venerdì 24 marzo 2017

Le Tre Attenzioni

"Ciò che noi crediamo essere unico ed assoluto, è solo uno in un insieme di mondi consecutivi, posizionati come gli strati di una cipolla. Egli affermò che anche se noi fossimo stati energeticamente condizionati a percepire solamente il nostro mondo, avremmo avuto ancora la capacità di entrare in quegli altri regni, che sono reali, unici , assoluti ed ingolfati come lo è il nostro mondo."
Carlos Castaneda, l'Arte di Sognare

Per entrare in questi mondi, Carlos Castaneda ci insegna a sviluppare le Tre Arti del Cammino del Guerriero, che corrispondono alle Tre Attenzioni:

1. L'arte dell'agguato - la prima attenzione
2. L'arte del sognare (o in-sognare) - la seconda attenzione
3. L'arte dell'intento - la terza attenzione

Delle tre, solo due vengono spiegate, la terza non è stata sviluppata.

L'arte dell'agguato vuol dire due cose:

1. Muovere il "Punto d'Unione" : la manovra dell'agguato è qualsiasi cosa che dia uno "strattone" al "Punto d'Unione", muovendolo cioè dal suo sito, dalla sua posizione abituale in cui si trovasse "sedimentato"
2. Attuare la "Follia controllata" ovvero riuscire a separarsi dal mondo, restando in esso, continuando a viverci (equivale all'insegnamento di Gesù il Cristo di "essere nel mondo ma non del mondo").

Il Punto d'Unione ("Assemblage Point") è il centro dell'uovo energetico che circonda il corpo fisico (ovvero i corpi energetici o sottili : astrale, mentale, causale) ed è il responsabile delle nostre percezioni. L'equivalente nella fisiologia sottile è lo sviluppo (apertura) dei chakra superiori.
E' chiaro che se muoviamo questo punto, cambiamo anche l'ampiezza delle nostre percezioni e quindi della nostra realtà. Succede tuttavia che, mentre da giovani il punto di unione è fluido, quindi può scorrere, l'adulto comune ha il punto di unione bloccato, e quindi serve uno scrollone per farlo tornare a muovere. Le tecniche per muoverlo vengono spiegate nei libri di Castaneda, una di queste è appunto la "follia controllata".

L'arte di sognare è spiegato dallo stesso Castaneda :

"L'arte di sognare è la capacità di utilizzare i sogni ordinari e trasformarli in coscienza controllata, in virtù di una forma speciale di attenzione denominata "attenzione di sogno" - altro termine per indicare la "seconda attenzione".
Carlos Castaneda, il Dono dell'Aquila 
A differenza dell'arte dell'agguato che spinge il Punto d'Unione a spostarsi, l'arte di sognare non lo muove ma lo fissa nel punto in cui si trova (o in cui è stato mosso con l'arte dell'agguato). Le due tecniche quindi vanno di pari passo. Tale arte di sognare non è da confondere con il "sogno lucido".
Quindi lo scopo dell'arte di sognare, o meglio di "in-sognare", è arrivare ad avere piena consapevolezza dei propri sogni.

Il cammino del cuore


Per me c'è solo il viaggio su di un cammino che abbia "un cuore", qualsiasi strada che ha un "cuore"... Lì io cammino, e la sola sfida di valore per me è il percorrerla tutta. E lì io vado e ricorro, guardando e, osservando, rimirando senza fiato.. senza mai stancarmi.

Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza

giovedì 23 marzo 2017

I Quattro Accordi


Secondo il pensiero di Don Miguel Ruiz, culturalmente affine allo spiritismo sciamanico centroamericano, i quattro accordi della tradizione tolteca sono:

1. Sii impeccabile con la parola.
Nel mondo soggettivo in cui viviamo, la parola produce la nostra realtà, quindi dovremmo usare sempre ed in ogni occasione le parole in modo attento e oculato, perché così come le parole creano, sono anche in grado di distruggere. Nella tradizione indiana, il cosmo è stato creato dalla parola Om emessa dal creatore Brahma. Dobbiamo emettere solo parole coerenti con il nostro pensiero, e non dovremmo mai scherzare con le parole, nemmeno per gioco si dovrebbero dire cose a cui non crediamo veramente e che, se avverate, sarebbero di grave danno.

2. Non prendere nulla in modo personale.
E' cattiva abitudine del nostro io egoico che, sentendosi importante e al centro del mondo, crede che tutto gli sia dovuto e che i commenti inappropriati o le critiche degli altri verso se stesso siano offensivi, quindi lo colpiscono e ferito, fanno nascere in lui sentimenti negativi di svalutazione, depressione, o all'opposto, di inimicizia, rabbia, rancore, odio.
In realtà nulla di quello che ci viene detto corrisponde a noi stessi, ma riguarda sempre la persona che lo ha pronunciato : noi quindi fungiamo da specchi per l'altra persona. Nulla di quello che ci viene detto dovrebbe suscitare in noi emozioni : è l'imperturbabilità del Buddha.

3. Non fare supposizioni.
Ovvero "non giudicare" : questa volta siamo noi che commettiamo l'errore di suppore qualcosa sugli altri senza conoscere tutti gli aspetti della persona. Nei paesi o negli ambienti chiusi è la proverbiale "maldicenza" (curioso che all'opposto la "bendicenza" sia piuttosto rara), "le voci che girano", "le voci di popolo". E' la fonte degli equivoci tra le persone, e quindi va evitata : se non si conosce bene un fatto, è sempre meglio chiedere che supporre!

4. Fai sempre del tuo meglio.
In ogni cosa che facciamo, non importa se grande o piccola, dobbiamo farla con il giusto impegno, per la gioia di farlo, operando in maniera disinteressata, è la filosofia della Bhagavad Gita ovvero del Karma Yoga, che non significa non chiedere nulla in cambio ma agire comunque, come se non ci fosse ricompensa.

Fonti:

Note:
(*) "Durante l'ultima parte del XX secolo, alcuni sciamani messicani (come Don Miguel Ruiz che afferma di essere un discendente diretto degli antichi Toltechi, o l'antropologo Carlos Castaneda), cominciarono a scrivere ed a insegnare ad un pubblico sempre più vasto ed internazionale, suscitando un rinnovato interesse verso i Toltechi"


domenica 5 marzo 2017

Conosci te stesso (II)


"L’intimo dell'uomo solo da qualche tempo a questa parte ha un certo valore; ma il conosci te stesso dell'antica Grecia è ancora lontano migliaia di anni, benché l'auto-conoscenza sarebbe una cosa utilissima all'umanità.
(...) L'uomo trascura il suo intimo: la sua società non lo spinge ad una vita di meditazione, anzi lo distoglie da questa. Egli diviene sempre più superficiale, amante di ciò che si può seguire senza impegnare oltremodo l'intelletto, seguace della cronaca, dell’esteriore, di ciò che appare. L’intimo viene trascurato, con il risultato di una assenza di originalità di pensiero e di una completa ignoranza di se stessi; mentre l'intimo ha una grande importanza: solo coltivando la propria vita interiore l’uomo può impedire alla sua società di divenire un ingranaggio crudele e privo di qualsiasi sentimento.
(...) Per scrutare il proprio intimo occorrono serenità e coraggio, un raro tipo di coraggio. Infatti chi può liberamente ammettere di essere la causa dei propri errori, senza cercare per lo meno delle attenuanti ? Un essere anormale. Tutti coloro che sono andati oltre lo spirito della loro epoca, oltre le consuetudini sociali, sono stati considerati dai contemporanei dei pazzi.
(...) Ma per comprendere se stessi bastano: attenzione, buona volontà, sincerità. Dedichiamo un pò del nostro prezioso tempo, armati di queste qualità, a sollevare quel pudico velo con il quale ognuno nasconde il proprio intimo anche ai suoi stessi occhi."

Tratto dal libro "Per un mondo migliore", Cerchio Firenze 77, edizioni Mediterranee

Conosci te stesso


Si potrebbe iniziare un corso spirituale e anche chiuderlo subito dopo con queste parole : non servirebbe altro; l'intima e reale comprensione di queste parole già basterebbero a fare un passaggio ad un livello superiore di coscienza.





domenica 19 febbraio 2017

Le Radici Occulte della Prosperità

"E logico supporre che un Creatore debba procedere alle necessità delle sue creature in tutti gli stadi della loro crescita e che l'erogazione delle provvidenze sia fatta tempestivamente in ragione delle richieste e dei bisogni: i bisogni materiali soddisfacendoli con elementi materiali, i bisogni spirituali con elementi spirituali. Si può anche supporre che tutto possa avere origine da un'unica sostanza la quale, diretta con intelligenza, può essere trasformata secondo i bisogni dell’operatore.
Ecco una illustrazione semplice ma fedele dei principi in base ai quali vengono soddisfatti i bisogni dell’umanità in Terra. Il Padre ha provveduto una sostanza-seme universale che risponde con potere magico alla mente dell’uomo. La fede nelle potenzialità illimitate di questa sostanza-seme - sia essa avvolta in gusci visibili, sia latente in unità energetiche invisibili — fornisce sempre all’uomo una risposta sotto forma di frutto del suo lavoro.
Può sembrare al contadino che il raccolto derivi dalla semenza, ma egli non seminerebbe mai se non avesse fede nella intrinseca capacità d’incremento e  trasformazione della semenza come la semenza non fruttificherebbe senza la vivificazione dello Spirito.
Tutto l'incremento e la trasformazione della sostanza dipende dalla vivificazione dello Spirito, e questo fatto ci da la chiave dei procedimenti mentali che, se seguiti spiritualmente, rendono possibile e esemplificano l'appropriazione da parte nostra della inesauribile sostanza messa a disposizione dalla Mente creativa.

Cercheremo in seguito di spiegare l'appropriazione lecita da parte dell'uomo delle risorse spirituali ed energetiche messe a disposizione dalla divinità.
Quando armonizziamo la nostra mente col mondo delle idee e delle forme-pensiero energetiche, si verifica per noi quello che chiamiamo “prosperità”.
Abbiamo parlato di "forme pensiero", infatti in ogni procedimento creativo è coinvolto un regno d'idee ed un regno di modelli o espressioni. I modelli arrestano, ossia “incapsulano" le unità energetiche libere che sottenderanno la cosa visibile. La creazione nei suoi procedimenti è una trinità, poiché dietro l'universo visibile si trovano l'idea creativa ed i raggi cosmici i quali si materializzano, diventando cose terrene. La comprensione di questa trinità nelle sue diverse fasi riconcilia le scoperte della scienza moderna con le basi della religione.

La scienza moderna insegna che lo spazio è fortemente carico di energie che trasformerebbero la terra se potessero essere dominate. Sir Oliver Lodge dice che un solo pollice cubo dell’etere contiene energia sufficiente per azionare un motore di 40 HP per quaranta milioni di anni. La divergenza di opinioni fra i fisici circa la realtà dell’etere non esclude l’esistenza di potenzialità tremende nello spazio. Sir Arthur Eddington dice che dei fisici più noti circa la metà afferma l’esistenza dell’etere e l’altra metà la nega, ma, secondo lui, “le due intendono precisamente la medesima cosa, e la differenza sta soltanto nelle parole”.
La comprensione spirituale afferma che l’etere esiste quale emanazione della mente e non va confusa con le sue precipitazioni in materia densa. I calcoli matematici applicati all’etere danno per risultato zero, perché la realtà dell’etere è nella Mente che la concepisce. La sua esistenza è governata e sostenuta da idee, e le idee non hanno dimensioni fisiche.

Sapere che Gesù previde le scoperte della scienza modera dell’esistenza di questo regno chiamato “etere” contribuisce grandemente alla stabilità della fede del Cristiano. Gesù lo denomino “il Regno dei Cieli” e le sue spiegazioni sulle possibilità di questo regno sono insuperabili. Egli non lo disse un luogo che sarebbe ereditato dai buoni dopo la morte, bensì disse che è un patrimonio di cui possiamo approfittare qui ed ora. “Al Padre vostro è piaciuto di darvi il Regno”.
Gesù insegno la possibilità d’incorporare dei raggi vivificanti nella mente, nel corpo e in tutto quello che ci riguarda mediante l’esercizio della fede. Mentre i fisici si limitano alla descrizione della presenza meccanica della vita come energia, Gesù insegno come l’uomo con l’uso della mente può far si che la vita gli ubbidisca.
Invece di un universo costituito da forze meccaniche cieche, Gesù dimostrò che l'universo può essere influenzato e diretto mediante l’intelligenza.
Dobbiamo renderci conto che è stato provveduto per le nostre necessità quotidiane anche le più minute e che se qualcosa manca è perché non ci siamo serviti della nostra mente per creare il contatto giusto con la supermente ed il raggio cosmico che automaticamente ne emana."

Tratto dall'Introduzione delle "Le Radici Occulte della Prosperità" - Bresci editore

La vera Realtà

"Gesù andava dicendo tanto tempo fa, cioè che la vera Realtà è quella invisibile dello Spirito (..) quella parte profonda della nostra anima che è "Il Regno dei Cieli" in noi, la sorgente di ogni possibilità, di ogni prosperità, di ogni miracolo. La bontà delle leggi sociali, di quelle economiche, di tutte le scienze umane, dipende dalla giusta comprensione di questa realtà invisibile che deriva dal Tutto."

(Prefazione a "Le Radici Occulte della Prosperità", Bresci editore)