Il doppio Albero della Vita (III)

Lucas Cranach (1530),  Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden
"Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?».
Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete».
Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto!
Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture
."
(Genesi 3,1-7)

Il terzo capitolo della Genesi inizia  col narrare la cacciata dall'Eden (ovvero il Paradiso Terrestre) dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, a seguito di un atto che era stato proibito da Dio: cibarsi di un frutto da un albero posto al centro dell'Eden, quello che viene chiamato (si badi bene: dal serpente) l'albero della conoscenza, ovvero l'albero del bene e del male. 
Tante sono le domande : perché era un albero proibito, che tipo di albero era? (forse un melo, o un fico, o un cedro), e perché Dio reagì in maniera così adirata, maledicendo la terra e tutti gli esseri viventi : il serpente e le bestie selvatiche, l'uomo e la donna che le augurò tanto dolore nel parto.
Pesanti maledizioni escono dalla bocca di un Dio che stentiamo a riconoscere.
Il capitolo terzo si conclude con:

"Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!».
Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.
Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita
."

La Bibbia, e il primo libro, la Genesi in particolare non è da interpretare letteralmente. Altrimenti ci sembrerebbe di leggere la scena di un teatrino dove, a fronte di un furto di una mela, un peccato veniale, si scatena, è proprio il caso di dirlo, "l'ira di Dio".
La Bibbia va sempre interpretata per simboli.

Qual è questa conoscenza, da cui deriva la conoscenza del bene e del male, che non doveva essere imparata dal genere umano ? E' un tipo di conoscenza che trae origine dal materiale (il frutto) e non dallo spirituale (il seme). Tutta la conoscenza che nasce dal materiale non è chiaramente male (non siamo Catari), ma potrebbe esserlo, come potrebbe anche essere bene. E' l'uso della conoscenza (uso attraverso il libero arbitrio dell'uomo) che fa sì che sia usata a fin di bene o male, o, come spesso accade, sia bene che male.
Gli esempi sono tanti : tutta la scienza moderna è un continuo "mangiare la mela" : la conoscenza del mondo si approfondisce, ma sempre più spesso ci rendiamo conto che c'è sempre un prezzo da pagare, il benessere della nostra vita produce inquinamento atmosferico e del suolo, la salute del nostro corpo si basa principalmente su medicine allopatiche che hanno spesso effetti collaterali, le idee sublimi dei grandi pensatori producono a volte fenomeni di integralismo e rivoluzioni consumate col sangue di innocenti, l'energia nucleare che doveva produrre energia a basso costo è usata per produrre bombe di una potenza devastante.
La conoscenza, e la sua applicazione pratica, produce sia bene che male, per sempre intrecciati, mai disgiunti, non è possibile separare l'uno dall'altro, per quanto buone e nobili siano le intenzioni.

Si potrà obiettate : ma noi la conoscenza la usiamo per avvicinarci a Dio, ovvero per fare del bene, al momento non siamo ancora abbastanza capaci, ma col tempo commetteremo sempre meno errori e saremo sempre più orientati a produrre opere di bene che opere di male.
Tale affermazione, se può sembrare vera in alcune persone (chi si occupa di volontariato a sostegno dei più bisognosi, chi lavora per svegliare le coscienze sui temi ambientali e molti altri), non è esatta dal punto di vista spirituale.
Lo spirito procede dallo spirito, non dalla materia.
Chi vuole conosce lo spirito, deve elevarsi, non deve partire dal materiale. E' questo, se vogliamo, il peccato originale : quello di non capire che per afferrare il Divino bisogna salire, dopo essere scesi (la cacciata dall'Eden), e non viceversa, continuare a scendere come tanti purtroppo ancora fanno.


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