domenica 24 febbraio 2013

III - L'Imperatrice (parte II)

Aspetto celeste ed aspetto terreno

Nel primo post, l'Imperatrice è stata definita come l'Intelligenza Creatrice, la Madre delle forme, immagini ed idee (la matrice del mondo, gli archetipi junghiani), la Vergine immacolata ovvero la Madonna per i cristiani (si veda l'iconografia della Madonna con dodici stelle e la mezzaluna ai suoi piedi) e la Venere-Urania per i greci.
Sia la Madonna, sia Venere che il Mondo delle Idee si trovano in alto nel Cielo, ed è quello è il loro regno, i cui simboli di potere sono lo scettro e lo scudo alato. 

Ma quando si tratta di calare l'archetipo nel mondo materiale, ella è la Grande Dea Madre, la Madre Terra ovvero la natura, Gaia o Rea, simbolo della fecondità universale, ma anche la governatrice del mondo sotterraneo (il seme che cresce dalle profondità della Terra e nell'oscurità).

Infatti la costellazione della Vergine, raffigurata di spalle anzichè di fronte, al posto dello scettro e scudo stringe delle spighe di grano, simbolo della fertilità.

Rapportata alla nostra coscienza è l'archetipo della Madre, con cui il figlio deve confrontarsi. In particolare rappresenta l'immagine della madre luminosa, che da senza pretendere, che concede senza condizioni.

Mondo delle idee e fertilità significa, nel campo professionale grande creatività per tutti gli artisti, scrittori o musicisti e idee innovative le professioni tecniche. Può anche significare cambiamento nel lavoro, ingresso di nuovi colleghi, o di un avanzamento di carriera.

Infine, come mostra l'arcano dei tarocchi Rider-Waite, l'Imperatrice con in mano uno specchio, la bellezza femminile può diventare lusso ostentato, vanità, frivolezza, superficialità, posa, affettazione.

sabato 23 febbraio 2013

XIV - La Temperanza (parte II)

Abbiamo già scritto il significato esoterico dell'arcano XIV, la Temperanza, che, in virtù del fluido vitale che viene versato dall'urna d'argento a quella d'oro, rappresenta l'Angelo della Vita Universale, ovvero l'Arcangelo Raffaele (Rapha El, in ebraico significa il guaritore di Dio = colui che guarisce), ovvero Visnhu, il convervatore (della vita).

E dal punto di vista pratico cosa rappresenta ? E' utile in alcuni casi spiegarlo per contrasti e scoprire quali sono gli arcani con cui si relaziona ovvero che sono in opposizione.

Coppia IX-XIV

Consideriamo da principio la coppia IX-XIV, l'Eremita con la nostra Temperanza.
La coppia si ottiene sviluppando la ruota dei tarocchi (Taro=Rota) in due file parallele come ci ha mostrato Oswald Wirth.
Ebbene, la coppia può rappresentare qual'è il modo in cui l'individuo si relaziona con l'ambiente.
Allora dove c'è l'isolamento dell'Eremita, esiste la comunione (con gli altri) della Temperanza; dove c'è prudenza altrove c'è disinvoltura; dove c'è discrezione, altrove c'è franchezza, avaria contro prodigalità, astensione contro partecipazione. L'Eremita è un medico, la Temperanza è un taumaturgo (ricordiamoci sempre del fluido vitale).
In sintesi:

Relazione dell'individuo con l'ambiente
 IX, L'Eremita  XIV, La Temperanza 
astensionepartecipazione
isolamentocomunione
prudenzadisinvoltura
discrezionefranchezza
ritenzionecircolazione
avariziaprodigalità
medicotaumaturgo

Coppia XIV-XV

Chiediamoci ora qual'è etimologia della parola "temperanza". Essa è la "giusta misura", ovvero la moderazione.
Per esteso, è la moderazione, la virtù che modera le passione e i desideri, specialmente quelli sensuali.
E' chiaro quindi che un'alta coppia rivelatrice è la carta che segue il XIV, ovvero l'arcano XV, il diavolo. Anche qui è in netta opposizione perchè il diavolo è proprio la non temperanza.

Inoltre, come spiega Jung, il personaggio della Temperanza è un essere androgino, e ciò è coerente con il simbolismo classico, ovvero l'angelo è androgino e la corrispondente costellazione dell'acquario mostra un giovane, Ganimede amato da Giove sotto forma di aquila, che può benissimo rappresentare l'androginità.
Anche l'arcano del diavolo mostra un essere androgino, ma mentre la Temperanza l'androginità è conciliata e armonizzata, nel diavolo gli attributi maschili e femminili visibili si mischiano disarmonicamente.

In sintesi, la Temperanza indica l'armonia nei tre piani di corpo, anima e mente, che porta chiarezza in noi stessi, pace interiore, liberazione dai dubbi angosciosi, e dai sensi di colpa di autoaccusa.
Nelle relazioni con gli altri siamo aperti, in pace ed in armonia, l'affetto è sincero, pronti per nuovi incontri.

Fonti :
 - Oswald Wirth, I Tarocchi, ed. Mediterranee
 - Hajo Banzhaf, Il grande libro dei Tarocchi, Hermes edizioni
 - Etimo online, http://www.etimo.it/?term=temperanza

sabato 9 febbraio 2013

Il Giardino dell'Eden

Quello che i cattolici chiamano "Paradiso Terrestre" non è altro che il "Giardino dell'Eden" (Gan Eden, il giardino delle delizie) narrato nella bibbia ebraica. 
Il quale a sua volta deriva da diversi miti sumerici, tra cui quello del dio Enki, scacciato dalla dea Ninhursag per aver mangiato i frutti dei suoi alberi, e dalla cui costola nacque la dea Ninti (che significa "colei che fa vivere"), l'equivalente ante litteram dei nostri Adamo ed Eva.

Secondo me, ciò non deve stupire e nemmeno far pensare che gli ebrei abbiano copiato: semplicemente tutti i miti si basano su simboli che sono universali : in ogni epoca, luogo, situazione, il simbolo emerge nelle stesse forme sotto forma di miti sedimentandosi in tante culture diverse, anche non comunicanti tra loro.

Per fare un parallelismo con l'arcano XIX dei Tarocchi, il Sole, emerge evidente come la simbologia rappresenti una scena tratta dal paradiso terrestre.
Il Sole è Dio che illumina con la sua presenza diretta tale meraviglioso luogo. Adamo ed Eva si abbracciano, fratello e sorella, marito e moglie, amico e amica.
E poco importa se in altri mazzi di Tarocchi non sono lui e lei ma un lui e un altro lui (come i gemelli Castore e Polluce, ed Elena era la loro sorella), ciò che viene rappresentata è la fraternità universale benedetta sotto un unico Sole, quello Divino.


Fonte :
 - Wikipedia, Il Giardino dell'Eden

XIX - Il Sole

Per comprendere il significato dell'arcano XIX, il Sole, occorre ricordarsi che è la carta che segue la Luna (arcano XVIII). 
Tenendo presente che i ventidue tarocchi rappresentano il percorso iniziatico, il Sole arriva dopo aver attraversato un periodo di buio interiore (gli errori commessi sotto la luce riflessa della Luna). 
In altre parole, dopo aver superato le prove ineluttabili della vita, ci ritroviamo alla luce del Sole, pronti per ricevere i suoi benefici.

In senso esoterico il Sole rappresenta la purificazione, ovvero lo sgrossamento del nostro eterico velo opaco che ci rende opachi a ricevere i benefici raggi del Sole. Infatti, sebbene il Sole risplenda per tutti indifferentemente, alcuni ne traggono beneficio più di altri in quanto hanno eliminato gli ostacoli che si frappongono tra loro e il Sole e che attenuano la luce solare.

In questo consiste il percorso iniziatico : la purificazione della materia per liberare l'anima e congiungersi con lo Spirito Universale, il Dio che sta nei Cieli. La metafora è ben chiara nell'abbraccio dei due giovani:  l'Anima che abbraccia lo Spirito. Se vogliamo dirlo altrimenti, è il ritorno in Paradiso.

Il muro che sta alle spalle dei due giovani rappresenta la fraternità. Come nella metafora massonica, dove ogni uomo è chiamato a sgrossare la propria pietra grezza e a farne un cubo perfetto per potersi unire a tutti gli altri e formare una società giusta (senza attriti e in perfetta comunione), così il muro alle spalle rappresenta la coesione sociale : l'azzurro del sentimento concilia l'antagonismo del rosso - energia attiva (lavoro) - e del giallo - accumulo di ricchezze.
Notare come nel muro ci sia prevalenza di mattoni azzurri : il sentimento è il legante della società, la religio (tenere assieme, unire), ovvero la religione che qui va intesa come Religione del Sole, l'unica religione, naturalmente ideale, che non divide ma unisce tutti gli uomini di tutti i popoli.

Dal Sole  non riceviamo solo luce e calore, ovvero l'illuminazione degli spiriti e il riscaldamento delle anime, come mostrano i raggi solari alternativamente dritti (luce gialla) e curvi (calore rosso), ma anche ricchezza, la fine pioggia d'oro che cade sui due giovani. In senso ermetico, è l'oro filosofico, ovvero la ricchezza spirituale. 
Per dirla con le parole di Oswald Wirth:
"La più grande ricchezza è, d'altra parte, quella del cuore: amando tutti gli esseri, si sentono amati da ciò che li circonda. Tutto si abbellisce, per loro, e sono felici sulla terra.
La felicità di cui godono non può essere loro tolta, poichè sono essi stessi che la creano. Invece di abbandonarsi alla beatitudine egoista, ammirano da artisti l'opera di Dio e vi si associano con tutto il loro essere, vibrando di tutto ciò che può vibrare in loro"

Queste sono quindi due chiavi di lettura, in senso personale rappresenta la fase di purificazione del proprio percorso iniziatico e in senso lato, attraverso la purificazione personale, si giunge alla fraternità, all'amicizia, all'affetto, al matrimonio e quindi lo stato di armonia, pace e felicità: l'Eden ritrovato.

Fonte :
  - Oswald Wirth, I Tarocchi, ed. Mediterranee

sabato 2 febbraio 2013

La visione di Ezechiele : la teofania


"Mentre guardavo, ecco venire dal nord un vento di tempesta, una grossa nuvola con un fuoco che si avvolgeva su se stesso; intorno ad esso e dal mezzo di esso emanava un grande splendore come il colore di bronzo incandescente in mezzo al fuoco.
Dal suo mezzo appariva la sembianza di quattro esseri viventi; e questo era il loro aspetto: avevano la sembianza d'uomo. Ognuno di essi aveva quattro facce e ognuno quattro ali. Le loro gambe erano diritte e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello, e sfavillavano come il bronzo lucidato.
Sui loro quattro lati, sotto le ali, avevano mani d'uomo; e tutti e quattro avevano le proprie facce e le proprie ali. Le loro ali si toccavano l'una con l'altra; avanzando, non si voltavano, ma ciascuno andava diritto davanti a sé.
Quanto all'aspetto delle loro facce, avevano tutti la faccia di uomo, tutti e quattro la faccia di leone a destra, tutti e quattro la faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro la faccia di aquila. Tali erano le loro facce.
Le loro ali erano distese verso l'alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il loro corpo.
Ciascuno andava diritto davanti a sé; andavano ovunque lo spirito voleva andare e, andando, non si voltavano. Quanto all'aspetto degli esseri viventi, essi sembravano come carboni ardenti, come fiaccole. Il fuoco si muoveva in mezzo agli esseri viventi; il fuoco era risplendente e dal fuoco si sprigionavano lampi.
Gli esseri viventi correvano avanti e indietro, sembravano come un fulmine.

Come guardavo gli esseri viventi, ecco una ruota in terra accanto agli esseri viventi con le loro quattro facce. L'aspetto delle ruote e la loro fattura era come l'aspetto di colore del crisolito; tutte e quattro si somigliavano. Il loro aspetto e la loro fattura era come quella di una ruota in mezzo a un'altra ruota.

Quando si muovevano, andavano verso una delle loro quattro direzioni e, andando, non si voltavano. Quanto ai loro cerchi, erano alti e imponenti; e i cerchi di tutti e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno. Quando gli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e quando gli esseri viventi si alzavano da terra, si alzavano anche le ruote.  Dovunque lo spirito voleva andare, andavano anch'essi, perché là andava lo spirito; le ruote si alzavano con essi, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. Quando essi si muovevano, anche le ruote si muovevano; quando essi si fermavano, anch'esse si fermavano, e quando essi si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano con essi, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote.

Sopra le teste degli esseri viventi c'era la sembianza di un firmamento, simile al colore di un maestoso cristallo, disteso sopra le loro teste. Sotto il firmamento si stendevano diritte le loro ali, l'una verso l'altra; ciascuno ne aveva due che coprivano un lato e due che coprivano l'altro lato del corpo. Quando essi si muovevano, io sentivo il fragore delle loro ali, come il fragore delle grandi acque, come la voce dell'Onnipotente, il rumore di un gran tumulto, come lo strepito di un esercito; quando si fermavano, abbassavano le loro ali. E si udiva un rumore dal di sopra del firmamento che era sopra le loro teste; quando si fermavano, abbassavano le loro ali. Al di sopra del firmamento che stava sopra le loro teste, c'era la sembianza di un trono che sembrava come una pietra di zaffiro, e su questa specie di trono, in alto su di esso, stava una figura dalle sembianze di uomo.
Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava."

Ezechiele 1,4-28


Fonti:
 - La parola.net, Ezechiele
 - Maranatha.it, Ezechiele
 - http://hbtb.forumcommunity.net/?t=50465095
 - Teofania, Wikipedia
 - Ezechiele, Wikipedia

VII - Il Carro

Per comprendere il simbolismo dell'arcano VII, il Carro, occorre osservare che la forma del carro, cubica, è la stessa del trono dell'Imperatore (arcano IV).
La dominazione dell'Imperatore assiso sul trono, immobile, diventa un trono mobile, ovvero rappresenta la realizzazione, il portare a compimento un'azione, l'affermazione.

Inoltre il personaggio è lo stesso giovane biondo del Mago (arcano I) e dell'Innamorato (arcano VI) stando a significare la sintesi tra il principio pensante e volontà in potenza del Mago e il sentimento espresso dall'Innamorato.

Mente e pensiero (il Mago), volontà (l'Imperatore), sentimento (l'Innamorato) : in sintesi rappresenta l'Anima intellettuale, ovvero quanto di più nobile esiste nella personalità umana.



Come indica il globo alato sul carro, il trono è il trono mobile della spiritualità, identificato dai cabalisti col Carro di Davide, ovvero la Merkavah (in ebraico significa "carro, biga"), ovvero il carro nella visione del profeta Ezechiele, che è il Carro Trono di Dio con accanto gli angeli chiamati Chayyot (in ebraico significa "esseri viventi", "creature").
Altre denominazioni nella Cabala del carro sono : Carro Celeste, Trono Celeste, Trono di Gloria.
Il carro rappresenta quindi l'anelito della materia verso le alte vette dello spirito, ovvero della sublimazione della materia.

Ma sotto il globo alato, il simbolo fallico, il lingam degli indiani, stando a significare l'unione dei sessi, ovvero "il cielo non può agire sulla terra se non unendosi ad essa in un atto d'amore".
Ritornando all'analogia auriga del carro-anima, il trono è quindi il supporto per l'anima, ovvero il corpo astrale, supporto per il corpo fisico, ovvero il supporto invisibile a ciò che è visibile.


Dal punto di vista astronomico, il carro è il Carro di Davide, nome popolare per la costellazione dell'Orsa Maggiore, che ha non a caso, sette stelle principali.
La costellazione veniva chiamata dai romani Septem Triones, che in latino significa "i sette buoi da tiro", da cui deriva il nome di settentrione assegnato al nord, in quanto, essendo una costellazione circumpolare (ovvero che non tramonta mai sotto l'orizzonte), è visibile solo nell'emisfero boreale (a settentrione, appunto).
Curioso che il popolo dei Tuareg non vedevano un orso (che non potevano conoscere nel deserto) ma una cammella, ma ancora gli attribuivano analogo simbolismo.

Infine, ma non meno importante, le due sfingi (in altri mazzi vengono rappresentate da due cavalli) bianche e nere, rappresentano le energie e i bassi istinti, che se abbandonati a se stesse non farebbero altro che neutralizzarsi a vicenda in quanto antagoniste, spingerebbero in direzioni opposte.

Invece il giovane del Carro utilizza queste energie imbrigliandole e dominandole, in modo tale che, se la sfinge nera tira a sinistra con veemenza col rischio di far precipitare il carro nel baratro, la sfinge bianca tira con ugual forza a destra, in modo tale che la risultante del parallelogramma delle forze sia una forza che spinge in avanti con maggior vigore.

Infatti, l'arte di governare consiste in questo : la captazione delle opposte correnti, come nel mito di Ermes che, inserendo la sua verga tra due serpenti che stavano lottando, provoca la formazione del cadduceo.

Analogo è il concetto alchemico di Azoth, come descritto da Basilio Valentino, simboleggiato da un serpente che circonda il sole e la luna, e alle due estremità il leone (fissità) e l'aquila (volatilità), antagonisti ma così imbrigliati l'uno nell'altro sono entrambi domati.




Fonti :
 - Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
 - Wikipedia, Merkavah
 - Wikipedia, Orsa Maggiore