dispensato: Realizzazione
4 - ELEMIAH - dono da lui dispensato: Potere
5 - MAHASIAH - dono da lui dispensato: Chiarificazione
6 - LELAHEL - dono da lui dispensato: Luce
7 - ACHAIAH - dono da lui dispensato: Perseveranza
8 - CAHETEL - dono da lui dispensato: Benevolenza



Approfondimenti importati:

 - Visioni di Serafini da parte di mistici possono essere lette dal sito "Milizia di San Michele" al seguente link.
 - L'inno "Santo Santo Santo Signore degli eserciti" nell'esatta citazione dalla bibbia ebraica è nel sito "Hebrew4christians" al seguente link

Altri approfondimenti:
 - Isaia 6 : Visione e missione
 - Wikipedia, Isaia
 - Yahoo Answers, What is or does the Lord of Host means?
 - Wikipedia, Serafino
 - Wikipedia, De coelesti hierarchia
 - Wikipedia, Paradiso, Canto ventottesimo
 - Serafini di S.Marco e di Haghia Sophia 

Note :
(1) Profeta :  la parola profeta non va intesa nel senso colui che parla prima che qualcosa avvenga (ovvero nel senso moderno del termine), bensì nel senso colui che parla per conto di un altro. Non è quindi solo un preveggente ma un messaggero divino.
(2) Ozia : Re di Giuda (una delle nazioni in cui era diviso l'attuale Stato di Israele) intorno al 740 a.C.
(3) Signore degli eserciti ovvero l'esercito degli angeli, come insegna la Scrittura, nel passo del Vangelo di Mattero, quando uno dei discepoli di Gesù mozza l'orecchio al servo del sommo sacerdote sul monte degli Ulivi, Gesù risponde : «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? » (Vangelo secondo Matteo, 26,52)

martedì 9 aprile 2013

Preghiera all'arcangelo Michele

Preghiera secondo la formula di Papa Leone XIII, che si raccomandò di recitarla al termine della Santa Messa:

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloriosissimo Principe della Milizia Celeste, Arcangelo San Michele, difendeteci in questa ardente battaglia contro tutte le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia.
Venite in soccorso degli uomini creati da Dio a sua immagine e somiglianza e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio.
Combattete oggi le battaglie del Signore con tutta l’armata degli Angeli beati, come già avete combattuto contro il principe dell’orgoglio lucifero ed i suoi angeli apostati; e questi ultimi non potettero trionfare e ormai non v’è più posto per essi nei cieli. Ma è caduto questo grande dragone, questo antico serpente che si chiama lo spirito del mondo, che tende trappole a tutti.
Sì, è caduto sulla terra ed i suoi angeli sono stati respinti con lui.
Ora ecco che, questo antico nemico, questo vecchio omicida, si erge di nuovo con una rinnovata rabbia. Trasfiguratosi in angelo di luce, egli nascostamente invase e circuì la terra con tutta l’orda degli spiriti maligni, per distruggere in essa il nome di Dio e del suo Cristo e per manovrare e rubarvi le anime destinate alla corona della gloria eterna, per trascinarle nell’eterna morte.
Il veleno delle sue perversioni, come un immenso fiume d’immondizia, cola da questo dragone malefico e si trasfonde in uomini di mente e spirito depravato e dal cuore corrotto; egli versa su di loro il suo spirito di menzogna, di empietà e di bestemmia ed invia loro il mortifero alito di lussuria, di tutti i vizi e di tutte le iniquità.
La Chiesa, questa Sposa dell’Agnello Immacolato, è ubriacata da nemici scaltrissimi che la colmano di amarezze e che posano le loro sacrileghe mani su tutte le sue cose più desiderabili. Laddove c’è la sede del beatissimo Pietro posta a cattedra di verità per illuminare i popoli, lì hanno stabilito il trono abominevole della loro empietà, affinché colpendo il pastore, si disperda il gregge.
Pertanto, o mai sconfitto Duce, venite incontro al popolo di Dio contro questa irruzione di perversità spirituali e sconfiggetele. Voi siete venerato dalla Santa Chiesa quale suo custode e patrono ed a Voi il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Pregate, dunque, il Dio della pace a tenere schiacciato satana sotto i nostri piedi, affinché non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e a danneggiare la Chiesa.
Presentate all’Altissimo, con le Vostre, le nostre preghiere, perché scendano presto su di noi le Sue Divine Misericordie e Voi possiate incatenare il dragone, il serpente antico satana ed incatenarlo negli abissi. Solo così non sedurrà più le anime.


In Nomine Patris, et Filii et Spiritus Sancti.
Princeps gloriosissime caelestis militiae, sancte Michael Archangele, defende nos in proelio et colluctatione, quae nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiae, in caelestibus.
Veni in auxilium hominum, quos Deus creavit inexterminabiles, et ad imaginem similitudinis suae fecit, et a tyrannide diaboli emit pretio magno. Proeliare hodie cum beatorum Angelorum exercitu proelia Domini, sicut pugnasti contra ducem superbiae Luciferum, et angelos eius apostaticos: et non valuerunt, neque locus inventus est eorum amplius in coelo. Sed proiectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et satanas, qui seducit universum orbem; et proiectus est in terram, et angeli eius cum illo missi sunt.
En antiquus inimicus et homicida vehementer erectus est. Transfiguratus in angelum lucis, cum tota malignorum spirituum caterva late circuit et invadit terram, ut in ea deleat nomen Dei et Christi eius, animasque ad aeternae gloriae coronam destinatas furetur, mactet ac perdat in sempiternum interitum.
Virus nequitiae suae, tamquam flumen immundissimum, draco maleficus transfundit in homines depravatos mente et corruptos corde; spiritum mendacii, impietatis et blasphemiae; halitumque mortiferum luxuriae, vitiorum omnium et iniquitatum.
Ecclesiam, Agni immaculati sponsam, faverrimi hostes repleverunt amaritudinibus, inebriarunt absinthio; ad omnia desiderabilia eius impias miserunt manus. Ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est, ibi thronum posuerunt abominationis et impietatis suae; ut percusso Pastore, et gregem disperdere valeant.
Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spirituales nequitias, et fac victoriam.
Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas. Deprecare Deum pacis, ut conterat satanam sub pedibus nostris, ne ultra valeat captivos tenere homines, et Ecclesiae nocere.
Offer nostras preces in conspectu Altissimi, ut cito anticipent nos misericordiae Domini, et apprehendas draconem, serpentem antiquum, qui est diabolus et satanas, ac ligatum mittas in abyssum, ut non seducat amplius gentes.

Fonte :

lunedì 8 aprile 2013

Il doppio Albero della Vita (II)

A conferma della tesi del precedente post riguardante l'Albero della Vita, che dal punto di vista della manifestazione (ovvero dal Cosmo, dal nostro mondo) appare capovolto, pur essendo sempre lo stesso per un effetto di riflessione, nelle terzine di Dante,canto XXII del Purgatorio, si parla di un albero capovolto, incontrato durante la salita alla montagna del Purgatorio, nella sesta cornice (quella dei golosi) ad un passo dalla sommità, su cui si trova il Paradiso Terrestre.

Si tratta di un abete carico di soavi frutti, che anzichè formare un triangolo con la punta in alto ("in alto si digrada") è al contrario ("così quello in giuso"), e inoltre una fonte che esce dalla roccia accanto bagna le foglie scorrendo verso l'alto ("si spandeva per le foglie suso").

E' un albero parlante che ammonisce dal cibarsi dei suoi frutti ("di questo cibo avrete caro", dove per caro si intende carestia, ovvero: non ne avrete) - proprio come l'albero della conoscenza - in quanto rappresenta l'albero dei golosi e nel suo discorso cita esempi di temperanza (le nozze di Cana, Daniele alla corte di Nabucodonosor, e la semplicità del cibo - miele e locuste - di Giovanni il Battista).




Ma tosto ruppe le dolci ragioni
un alber che trovammo in mezza strada,
con pomi a odorar soavi e buoni;               

e come abete in alto si digrada
di ramo in ramo, così quello in giuso,
cred'io, perché persona sù non vada.           

Dal lato onde 'l cammin nostro era chiuso,
cadea de l'alta roccia un liquor chiaro
e si spandeva per le foglie suso.              

Li due poeti a l'alber s'appressaro;
e una voce per entro le fronde
gridò: «Di questo cibo avrete caro».           

Poi disse: «Più pensava Maria onde
fosser le nozze orrevoli e intere,
ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde.     

E le Romane antiche, per lor bere,
contente furon d'acqua; e Daniello
dispregiò cibo e acquistò savere.              

Lo secol primo, quant'oro fu bello,
fé savorose con fame le ghiande,
e nettare con sete ogne ruscello.              

Mele e locuste furon le vivande
che nodriro il Batista nel diserto;
per ch'elli è glorioso e tanto grande          

quanto per lo Vangelio v'è aperto».

(Dante, Canto XXII Purgatorio, 132-154)

Fonti :

domenica 7 aprile 2013

Il doppio Albero della Vita

"Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato.
Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.
"
(Genesi, 2,8)

Da sempre mi sono sempre chiesto perchè nel Paradiso Terrestre vi siano due alberi. 
Come sappiamo, narra il libro della Genesi che Adamo ed Eva furono cacciati dal giardino perchè si cibarono del frutto dell'Albero della Conoscenza e conseguentemente lo stesso Dio diede disposizione agli angeli affinchè impedissero agli umani il cibarsi dei frutti di un altro albero, ovvero l'Albero della Vita.

"Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!»"
(Genesi, 3,22)
 
Perchè due alberi, e che significato hanno ? E perchè Dio infierisce così sul genere umano impedendogli subito di cibarsi dei frutti del secondo albero ?!

In realtà la spiegazione è semplice se si considera che in realtà potrebbe trattarsi dello STESSO ALBERO, ma appare diverso a seconda se lo si guarda dal Cielo, ovvero dal suo punto centrale, il Paradiso Terrestre, e in questo caso lo si vede "normale" (con le radici in basso e le fronde in alto), oppure dalla Terra, e in questo caso lo si vede capovolto (con le radici in alto e le fronde in basso) in quanto si trova sotto il piano di riflessione.

Ciò concorda con la tradizione ebraica, in particolare nella Zohar dove si dice chiaramente che l'Albero della Vita, ovvero delle dieci Sepphirot, è un albero capovolto.

Quindi se l'Albero della Conoscenza dirige verso la manifestazione (il Cosmo e la Terra), l'Albero della Vita conduce verso il Principio (ovvero Dio, in Cielo, nel mondo sovra-umano). Questo percorso è ben rappresentato, nel macrocosmo da due correnti uguali ed antagoniste che circondano l'Asse del Mondo, asse di collegamento Cielo-Terra, e nel microcosmo, dalla fisiologia sottile umana, secondo gli indiani, ovvero la spina dorsale (Sushumna) come asse centrale e i due canali, Ida e Pingala, che si arrotolano intorno a Sushumna.

Quindi è chiaro che se gli umani appena cacciati dal Paradiso Terrestre, se si fossero cibati di nuovo dello stesso frutto dell'albero, sarebbero ritornati subito in Paradiso, e le conseguenze dell'allontanamento divino sarebbero quindi stato annullate.

sabato 6 aprile 2013

L'albero dell'illuminazione



Albero dell'illuminazione, o Albero della Bodhi, in sanscrito Ashwattha, che significa "quello che non resta uguali domani" a significare che il fondamento dell'universo è il continuo mutamento.

A small temple beneath the Bodhi tree, Bodh Gaya, c. 1810
Secondo la tradizione buddhista, l'albero dell'illuminazione è quello dove si fermò a meditare Siddharta per una settimana e al termine della quale ricevette l'illuminazione. 
Il discendente di tale albero si trova in uno dei quattro luoghi santi per i buddhisti (gli altri sono : la città di nascita, della prima predicazione e il luogo dell'ascesa al nirvana), a Bodh Gaya, in India, ed è un esemplare della specie Ficus religiosa (o Fico sacro) chiamato anche Bo o Pipal o, come è stato detto Ashwattha.

Tale simbolismo ben si ricollega all'Albero della Vita, e che quindi associa la luce all'albero, e anche, come simbolo assiale, luogo di passaggio (come la Scala di Giacobbe) tra diversi mondi, tra il Cielo e la Terra.


Approfondimenti :
 - Wikipedia, Albero della Bodhi

martedì 2 aprile 2013

L'Uomo primordiale, Purusha

Così recita il Rigveda - uno dei più antichi testi dei Veda - nel capitolo X-90, chiamato "Purusha Suktam", a proposito dell'Uomo Cosmico o primordiale, Purusha, colui che dal suo auto-sacrificio (inteso etimologicamente significa "rendere sacro") è stato emanato il mondo manifesto - che costituisce solo un quarto del Creato - e il mondo immanifesto, ovvero invisibile, che ne costituisce la gran parte, tre quarti del Creato:

Author : Alex Grey
"Mille teste ha Purusha, mille occhi e mille piedi. 
Si estende sulla Terra in tutti i luoghi e oltre, per una lunghezza di dieci dita.
Il Purusha è tutto ciò che è stato e tutto ciò che verrà. 
Egli è signore dell’immortalità, e cresce al di là del nutrimento.
Così possente è la sua grandezza , e ancora di più lo è, Purusha. Tutte le creature sono solo un quarto di lui, e i restanti tre quarti sono gli immortali che abitano i cieli.
Tre quarti di
Purusha sono saliti in cielo; e un quarto di Lui rimane ancora qui. 

Dunque, poiché si estende in tutti i luoghi, sia esseri che hanno bisogno di cibo, sia esseri che non hanno bisogno di cibo (mortali e immortali).
Da lui nacque Viraj (la "Splendente", "acque cosmiche", "principio materno"), e da Viraj nacque ancora un Purusha. Appena nacque Egli si diffuse in tutte le direzioni della terra.
Quando gli Dei prepararono il sacrificio offrendo Purusha, il Suo olio fu la primavera, il sacro dono l'autunno, il legno l'estate .

Dall’offerta del sacrificio universale, raccolsero il grasso colato, e da esso furono creati gli uccelli dell’aria, le belve della foresta e i gli animali domestici.
Dall’offerta del sacrificio universale vennero i versi del Rg Veda e le melodie del Sama Veda, la poesia e la magia, e le formule sacrificali dello Yajur Veda.
Da questo sacrificio nacquero i cavalli e gli esseri che hanno denti allineati e quelli che hanno file di denti diseguali, nacquero i bovini, nacquero le pecore e nacquero così le capre.

 
Vastu Purusha mandala
Ma quando divisero Purusha, in quante parti lo divisero ? Come chiamarono la sua bocca, le sue mani ? Come chiamarono le sue gambe e i suoi piedi ?
I bramini furono la sua bocca, i re e guerrieri
(Rajanya) le sue braccia, le gambe diventarono i mercanti e i contadini (Vaisya) e i suoi piedi furono i servitori e i braccianti (Sudra).
La Luna fu generata dalla sua mente e dal suo occhio nacque il Sole, dalla sua bocca nacquero Indra e Agni, e dal suo respiro emerse Vayu, il vento. Dal suo ombelico emanò l'aria, e dalla testa il cielo, dai suoi piedi venne la Terra, e le direzioni dello spazio dai suoi orecchi. 

Così il mondo fu creato.
 

Quando gli Dei offrirono il sacrificio, legarono  Purusha come loro vittima, utilizzarono sette barriere di rami di legno e ventuno strati di legna da bruciare.
Gli Dei, sacrificando, sacrificarono la loro vittima, queste furono i primi sacri riti.
Il Potente ottenne l'altezza del paradiso, dove risiedono i Sidhyas, Dei dell'antichità.



"A THOUSAND heads hath Purusa, a thousand eyes, a thousand feet.
On every side pervading earth he fills a space ten fingers wide.
This Purusa is all that yet hath been and all that is to be;
The Lord of Immortality which waxes greater still by food.
So mighty is his greatness; yea, greater than this is Purusa.
All creatures are one-fourth of him, three-fourths eternal life in heaven.
With three-fourths Purusa went up: onefourth of him again was here.
Thence he strode out to every side over what eats not and what eats.
From him Viraj was born; again Purusa from Viraj was born.
As soon as he was born he spread eastward and westward over the earth.
When Gods prepared the sacrifice with Purusa as their offering,
Its oil was spring, the holy gift was autumn; summer was the wood.
They balmed as victim on the grass Purusa born in earliest time.
With him the Deities and all Sadhyas and Rsis sacrificed.
From that great general sacrifice the dripping fat was gathered up.
He formed the creatures of-the air, and animals both wild and tame.
From that great general sacrifice Rcas and Sama-hymns were born:
Therefrom were spells and charms produced; the Yajus had its birth from it.
From it were horses born, from it all cattle with two rows of teeth:
From it were generated kine, from it the goats and sheep were born.
When they divided Purusa how many portions did they make?
What do they call his mouth, his arms? What do they call his thighs and feet?
The Brahman was his mouth, of both his arms was the Rajanya made.
His thighs became the Vaisya, from his feet the Sudra was produced.
The Moon was gendered from his mind, and from his eye the Sun had birth;
Indra and Agni from his mouth were born, and Vayu from his breath.
Forth from his navel came mid-air the sky was fashioned from his head
Earth from his feet, and from his ear the regions. Thus they formed the worlds.
Seven fencing-sticks had he, thrice seven layers of fuel were prepared,
When the Gods, offering sacrifice, bound, as their victim, Purusa.
Gods, sacrificing, sacrificed the victim these were the earliest holy ordinances.
The Mighty Ones attained the height of heaven, there where the Sidhyas, Gods of old, are dwelling."

(Wikisource, The Rig Veda/Mandala 10/Hymn 90)

Approfondimenti :
 - Wikipedia, Purusha
 - http://www.visionaire.org, Inni Vedici, Purusha Sukta

lunedì 1 aprile 2013

Il Graal e il Terzo Occhio

René Guénon nel libro "Simboli della Scienza Sacra" propone un'interessante analogia tra il Graal e il Terzo Occhio. E' noto infatti che il Graal, comunemente inteso come "coppa", possa essere stato in origine una pietra, lavorata successivamente dagli angeli a forma di coppa.
Narra infatti la leggenda che durante la guerra tra gli angeli, una pietra preziosa cadde dalla fronte di Lucifero, venne raccolta dagli angeli e fu riportata nel Paradiso Terrestre.
La fronte, ovvero la sede del Terzo Occhio.
Quindi, sia che si tratti del Graal-pietra, sia del Terzo Occhio, esso costituisce quindi il tramite per recuperare la divinità perduta, quella persa dall'angelo ribelle, e quella recuperata dai discendenti di Adamo, per tramite di Set, il terzo figlio di Adamo, che ritornò temporaneamente nel Paradiso Terrestre per prendere la pietra.

Vorrei anche aggiungere che c'è una conferma in questa analogia : il Graal-coppa è un recipente, il cui simbolo è un triangolo rovesciato (simbolo anche dell'acqua che ne è il contenuto).
Ma il triangolo rovesciato è presente al centro del simbolo dell'Anja, il terzo occhio, coincidenza ? Credo di no..