lunedì 7 giugno 2010

Tomoe

Il Tomoe è un simbolo shintoista che presenta un'analogia con il più famoso simbolo taoista.
Come nel Tao cinese, esistono due energie o principi, uno femminile e uno maschile, chiamati nel taoismo Yin e Yang e nello shintoismo rispettivamente In (femminile) e Yo (maschile).

Interessante è la presenza di un terzo simbolo spiriforme, chiamato dai cinesi Yuan e dai giapponesi Musubi, che si spiega con la concezione shintoista del mondo ovvero panteistica ovvero "Tutto è Dio" e "Dio è il Tutto". In questa concezione tutto e solo l'universo è manifestazione divina, quindi questa terza componente, che è generata dalle prime due, rappresenta l'universo in tutte le sue manifestazioni, e quindi il terzo principio è la manifestazione dell'energia cosmica, ovvero una componente "energetica-materiale".

Verrebbe da chiedersi se questa trinità shintoista abbia qualche analogia con la Trinità del cristianesimo: sicuramente nascono in due contesti completamente diversi, occidente ed estremo oriente, e non c'è uguaglianza tra i termini Padre, Figlio e Spirito Santo con In Yo e Yuan. Tuttavia, visti come unità e non separati in tre componenti, confluiscono necessariamente nella stessa Verità.

Per approfondimenti:
Wikipedia - Trinità Scintoista
Satorws - Tomoe

venerdì 4 giugno 2010

La coppia divina, Izanagi e Izanami

Narra il Kojiki (le Memorie dell'Antichità) della tradizione shintoista che il mondo fu creato dalla coppia divina, Izanagi (che significa "colui che invita") e Izanami (che significa "colei che invita"), ovvero il primo uomo e la prima donna.
Essi sono quindi i progenitori di tutti i kami (le divinità shinto).

In origine sulla Terra esisteva solo un vasto oceano, poi per far emergere la terraferma i due kami presero una lancia (vedi immagine a lato) con cui mescolarono il fangoso fondo oceanico e la trassero fuori: dal fango colato dalla lancia nacque la prima isola seguita da altre otto, che compongono l'attuale arcipelago del Giappone.

La coppia divina decise quindi di lasciare il regno del Cielo e di trasferirsi sulla Terra. Fu così che nacquero i primi quattro figli: il dio del mare O-Wata-Tsu-Mi, il dio delle montagne, O-Yama-Tsu-Mi, il dio degli alberi, Kuku-no-chi e il dio del vento, Shina-Tsu-Hiko.
Il quinto figlio, il dio del fuoco Kagu-tsuchi ustionò la madre nelle parti genitali a tal punto che morì. Il padre Izanagi, colmo d'ira, decapitò il dio del fuoco e si diresse nel mondo degli inferi per riportare sulla Terra la sorella-moglie.
Dato che Izanami aveva già mangiato il cibo degli inferi si era resa impura. Izanagi avrebbe potuta salvarla se nel viaggio di ritorno non l'avessa mai guardata, ma l'impazienza di vederla (e la vide davvero orrenda) lo tradì, così che lei lo scacciò dagli inferi e, tramutata definitivamente in demone, divenne quindi la regina.

Tornato sulla Terra, Izanagi si soffiò così forte il naso, purificandosi dalle impurità, che generò il dio delle tempeste Susanoo. Infine dal suo occhio destro nacque il dio della Luna, Tsukuyomi, e dal suo occhio sinistro la dea del Sole, Amaterasu.

Per approfondimenti:
Wikipedia - Izanagi
AikidoWeb.it - Izanagi agli Inferi

Otto milioni di kami

E' a mio parere molto bella l'immagine qui sopra, mostra la dea Amaterasu, la dea del Sole (chissà perchè in Giappone il sole è femminile..) che, come narra la leggenda qui riportata, è uscita dalla caverna in cui si era nascosta per evitare il dispettoso fratello. E' il momento tanto atteso dagli uomini e da tutti gli altri kami (ovvero divinità) che pone fine alla lunga eclisse sulla Terra causata dalla sua assenza.

E' tuttavia improprio tradurre kami come dei o divinità, o quanto meno è riduttivo. Kami è una parola a mio avviso bellissima (che trova maggiore corrispondenza con i Deva della religione induista) che identifica l'aspetto spirituale di ogni cosa che esiste in natura.
Kami è quindi lo spirito che vive nella cosa animata così come in quella inanimata: le piante come le pietre, le montagne, i fiumi, i mari, i boschi, i ruscelli, le nuvole, il cielo. Anche le forze della natura, il vento, la pioggia, le tempeste, i fulmini sono kami.
Curioso che, dato che anche l'essere umano fa parte della natura, non ci si riferisce all'uomo come kami, anche se lo è: questo perchè nella loro cultura kami è anche un'onorificenza per anime nobili e sacre, mentre per se stessi non si attribuisce mai nessuna onorificenza, per rispetto.
Kami sono anche gli dei come gli intendiamo noi occidentali, dai tempi dei greci e dei romani. Il pantheon shintoista comprende:
Izanagi, il primo uomo
Izanami, la prima donna
Amaterasu, la dea del Sole
Susanoo, dio dei mari e delle tempeste
Inari, dio del riso
Shinigami, dio della morte
Tsukuyomi, dio della luna

Il significato di Kami non si limita semplicemente alla natura e alle divinità ma comprende anche aspetti culturali del giappone e può venire esteso ai grandi uomini (ora deceduti) del Giappone.
Distinguiamo perciò tre grandi categorie di Kami:
  1. Kami Naturali (celesti e terrestri)

  2. Kami Culturali (comunitari e funzionali)

  3. Kami Umani (detti Hitogami)
I kami comunitari proteggono un determinato clan, mentre quelli funzionali si occupano dei processi della vita umana, come la crescita, le professioni e l’economia. I Kami umani invece stanno all’interno di personaggi storici riconosciuti come eroi o patrioti.
Così come lo shintoismo ha le sue lontane radici nell'animismo, esistono kami che rappresentano lo spirito degli antenati, sia delle famiglie comuni, sia della nobiltà.
Anche gli imperatori del Giappone erano akitsumikami (kami terreno, manifesto) fino al 1946, data in cui, in seguito alla umiliante sconfitta militare della seconda guerra mondiale, l'imperatore Hirohito dichiarò alla nazione per radio di non esserlo. Comunque, tutti gli imperatori fanno risalire la discendenza della loro famiglia dal primo imperatore Jimmu (660 a.C.) il quale a sua volta discende dalla dea Amaterasu.
Infine, quanti sono i kami ?
Infiniti si direbbe, tanti quante sono le manifestazioni della natura e quelle umane. Gli shintoisti forniscono un numero : Yaoyorozu-no-kami ovvero 8 milioni di kami: non a caso il numero 8 è universalmente conosciuto per indicare un'infinità. Se lo si ruota di 90 gradi, diventa il simbolo matematico per l'infinito, 8 come i trigrammi Bagua cinesi, l'ottuplice sentiero buddhista, 8 giorni per la trasfigurazione di Cristo.
 

Per approfondimenti:
 Wikipedia, Kami
Giappone-Italia.com, Folklore, i Kami