domenica 24 novembre 2013

Il Matto ovvero il Chaos

Chaos Magnum, Santa Maria Maggiore (Bergamo)

« Dunque, per primo fu il Chaos, e poi
Gaia dall'ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono le vette dell'Olimpo nevoso,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.
Da Nyx provennero Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore. »
(Esiodo, Teogonia)

Il significato profondo, esoterico, della carta del Matto dei Tarocchi è l'archetipo del Nulla ovvero del Chaos.
Cos'è il Nulla ovvero il Chaos ?
Diversamente dal significato moderno di caos, ovvero di disordine, in origine il caos ero concepito in antitesi al Cosmo, ovvero ciò che esisteva prima del Cosmo, del Senza Forma prima della Forma, del Non Manifesto prima del Manifestato.
Secondo gli antichi Greci, in particolare nella Teogonia di Esiodo e nel Timeo di Platone, il Chaos è costituito da materia prima informe, che il Demiurgo la plasma (gli da forma), da cui nasce Gea (la Terra) e tutti gli altri dei, e plasmandola gli infonde un'anima, l'Anima Mundi, l'Anima del Mondo, vivificando così la materia inerte.
Si noti come la cosmogonia greca sia differente da quella cristiana: non c'è Dio che crea il Mondo, ma esiste un Demiurgo che, come un artigiano, lavora su di una materia primordiale che esiste già (che non significa che esista da sempre ma che è stata creata, non dal Demiurgo).

il dio Ea nell'Apsu

Quando in alto il cielo era senza nome,
in basso, la terra non aveva nome,
Apsu, il primo, fonte di entrambi,
e Tiamat la madre, genitrice del cielo e della terra,
si mescolavano in un'unica massa.  
(Enuma Elish, poema sumerico)

Secondo gli antichi sumeri, il Caos primordiale era costituito da una mescolanza di acque : Apsu, il dio delle acque sotterranee (dolci) e Tiamat (la dea delle acque sotterraee salate), che accoppiandosi diedero origine agli dei e quindi al Cosmo.

Secondo la teoria standard del Big Bang, il Cosmo sarebbe nato da un'espansione di una concentrazione puntiforme di energia: forse è questo, punto incommensurabilmente denso, il Chaos ?

Fonti:
- Wikipedia, Teogonia (Esiodo)
- Wikipedia, Timeo (Platone)
- Wikipedia, Apsu

sabato 23 novembre 2013

L'innocenza del Matto (Māt)

Tarocchi Rider-Waite, il Matto
Abbiamo scritto a proposito dell'arcano del Matto due post, l'uno filologico, descritto in gran parte dallo studio di Oswald Wirth, il quale fa derivare l'interpretazione dell'arcano dal senso letterale del nome, così ben raffigurato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni : La Stultitia ovvero La Stoltezza (leggi post).
D'altra parte, dal confronto con la moderna carta del Jolly-Joker, propendiamo per l'interpretazione del Giullare, non necessariamente stolto, ma anzi libero di esprimersi, giunge alla "pazzia sacra" che lo pone in contatto con la Trascendenza Divina (come la trance dei sciamani) (leggi post).

Un'altra interpretazione è quella di simbolo dell'innocenza, come nella carta dei tarocchi Rider-Waite, dove un giovane vestito con motivi floreali e dischi stellari, parte per un viaggio senza una meta prestabilita, impresa non priva di rischi, in quanto prossimo all'orlo di un baratro, ma  assistita dal suo fedele cane che lo avverte del pericolo (di cui non si accorge, infatti guarda in alto e non dove cammina) e propiziata dalla luce del sole splendente.
Tarocchi della Golden Dawn, il Matto
Un fiore bianco in mano, simbolo della purezza e una piuma in testa, simbolo della leggerezza dei pensieri (leggeri come una piuma: si ricordi l'affresco di Giotto della Stultitia).
Del resto, l'innocenza come qualità desiderabile come narra Gesù nel Vangelo di Matteo: "Se voi non cambiate e non diventate come fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli".

Portato il simbolismo all'estremo, il fanciullo è in realtà un bambino nei tarocchi della Golden Dawn. Si osserva come l'innocenza del fanciullo conviva con la "bestia feroce", il lupo (ovviamente nel simbolismo, non nella realtà).

Dal punto di vista etimologico, la parola Matto, quando usata con la parola Scacco, deriva dal persiano "Māt", Morire (da cui discente l'arabo "mata", l'ebraico "muth" e successivamente lo spagnolo "matar"). Tanto è vero che, nel gioco degli scacchi, la partita termina quando avviene "scacco matto", che deriva dal persiano "Shāh Māt" (lo Shah, ancora qualche anno fa, era il re di Persia) che significa: "il re è morto".

Ecco che il cerchio si chiude: la via del percorso spirituale è sempre una morte seguita da una rinascita (la "seconda nascita" di cui si parla nel Vangelo di Giovanni). Il matto è morto a se stesso, ovvero ha abbandonato quello che era (ma che non era reale) per rinascere come un fanciullo, libero da schemi e da preconcetti.