domenica 28 ottobre 2012

XII - L'Appeso

La prima cosa vorrei osservare nella carta XII, l'Appeso, è il volto del giovane, un volto calmo e sereno che apparentemente contrasta con la situazione in cui si trova.
In realtà, il giovane appeso è colui che ha iniziato il persorso iniziatico denominato "ionico" o della "via umida" che consiste nella rinuncia totale alla propria personalità, il proprio ego. Si convince quindi di non essere nulla, se non un guscio vuoto, e quindi diventa impotente (come l'appeso che ha mani e un piede legato). In questo modo si rende ricettivo alle influenze superiori.
L'appeso è quindi inattivo sul piano fisico ma la sua anima si è liberata per avvolgere l'organismo fisico sul quale si riflettono le influenze spirituali più pure.
E' quindi l'uomo che entra in contatto con Dio,


Fonte : Oswald Wirth, Tarocchi, Edizioni Mediterranee

Acacia

Secondo la tradizione massonica, l'albero dell'Acacia è legato al mito dell'architetto Hiram, l'architetto che edificò il Tempio di Salomone. Si narra che nel luogo in cui fu sepolto dai suoi assassini spuntò un albero di Acacia.
Di legno d'Acacia è costituita anche l'Arca dell'Alleanza, ove sono custodite le Tavole della Legge.
Simbolicamente, la durezza del suo legno indica un segno di forza e perennità, ed anche un collegamento tra il mondo visibile e l'invisibile.

sabato 27 ottobre 2012

La Stella Polare del Mondo

La bellezza dei Tarocchi sta nel rivelare simboli normalmente nascosti.
Consideriamo la carta XXI, il Mondo.
Astronomicamente rappresenta è il centro intorno al quale ruota la volta celeste (ovvero il moto apparente degli astri), e quindi richiama l'astrologia e le dodici costellazioni dello Zodiaco.
Osservate i quattro simboli degli Evangelisti, l'Angelo di San Matteo, il Toro di San Luca, l'Aquila di San Giovanni, e il Leone di San Marco.
Prendete ora le quattro stelle più brillanti delle rispettive costellazioni : Aldebaran, l'occhio del Toro, Regolo, il cuore del Leone, Altair, la luce dell'Aquila, e Fomalhaut del Pesce Australe. Questi astri formano una croce il cui centro è la Stella Polare, che è immobile nella rotazione della volta celeste. 
Ciò corrisponde alla giovane donna al centro dell'ovale di foglie che raffigurano l'eclittica.


XXI - Il Mondo

Il Mondo rappresenta non solo il manifesto (il mondo sensibile ai cinque sensi, quello scambiato per Realtà) ma anche l'immanifesto, ovvero la Realtà.
La differenza tra i due è che il manifesto è materia grossolana, apparente e illusoria, rappresentato da scorie che stanno immobilizzarsi, ovvero il volto morente, mentre l'immanifesto è la materia sottile, l'essenza, la cosa viva, quella in perpetuo movimento. 

"Il mondo è un vortice, una danza perpetua in cui nulla si ferma : tutto vi gira incessantemente , perchè il movimento è il generatore delle cose"

Con le parole di Oswald Wirth si definisce non solo cosa rappresenta il Mondo (parte manifesta sensibile e parte immanifesta sottile) ma anche come è generato : è un continuo movimento, come in una danza. Quello che noi scambiamo come staticità è in realtà sorretto un perpetuo divenire, un vortice permanente che è il solo che può generare le cose e mantenerle in vita.

Non a caso, vedremo che un altro arcano simile analogicamente, ma posto su di un piano inferiore, l'arcano X, la Ruota della Fortuna ha come caratteristica la mutevolezza della Fortuna, ed è proprio questa la sua costanza, quella di essere mutevole (nella sorte e nei destini umani), altrimenti non sarebbe la dea Fortuna! 

Questo ben è rappresentato nelle culture orientali dal simbolo della croce uncinata, in sanscrito svastika, ovvero una croce greca (con i quattro bracci di uguale lunghezza) con i bracci piegati ad angolo retto, in senso orario o antiorario, antico simbolo religioso (già conosciuto nell'epoca neolitica), oggi largamente diffuso nelle culture induiste, buddhiste e giainiste, e nel Novecento usurpato illecitamente dai movimenti nazisti.
Esso è un simbolo solare, per come è disegnato da l'idea della rotazione ovvero perpetuo movimento e del divenire; proprio come la sacra danza di Shiva, che rappresenta la distruzione e rinnovamento dei mondi.



Fonti
 - Oswald Wirth, I Tarocchi, Ed.Mediterranee
 - Wikipedia, Svastica