martedì 22 dicembre 2015

Kalpa, un giorno e una notte di Brahma


Brahma, il Creatore del Mondo secondo la religione Induista, crea e distrugge gli universi seguendo il ciclo di veglia e di sonno. Quando Brahma si sveglia, un nuovo universo si crea, e dura il tempo della veglia, e alla sera, al suo addormentarsi l'universo scompare, riassorbito nel sonno del dio. Quindi, al mattino, al suo risveglio, un nuovo universo viene creato.

Così si completa un ciclo di due kalpa, uno di veglia, in cui l'universo esiste, e uno di sonno, in cui non esiste nessun universo. Questa emanazione e contrazione ciclica dell'universo ha una forte analogia con il modello cosmologico dell'universo, oggi universalmente accettato, noto comunemente come teoria del Big Bang
Ma non è sono una analogia formale, ma, come vedremo ora, anche di numeri!

Secondo i testi sacri indiani, Brahma vive 100 anni (anni di Brahma ovviamente, non anni umani) e viene chiamato mahakalpa ("grande kalpa"), dopodichè il dio muore e rinasce.
Nella vita di Brahma ci sono 360 giorni (e non 365 come sappiamo, in quanto vengono considerati 12 mesi di 30 giorni ciascuno) e per ogni giorno 2 kalpa (il dì e la notte), quindi Brahma vive per:

360 x 2 x 100 = 72.000 kalpa

Dato che un kalpa equivale a 1.000 mahayuga, e ciascun mahayuga corrisponde a 12.000 anni di un essere celeste (ottenuti dalla somma della durata dei 4 yuga che compongono un mahayuga ovvero 4800 + 3600 + 2400 + 1200), avremo una durata della vita di Brahma pari a:

72.000 x 1000 x 12.000 = 864.000.000.000 anni di un essere celeste

Per tradurlo in anni terrestri, sempre dai testi indiani sappiano che 1:360 è il rapporto tra un anno degli esseri celesti e gli anni degli esseri umani (1 anno di un essere celeste corrisponde a 360 anni di un essere umano sulla Terra), come del resto 360 è la suddivisione in gradi di un cerchio.
Avremo quindi :

864.000.000.000 x 360 = 311.040.000.000.000 anni terrestri

Recenti misurazioni (dal satellite Plank) stimano l'età dell'universo (ovvero il tempo passato dall'inizio del Big Bang ad oggi) pari a 13,82 miliardi di anni. Se la durata dell'universo è 1 kalpa (un giorno di Brahma), sarà equivalente a :

1000 x 12.000 x 360 = 4.320.000.000 anni terrestri = 4.32 miliardi di anni, 

che non è proprio l'età dell'universo quanto l'età della Terra, stimata a 4,37 miliardi di anni : una differenza davvero minima!



Fonti:

lunedì 21 dicembre 2015

Mandala delle religioni

Il "Mandala Cosmico" di Padre Anthony Elenjimittam:



Semplicemente, tutte le religioni, quelle d'Amore, formano un grande mandala o fiore, ogni petalo evidenza una verità importante, ma solo tutte assieme rappresentano la pienezza dello Spirito.
Come diceva padre Anthony, non bisogna cercare di conciliare le varie religioni o fare un'unico sincretismo ma , semplicemente, porsi su di un piano superiore dove si può vedere (come in questo mandala) l'unica ORIGINE e DESTINAZIONE comune di tutte, che è lo Spirito.

mercoledì 16 dicembre 2015

Tempio del Sole a Roma

San Silvestro in Capite, una delle tante chiese di Roma, sita in piazza San Silvestro nei rioni Trevi e Colonna, è testimone di un evento importante per la cristianità : l'origine della data del Natale.

Denominata "in Capite" perché nel XII secolo il Papa Innocenzo II vi trasferisce una reliquia importante : la testa di Giovanni il Battista, probabilmente la più attendibile tra le varie teste del Battista diffuse nella cristianità. 

Al di la della facciata barocca, frutto di un rifacimento del '700, vi è nascosta la sua origine : una chiesa dell'VIII secolo, edificata da Papa Stefano II (quello che ricevette da Pipino il Breve, primo dei Carolingi, la famosa donazione dello Stato della Chiesa) o dal successore Paolo I, sorta sulle rovine di un tempio pagano.

Questo tempio pagano era di una certa importanza a Roma, si trattava del Tempio del Sole, fondato dall'imperatore Aureliano nel 274 d.C.

Herbert Schmalz
 L'ultimo sguardo della regina Zenobia
su Palmira durante l'assedio romano
La storia narra che 272 l'imperatore Aureliano sconfigge la regina Zenobia di Palmira (città oggi in Siria), ribellatasi alla dominazione romana. La vittoria è ottenuta grazie alla città alleata di Emesa la cui popolazione adorava una divinità solare, e tale vittoria fu annunciata in un sogno dell'imperatore dal dio Sole di Emesa.
Come ringraziamento, Aureliano volle portare a Roma il culto di questo dio solare, edificando un grande tempio sulle pendici del Quirinale, il Tempio del Sole, portando con se alcuni sacerdoti, che presero il nome di pontifices solis invicti (ovvero sacerdoti del Sole invincibile, in quanto il dio Sole gli favorì la vittoria).

Similmente, la visione analoga di una divinità che preannuncia la vittoria in battaglia, si presentò meno di secolo più tardi anche all'imperatore Costantino prima della battaglia con Massenzio, ma questa volta fu Dio a presentarsi in sogno, e conseguenza fu l'Editto di Milano che diede la libertà di religione in tutto l'impero.

Ecco quindi nascere a Roma, per volontà di un imperatore, il culto della divinità solare chiamata Sol Invictus.  E come giorno di festa, fu scelto il 25 dicembre, una data che veniva dopo la celebrazione dei Saturnali, che duravano dal 17 al 23 dicembre.
Tale giorno fu chiamato giorno del Dies Natalis Solis Invicti, ovvero Giorno di nascita del Sole Invitto (= Invincibile).

Fonti:
 - Wikipedia, Sol Invictus
 - Wikipedia, Chiesa di San Silvestro in Capite
 - Wikipedia, Tempio del Sole (Roma)
 - Romanoimpero.com, Tempio del Sole sul Quirinale

25 dicembre, festa del Sole


Molto prima dell'era cristiana, il 25 dicembre (e comunque qualche giorno seguente al solstizio di inverno) era considerata una data sacra. Perché ?
Cos'è un solstizio e cosa succede nei giorni successivi ad un giorno di solstizio ?

Solstizio deriva dal latino sostitium ovvero sol, Sole, e sistere, fermarsi. Quindi durante il solstizio, il Sole si "ferma". Perché ? Ciò riguarda solo il moto apparente del Sole, ovvero il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima (solstizio d'Estate) o minima (solstizio d'Inverno), e questo fenomeno è dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica (piano su cui orbita la Terra intorno al Sole)

Al mezzogiorno locale del giorno del solstizio il sole raggiunge la minima oppure la massima altezza sull’orizzonte possibile per quella latitudine, a seconda che si parli rispettivamente di solstizio d’inverno oppure d'estate. Nel tardo impero romano, proprio riferendosi al solstizio d’inverno, si parlava di Sol Invictus (Sole invitto) per celebrare il giorno in cui il Sole smetteva di calare sull’orizzonte. (Wikipedia)

L'osservazione che il Sole a mezzogiorno abbia smesso di calare sull'orizzonte e ricominci a risalire il giorno successivo, lo si può apprezzare a occhio umano solo dopo qualche giorno (gli antichi non avevano i nostri moderni mezzi elettronici di calcolo del tempo). Ecco perché è il 25 e non il giorno 22 o 23, giorno del solstizio astronomico : si può apprezzare l'avvenuto cambiamento solo qualche giorno dopo!
Il fatto non era scontato per gli antichi : il rinnovarsi delle stagioni e dei cicli naturali, attraverso i giorni di passaggio, non erano mai dati per scontati (ovvero che avvenissero in automatico, meccanicamente, come pensiamo oggi, uomini moderni) quindi andavano celebrati e festeggiati.
Quindi il sole usciva vincitore (invictus, come dicevano gli antichi Romani), dopo la fase calante (quindi morente) gli succedeva la fase crescente (quindi nascente). 

Il giorno 25 dicembre si aveva quindi la conferma che il Sole era nato di nuovo!
Ed ecco perché la nascita di Gesù il Cristo è convenzionalmente stata fissata al 25 dicembre, il Natale (che vuol dire nascita), essendo la nascita del Sole spirituale che illumina le coscienze degli uomini.


Fonti:
 - Wikipedia, Solstizio
 - Wikipedia, Sol Invictus

giovedì 3 dicembre 2015

Nephilim

"Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio (benei Elohim) videro che le figlie degli uomini (bnot haAdam) erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 
Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».
C'erano sulla terra i giganti (Nephilim) a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi (Gibborim).

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male.
E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti».
Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
"
(Genesi 6,1)


Da sempre si è discusso su questo passo della Genesi che pone dubbi non completamente risolti. Provo a riassumerli:

1) Chi sono i "figli di Dio" (in ebraico benei Elohim, letteralmente : figli degli dei)
2) Chi sono le "figlie degli uomini"
3) Chi sono i "giganti" (Nephilim)
4) Chi sono gli eroi o uomini famosi (Gibborim) 

E le domande sono:

1) I giganti sono nati dall'unione dei figli di Dio con le figlie degli uomini oppure no ?
2) Sono stati i nephilim a portare l'iniquità e quindi determinare il castigo noto come "diluvio universale", o l'iniquità è solo degli uomini
3) Noè è discendente di Set (la parte "buona" della discendenza di Adamo) o è un nephilim ?

Come prima osservazione, bisogna intendersi sulla traduzione della parola dal testo originario aramaico: secondo la traduzione ebraica, nephilim deriva dal verbo naphal che significa cadere, invece secondo la traduzione greca nephilim deriva dall'originale aramaico, naphil, giganti.

E' chiaro che se traduciamo nephilim come "caduti", e se intendiamo come figli di Dio gli angeli, viene spontanea la traduzione di "figli di Dio" come "angeli caduti". Ciò spiegherebbe il passo successivo della Genesi : questa unione sarebbe vista da Dio negativamente (in quanto gli angeli peccarono del desiderio della carne) tanto da indurlo a provocare il diluvio universale per correggere questa contaminazione.

Annibale Caracci,
Polifemo e Galatea,
Galleria Farnese, Roma
La tesi che i nephilim fossero dei giganti (di nome e di fatto) è avvalorata da un secondo passo della Bibbia, ovvero nel Libro dei Numeri (il quarto libro della Bibbia), a proposito degli emissari di Israele nella terra dei Cananei, che riferirono quanto segue:

"Screditarono presso gli Israeliti il paese che avevano esplorato, dicendo: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo notata è gente di alta statura; vi abbiamo visto i giganti (=nefilim), figli di Anak, della razza dei giganti (=nefilim), di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro». "
(Numeri, 13, 32-33)

Ai greci sembrò naturale tradurlo in gigantes in quanto, secondo la mitologia greca, i giganti (più precisamente, i Giganti Centimani o Ecatonchiri, dalle cento mani) erano i figli di Urano (il Cielo) e di Gaia (la Terra), nati dalla pioggia di Urano scesa su Gaia, e quindi ancora un'unione tra un essere celeste ed uno terrestre.
Inoltre, secondo un articolo di Mauro Biglino, il termine "nephil" in aramaico è il nome della costellazione di Orione, che, sempre secondo la mitologia greca, è un gigante.

Azazel, demone caprino,
da Collin de Plancy
(Dictionnaire Infernal, Parigi, 1825)
Altra conferma dell'associazione nephilim-giganti ci perviene dal Libro di Enoch, libro scritto in aramaico, presente già nel primo secolo a.C. , che non fa parte dei libri canonici dell'ebraismo (ma è tuttavia incluso nella Bibbia Copta), presumibilmente perché non scritto in ebraico.
E' suddiviso a sua volta in 5 libri (in analogia al Pentateuco ebraico) : Libro dei Vigilanti, Libro delle Parabole, Libro dell'Astronomia, Libro dei Sogni,  Lettera di Enoch.
A noi interessa il primo libro, Libro dei Vigilanti, che ha molte somiglianze con il passo della Genesi sopra esposto, anzi, con maggior dettaglio descrive quali furono i 200 angeli vigilanti ribelli (tra cui Azazel) che, dal monte Hermon (in Palestina), scesero sulla Terra e presero mogli tra gli umani, e  che generarono giganti alti 135 metri (ovvero alti quanto il grattacielo Pirelli a Milano!).
I giganti e i vigilanti decaduti portarono corruzione tra gli uomini, Azazel insegnò la metallurgia agli uomini (e quindi a creare armi) e alle donne la cosmesi (e quindi la vanità). A questo punto Dio inviò i suoi quattro angeli Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele a ripristinare l'ordine, imprigionando i ribelli nel Tartaro, e (avvisando in anticipo Noè) fece scendere il diluvio universale.

Per quanto riguarda il punto di vista del Cristianesimo, Agostino d'Ippona nella sua opera, Città di Dio, rifiuta l'idea che i figli di Dio fossero angeli ma piuttosto i discendenti di Set, il terzo figlio di Adamo ed Eva, nato dopo la morte di Abele. Di conseguenza le figlie degli uomini dovevano essere discendenti di Caino.
La tesi è avvalorata dal Vangelo di Matteo nel quale si afferma che gli angeli non si sposano, ovvero "alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo"  (Matteo 22:30).

Esiste una terza traduzione di nephilim, che deriva dall'ebraico nephel, che significa "aborto". Il senso del brano della Genesi in questo caso cambia in maniera significativo :

"C'erano sulla terra aborti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi (Gibborim)."

Quindi quando nasceva un bambino, sopravvissuto all'aborto, diventava un eroe, un uomo famoso ovvero un Gibborim, si pensi ad esempio a Mosè, sopravvissuto all'uccisione dei figli maschi da parte del Faraone d'Egitto. Quindi i nephilim non sono gibborim e non sono causa dell'iniquità dell'uomo che ha determinato il diluvio universale.

Fonti :
 - Wikipedia, Nefilim
 - forumbiblico.forumfree.it
 - Mauro Biglino, Il terzo incomodo
 - Biblioteca Online Watchtower, Nefilim
 - Edizioni XII, Anunnaki 9: Nefilim, giganti e angeli caduti
 - Wikipedia, Ecatonchiri
 - Wikipedia, Libro di Enoch

martedì 1 dicembre 2015

Magnificat Anima Mea Dominum

Madonna del Magnificat,
Sandro Botticelli, Galleria degli Uffizi (Firenze)
Secondo il Vangelo di Luca, Maria, dopo che l'Angelo del Signore le aveva annunciato la prossima maternità, si reca in visita ad Elisabetta, sua cugina, e le recita un cantico, chiamato anche cantico di Maria dove viene lodata l'opera di Dio che ha inviato Cristo il Salvatore.

Versione latina:

Magnificat anima mea Dominum,
et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo
quia respexit humilitatem ancillae suae, ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes
quia fecit mihi magna, qui potens est: et Sanctum nomen eius
et misericordia eius a progenie in progenies timentibus eum.
Fecit potentiam in brachio suo, dispersit superbos mente cordis sui,
deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles;
esurientes implevit bonis, et divites dimisit inanes.
Suscepit Israel, puerum suum, recordatus misericordiae suae,
sicut locutus est ad patres nostros, Abraham et semini eius in saecula.
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto
sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum.
Amen.

Traduzione a cura della comunità monastica di Bose (rispetto alla traduzione letterale, fa uso del verbo presente al posto del passato):

L'anima mia magnifica il Signore
il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Poiché ha guardato l'umiltà della sua serva
tutte le generazioni ormai mi chiameranno «Beata».

Il Potente ha fatto in me cose grandi
sì, il suo nome è santo.

Il suo amore di generazione in generazione
ricopre coloro che lo temono.

Interviene con la forza del suo braccio
disperde i superbi nei pensieri del loro cuore.

Abbatte i potenti dai troni
innalza gli umili.

Ricolma di beni gli affamati
rimanda i ricchi a mani vuote.

Sostiene Israele suo servo
ricordandosi del suo amore.

Come aveva promesso ai nostri padri
ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

E' uno dei cantici sacri più musicati, dal canto gregoriano alla musica sinfonica di Johann Sebastian Bach, Claudio Monteverdi, Antonio Vivaldi e molti altri.



Approfondimenti:

Medaglia della Madonna

Ecco la "medaglia miracolosa", data dalla Madonna il 27 dicembre 1830 durante l'apparizione a santa Caterina Labouré, a Parigi, in rue du Bac 140 :


Si riconoscono nel lato anteriore :
- Maria che schiaccia il serpente
- I raggi che escono dalle sue mani
- La data : 1830
- La preghiera : O Marie, conçue sans péché, priez pour nous qui avons recours à vous (o Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi)

Nel lato posteriore:
- Le dodici stelle
- La lettera M di Maria
- La lettera I di Iesus
- La croce che sormonta la M e la I
- Il cuore coronato di spine : il Sacro Cuore di Gesù
- Il cuore trafitto dalla spada : il cuore della Madonna


Approfondimenti:
 - Wikipedia, Medaglia Miracolosa
 - Profezie per il Terzo Millennio, Rue du Bac: le apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labouré

Dicembre e l'Immacolata Concezione

Antonio Cortina Farinós,,
L'Immacolata concezione, 1876
Dicembre, il mese della luce, non quella del mondo fisico - e infatti il 21 dicembre, giorno del solstizio d'inverno, è il giorno più corto dell'anno -  ma della luce spirituale.

In questo mese ricorrono l'8 dicembre, giorno dedicato alla Madonna (nel suo titolo di Immacolata Concezione), il 13 dicembre, giorno di santa Lucia (protettrice degli occhi, quindi la vista e quindi la luce necessaria per poter vedere) e quindi il 25 dicembre, la nascita del Cristo-Gesù, la luce del mondo ("Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita", Giovanni 8,12).

L'8 dicembre non ha (a mia conoscenza) collegamenti con preesistenti feste pagane. E' una data dell'anno 1854, data di pubblicazione della bolla papale di Pio IX (Ineffabilis Deus) nella quale si pone fine ad una questione dibattuta fin dal Medioevo, ovvero se Maria nacque già senza il peccato originale o le fu tolto prima dell'incarnazione di Gesù il Cristo. Pareva evidente a tutti che una divinità non potesse incarnarsi in una donna con il peccato originale (che tutti normalmente hanno in dote alla nascita). 
Soprattutto nel Medioevo, tra gli esponenti della filosofia Scolastica, era acceso questo dibattito, da principio a favore dell'ipotesi di "redenzione anticipata" (sostenuta dai grandi padri della Chiesa : Anselmo d'Aosta, Bernardo di Chiaravalle, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino, Bonaventura) e successivamente a favore dell'ipotesi di "redenzione preventiva o preservativa" (principalmente sostenuta da Duns Scoto, poi detto il dottore dell'Immacolata).
Nel primo caso (redenzione anticipata) Maria, pur essendo nata da Anna e Gioacchino col peccato originale, gli viene d'ufficio anticipata la redenzione, compito che spetterà al Cristo dopo la sua venuta in questo mondo. Nel secondo caso (redenzione preventiva) Maria al concepimento già nasce senza peccato originale (immacolata durante il concepimento). 
Quest'ultima tesi sarà quella sancita dal dogma papale, ma solo come abbiamo detto nel 1854. Ecco le parole conclusive dell'enciclica: 

"dichiariamo, affermiamo e definiamo la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli."

A sostegno dell'Immacolata concezione, due apparizioni mariane, la prima del 1830 a Rue du Bac a Parigi, dove la Madonna ispirò a Catherine Labouré la Medaglia Miracolosa  con la seguente frase:

"O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

La seconda apparizione mariana legata all'Immacolata concezione è quella di Lourdes, 1858, durante la quale la veggente Bernadette Soubirous udì la Madonna presentarsi con le seguenti parole (in occitano):

"Que soy era Immaculada Councepciou

ovvero:

"Io sono l'Immacolata Concezione"


Fonti: