domenica 27 agosto 2017

Vajrasattva Mantra


Mantra recitato nel Buddhismo Tibetano (ovvero Buddhismo Vajrayana), vajra è il diamante e sattva è l'essere senziente. Vajrasattva è il Buddha della Purificazione, è in grado di purificare il karma negativo.
Il mantra è composto da 100 sillabe. Per una purificazione completa occorre recitarlo 100.000 volte.

OM BENZAR SATO SA MA YA MA NU PA LA YA
BENZAR SATO TE NO PA
TISHTHA DRI DHO ME BHA WA
SU TO KA YO ME BHA WA
SU PO KA YO ME BHA WA
ANU RAKTO ME BHA WA
SARWA SIDDHIM ME PRA YATSA
SARWA KARMA SU TSA ME
TSITTAM SHRE YAM KU RU HUNG
HA HA HA HA HO BHA GA WAN
SARWA TA THA GA TA
BENZRA MA ME MUNTSA BENZRI BHA WA MA HA
SA MA YA SATO AH

venerdì 25 agosto 2017

Azoth e Mercurio



L'Azoth (Azoto) e il Mercurio, non riferiti agli elementi chimici ma bensì ai termini usati dall'alchimia per indicare sostanzialmente la stessa cosa : lo spirito vitale nascosto nella materia, l'Anima del Mondo (un concetto platonico), ovvero l'anima della totalità dell'universo, che funge da veicolo di collegamento fra cielo e terra.
Gli alchimisti erano alla ricerca del "mercurio vivo", ovvero la sostanza prima, estratto da un qualsiasi corpo metallico, in grado poi di cristallizzarlo nella Pietra Filosofale.

Oltre a sostanza prima, l'azoth-mercurio era considerato da Paracelso la medicina universale, "che contiene in sé le virtù di ogni altra medicina". E questo lo riconduce al simbolo del caduceo, il bastone del dio Hermes/Mercurio, eletto a simbolo della moderna medicina, dei farmaci e delle farmacie.

Come viene rappresentato lo spirito vitale ? Con un (doppio) serpente attorcigliato.

Nel caso dell'Azoth, abbiamo una xilografia nel libro Azoth del monaco benedettino Basilius Valentinus che bene lo descrive : un serpente che circonda il sole e la luna, e alle due estremità il leone (fissità) e l'aquila (volatilità), simboli dello zolfo (fissità) e mercurio (volatilità). I due opposti (sole e luna) vengono così imbrigliati e domati.

Nel caso del mercurio, i serpenti sono attorcigliati intorno ad un bastone a formare il simbolo del Caduceo. Prima di essere il bastone di Hermes/Mercurio, è stato il bastone di Ermete Trimegisto, il progenitore dell'arte magica egizia. In questo caso la dualità sono i due serpenti, uno rappresenta la dose terapeutica, curativa e vitale, e l'altro la dose tossica, il veleno. La salute sta quindi nell'equilibrio, nella conciliazione tra gli opposti.
Analogicamente, nel Paradiso Terrestre, c'è un solo serpente che si attorciglia intorno all'albero del Bene e del Male, ed è quello tossico della mela colta da Eva. Il serpente benefico si attorciglia invece intorno all'albero della Vita (che in realtà è lo stesso albero ma speculare, con le radici in alto anzichè in basso), ciò che venne nascosto da Dio dopo la cacciata di Adamo ed Eva.

Fonti:
 - Wikipedia, Azoth
 - Wikipedia, Caduceo

Mondo delle Idee


Il "Mondo delle Idee" di Platone è chiamato Iperuranio, ovvero "al di là di uranio" (in greco antico Ouranós è il cielo). E' quindi un luogo oltre la realtà sensibile (il mondo manifestato) e quindi si pone su un piano metafisico.
E' raggiungibile dall'intelletto (del latino "leggere dentro") umano, che è quella facoltà della mente che è capace di cogliere l'essenzialità che è all'interno delle cose e dei fatti.
L'intelletto è il noûs greco, in contrapposizione della diànoia, la ragione.
Per Platone, il grado di conoscenza raggiungibile con l'intelletto è superiore alla conoscenza "scientifica". L'intelletto infatti è quello che permette la visione pura e incontaminata delle idee, senza ragionamenti logici, senza l'esperienza dei sensi nel mondo sensibile.
L'idea è la forma pura, a cui corrispondono  diverse manifestazioni degli oggetti. L'idea è quindi un modello o archetipo, ovvero le "forme" con cui il Demiurgo ha plasmato il mondo.



Fonti :
 - Iperuranio, Wikipedia
 - Intelletto, Wikipedia
 - Idea, Wikipedia


giovedì 24 agosto 2017

Hildegard von Bingen

L'uomo Universale

Davvero sorprendente la vita di Hildegard von Bingen (1098 - 17 settembre 1179).
Dichiarata Dottore della Chiesa nel 2012 da Papa Benedetto XVI, monaca benedettina dell’Abbazia di St. Rupert in Germania, non fu solo una mistica, ma anche scrittrice, musicista, linguista, naturalista, guaritrice e scienziata.
Sorprende infatti l'immagine dell'Uomo Universale che compare nella sua opera Liber Divinorum Operum, che assomiglia molto ad una anticipazione dell'Uomo Vitruviano di Leonardo.

Il suo pensiero è assolutamente moderno : l'uomo e l'universo (ovvero l'ambiente in cui vive) sono legati in maniera indissolubile tanto che se si ammala uno, anche l'altro ne risente. Sempre modernissimo è il concetto che esprime con la parola viriditas, che si può tradurre come energia verdeggiante, ovvero la forza vitale, portatrice di guarigione, da cui la cura attraverso i rimedi naturali, da lei stessa studiati in maniera scientifica, fino all'uso dei cristalli per la guarigione (la cristalloterapia).
Per inciso, fu la prima che intuì che il luppolo, ingrediente oggi presente in tutte le birre, poteva essere aggiunto come conservante naturale, portando con se il gusto un pò amaro che conosciamo.

Come musicista, è forse noto a molti il canto Laus Trinitati (lode alla Trinità) :

Laus Trinitati

laus Trinitati
quae sonus et vita
ac creatrix omnium in vita ipsorum est.
et quae laus angelicae turbae
et mirus splendor arcanorum,
quae hominibus ignota sunt, est,
et quae in omnibus vita est.

Lode alla Trinità

Lode alla Trinità
che è musica e vita
e creatrice di ogni cosa che ha vita
essa che è lode della schiera angelica,
mirabile splendore degli arcani
all’uomo ignoti,
e che in ogni cosa è vita.

 

Fonti :
 - Ildegarda di Bingen, Wikipedia
 - Le proprietà del luppolo, pintamedicea.com
 - Ildegarda di Bingen, cure-naturali.it
 - Hildegard von Bingen - Laus Trinitati (Praise to the Trinity - Lode alla Trinità), theologhia.com


mercoledì 23 agosto 2017

Il nocciolo dell'insegnamento di Krishnamurti



Il nocciolo dell’insegnamento di Krishnamurti, letto e spiegato da Gianfranco Bertagni, scritto da Krishnamurti nel 1980, su richiesta della sua biografa Mary Lutyens, che è contenuto nella dichiarazione che fece nel 1929 nel discorso di scioglimento dell'Ordine della Stella d'Oriente (di cui era stato posto in capo dalla Società Teosofica), quando disse: "La verità è una terra senza sentieri".

La verità è una terra senza sentieri


"La verità è una terra senza sentieri"
Krishnamurti

"La verità è una terra senza sentieri. L’uomo non la può raggiungere attraverso alcuna organizzazione, alcun credo, alcun dogma, prete o rito; né tramite alcuna conoscenza filosofica o tecnica psicologica.
Deve trovarla tramite lo specchio della relazione, tramite la comprensione dei contenuti della propria mente, attraverso l’osservazione e non con l’analisi intellettuale o una dissezione introspettiva."

Tratto da "La rivoluzione comincia da noi" – Jiddu Krishnamurti – Astrolabio Ubaldini


Foto pubblicata da Pexels su Pixabay, CC0 Creative Commons

lunedì 21 agosto 2017

L'uomo, un essere in transizione

L'attualità di Sri Aurobindo (Calcutta 1872, Pondicherry 1950) consiste nell'aver intuito che l'evoluzione dell'uomo non è finita. L'uomo è "un essere in transizione", che per Aurobindo significa portare il Divino nella materia per trasformarlo su tutti i piani, anche a livello cellulare, come è già avvenuto spontaneamente nel passaggio dalla scimmia all'uomo. A questo scopo nasce lo Yoga Integrale (purna yoga), che inizia dove lo yoga classico si ferma, ovvero dalla moksha, la liberazione, l'illuminazione, l'aspirazione di ogni yogin, per iniziare a lavorare nella direzione opposta : raggiunto il Divino, viene portato nella materia per spiritualizzarla.

venerdì 24 marzo 2017

Le Tre Attenzioni

"Ciò che noi crediamo essere unico ed assoluto, è solo uno in un insieme di mondi consecutivi, posizionati come gli strati di una cipolla. Egli affermò che anche se noi fossimo stati energeticamente condizionati a percepire solamente il nostro mondo, avremmo avuto ancora la capacità di entrare in quegli altri regni, che sono reali, unici , assoluti ed ingolfati come lo è il nostro mondo."
Carlos Castaneda, l'Arte di Sognare

Per entrare in questi mondi, Carlos Castaneda ci insegna a sviluppare le Tre Arti del Cammino del Guerriero, che corrispondono alle Tre Attenzioni:

1. L'arte dell'agguato - la prima attenzione
2. L'arte del sognare (o in-sognare) - la seconda attenzione
3. L'arte dell'intento - la terza attenzione

Delle tre, solo due vengono spiegate, la terza non è stata sviluppata.

L'arte dell'agguato vuol dire due cose:

1. Muovere il "Punto d'Unione" : la manovra dell'agguato è qualsiasi cosa che dia uno "strattone" al "Punto d'Unione", muovendolo cioè dal suo sito, dalla sua posizione abituale in cui si trovasse "sedimentato"
2. Attuare la "Follia controllata" ovvero riuscire a separarsi dal mondo, restando in esso, continuando a viverci (equivale all'insegnamento di Gesù il Cristo di "essere nel mondo ma non del mondo").

Il Punto d'Unione ("Assemblage Point") è il centro dell'uovo energetico che circonda il corpo fisico (ovvero i corpi energetici o sottili : astrale, mentale, causale) ed è il responsabile delle nostre percezioni. L'equivalente nella fisiologia sottile è lo sviluppo (apertura) dei chakra superiori.
E' chiaro che se muoviamo questo punto, cambiamo anche l'ampiezza delle nostre percezioni e quindi della nostra realtà. Succede tuttavia che, mentre da giovani il punto di unione è fluido, quindi può scorrere, l'adulto comune ha il punto di unione bloccato, e quindi serve uno scrollone per farlo tornare a muovere. Le tecniche per muoverlo vengono spiegate nei libri di Castaneda, una di queste è appunto la "follia controllata".

L'arte di sognare è spiegato dallo stesso Castaneda :

"L'arte di sognare è la capacità di utilizzare i sogni ordinari e trasformarli in coscienza controllata, in virtù di una forma speciale di attenzione denominata "attenzione di sogno" - altro termine per indicare la "seconda attenzione".
Carlos Castaneda, il Dono dell'Aquila 
A differenza dell'arte dell'agguato che spinge il Punto d'Unione a spostarsi, l'arte di sognare non lo muove ma lo fissa nel punto in cui si trova (o in cui è stato mosso con l'arte dell'agguato). Le due tecniche quindi vanno di pari passo. Tale arte di sognare non è da confondere con il "sogno lucido".
Quindi lo scopo dell'arte di sognare, o meglio di "in-sognare", è arrivare ad avere piena consapevolezza dei propri sogni.

Il cammino del cuore


Per me c'è solo il viaggio su di un cammino che abbia "un cuore", qualsiasi strada che ha un "cuore"... Lì io cammino, e la sola sfida di valore per me è il percorrerla tutta. E lì io vado e ricorro, guardando e, osservando, rimirando senza fiato.. senza mai stancarmi.

Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza

giovedì 23 marzo 2017

I Quattro Accordi


Secondo il pensiero di Don Miguel Ruiz, culturalmente affine allo spiritismo sciamanico centroamericano, i quattro accordi della tradizione tolteca sono:

1. Sii impeccabile con la parola.
Nel mondo soggettivo in cui viviamo, la parola produce la nostra realtà, quindi dovremmo usare sempre ed in ogni occasione le parole in modo attento e oculato, perché così come le parole creano, sono anche in grado di distruggere. Nella tradizione indiana, il cosmo è stato creato dalla parola Om emessa dal creatore Brahma. Dobbiamo emettere solo parole coerenti con il nostro pensiero, e non dovremmo mai scherzare con le parole, nemmeno per gioco si dovrebbero dire cose a cui non crediamo veramente e che, se avverate, sarebbero di grave danno.

2. Non prendere nulla in modo personale.
E' cattiva abitudine del nostro io egoico che, sentendosi importante e al centro del mondo, crede che tutto gli sia dovuto e che i commenti inappropriati o le critiche degli altri verso se stesso siano offensivi, quindi lo colpiscono e ferito, fanno nascere in lui sentimenti negativi di svalutazione, depressione, o all'opposto, di inimicizia, rabbia, rancore, odio.
In realtà nulla di quello che ci viene detto corrisponde a noi stessi, ma riguarda sempre la persona che lo ha pronunciato : noi quindi fungiamo da specchi per l'altra persona. Nulla di quello che ci viene detto dovrebbe suscitare in noi emozioni : è l'imperturbabilità del Buddha.

3. Non fare supposizioni.
Ovvero "non giudicare" : questa volta siamo noi che commettiamo l'errore di suppore qualcosa sugli altri senza conoscere tutti gli aspetti della persona. Nei paesi o negli ambienti chiusi è la proverbiale "maldicenza" (curioso che all'opposto la "bendicenza" sia piuttosto rara), "le voci che girano", "le voci di popolo". E' la fonte degli equivoci tra le persone, e quindi va evitata : se non si conosce bene un fatto, è sempre meglio chiedere che supporre!

4. Fai sempre del tuo meglio.
In ogni cosa che facciamo, non importa se grande o piccola, dobbiamo farla con il giusto impegno, per la gioia di farlo, operando in maniera disinteressata, è la filosofia della Bhagavad Gita ovvero del Karma Yoga, che non significa non chiedere nulla in cambio ma agire comunque, come se non ci fosse ricompensa.

Fonti:

Note:
(*) "Durante l'ultima parte del XX secolo, alcuni sciamani messicani (come Don Miguel Ruiz che afferma di essere un discendente diretto degli antichi Toltechi, o l'antropologo Carlos Castaneda), cominciarono a scrivere ed a insegnare ad un pubblico sempre più vasto ed internazionale, suscitando un rinnovato interesse verso i Toltechi"


domenica 5 marzo 2017

Conosci te stesso (II)


"L’intimo dell'uomo solo da qualche tempo a questa parte ha un certo valore; ma il conosci te stesso dell'antica Grecia è ancora lontano migliaia di anni, benché l'auto-conoscenza sarebbe una cosa utilissima all'umanità.
(...) L'uomo trascura il suo intimo: la sua società non lo spinge ad una vita di meditazione, anzi lo distoglie da questa. Egli diviene sempre più superficiale, amante di ciò che si può seguire senza impegnare oltremodo l'intelletto, seguace della cronaca, dell’esteriore, di ciò che appare. L’intimo viene trascurato, con il risultato di una assenza di originalità di pensiero e di una completa ignoranza di se stessi; mentre l'intimo ha una grande importanza: solo coltivando la propria vita interiore l’uomo può impedire alla sua società di divenire un ingranaggio crudele e privo di qualsiasi sentimento.
(...) Per scrutare il proprio intimo occorrono serenità e coraggio, un raro tipo di coraggio. Infatti chi può liberamente ammettere di essere la causa dei propri errori, senza cercare per lo meno delle attenuanti ? Un essere anormale. Tutti coloro che sono andati oltre lo spirito della loro epoca, oltre le consuetudini sociali, sono stati considerati dai contemporanei dei pazzi.
(...) Ma per comprendere se stessi bastano: attenzione, buona volontà, sincerità. Dedichiamo un pò del nostro prezioso tempo, armati di queste qualità, a sollevare quel pudico velo con il quale ognuno nasconde il proprio intimo anche ai suoi stessi occhi."

Tratto dal libro "Per un mondo migliore", Cerchio Firenze 77, edizioni Mediterranee

Conosci te stesso


Si potrebbe iniziare un corso spirituale e anche chiuderlo subito dopo con queste parole : non servirebbe altro; l'intima e reale comprensione di queste parole già basterebbero a fare un passaggio ad un livello superiore di coscienza.





domenica 19 febbraio 2017

Le Radici Occulte della Prosperità

"E logico supporre che un Creatore debba procedere alle necessità delle sue creature in tutti gli stadi della loro crescita e che l'erogazione delle provvidenze sia fatta tempestivamente in ragione delle richieste e dei bisogni: i bisogni materiali soddisfacendoli con elementi materiali, i bisogni spirituali con elementi spirituali. Si può anche supporre che tutto possa avere origine da un'unica sostanza la quale, diretta con intelligenza, può essere trasformata secondo i bisogni dell’operatore.
Ecco una illustrazione semplice ma fedele dei principi in base ai quali vengono soddisfatti i bisogni dell’umanità in Terra. Il Padre ha provveduto una sostanza-seme universale che risponde con potere magico alla mente dell’uomo. La fede nelle potenzialità illimitate di questa sostanza-seme - sia essa avvolta in gusci visibili, sia latente in unità energetiche invisibili — fornisce sempre all’uomo una risposta sotto forma di frutto del suo lavoro.
Può sembrare al contadino che il raccolto derivi dalla semenza, ma egli non seminerebbe mai se non avesse fede nella intrinseca capacità d’incremento e  trasformazione della semenza come la semenza non fruttificherebbe senza la vivificazione dello Spirito.
Tutto l'incremento e la trasformazione della sostanza dipende dalla vivificazione dello Spirito, e questo fatto ci da la chiave dei procedimenti mentali che, se seguiti spiritualmente, rendono possibile e esemplificano l'appropriazione da parte nostra della inesauribile sostanza messa a disposizione dalla Mente creativa.

Cercheremo in seguito di spiegare l'appropriazione lecita da parte dell'uomo delle risorse spirituali ed energetiche messe a disposizione dalla divinità.
Quando armonizziamo la nostra mente col mondo delle idee e delle forme-pensiero energetiche, si verifica per noi quello che chiamiamo “prosperità”.
Abbiamo parlato di "forme pensiero", infatti in ogni procedimento creativo è coinvolto un regno d'idee ed un regno di modelli o espressioni. I modelli arrestano, ossia “incapsulano" le unità energetiche libere che sottenderanno la cosa visibile. La creazione nei suoi procedimenti è una trinità, poiché dietro l'universo visibile si trovano l'idea creativa ed i raggi cosmici i quali si materializzano, diventando cose terrene. La comprensione di questa trinità nelle sue diverse fasi riconcilia le scoperte della scienza moderna con le basi della religione.

La scienza moderna insegna che lo spazio è fortemente carico di energie che trasformerebbero la terra se potessero essere dominate. Sir Oliver Lodge dice che un solo pollice cubo dell’etere contiene energia sufficiente per azionare un motore di 40 HP per quaranta milioni di anni. La divergenza di opinioni fra i fisici circa la realtà dell’etere non esclude l’esistenza di potenzialità tremende nello spazio. Sir Arthur Eddington dice che dei fisici più noti circa la metà afferma l’esistenza dell’etere e l’altra metà la nega, ma, secondo lui, “le due intendono precisamente la medesima cosa, e la differenza sta soltanto nelle parole”.
La comprensione spirituale afferma che l’etere esiste quale emanazione della mente e non va confusa con le sue precipitazioni in materia densa. I calcoli matematici applicati all’etere danno per risultato zero, perché la realtà dell’etere è nella Mente che la concepisce. La sua esistenza è governata e sostenuta da idee, e le idee non hanno dimensioni fisiche.

Sapere che Gesù previde le scoperte della scienza modera dell’esistenza di questo regno chiamato “etere” contribuisce grandemente alla stabilità della fede del Cristiano. Gesù lo denomino “il Regno dei Cieli” e le sue spiegazioni sulle possibilità di questo regno sono insuperabili. Egli non lo disse un luogo che sarebbe ereditato dai buoni dopo la morte, bensì disse che è un patrimonio di cui possiamo approfittare qui ed ora. “Al Padre vostro è piaciuto di darvi il Regno”.
Gesù insegno la possibilità d’incorporare dei raggi vivificanti nella mente, nel corpo e in tutto quello che ci riguarda mediante l’esercizio della fede. Mentre i fisici si limitano alla descrizione della presenza meccanica della vita come energia, Gesù insegno come l’uomo con l’uso della mente può far si che la vita gli ubbidisca.
Invece di un universo costituito da forze meccaniche cieche, Gesù dimostrò che l'universo può essere influenzato e diretto mediante l’intelligenza.
Dobbiamo renderci conto che è stato provveduto per le nostre necessità quotidiane anche le più minute e che se qualcosa manca è perché non ci siamo serviti della nostra mente per creare il contatto giusto con la supermente ed il raggio cosmico che automaticamente ne emana."

Tratto dall'Introduzione delle "Le Radici Occulte della Prosperità" - Bresci editore

La vera Realtà

"Gesù andava dicendo tanto tempo fa, cioè che la vera Realtà è quella invisibile dello Spirito (..) quella parte profonda della nostra anima che è "Il Regno dei Cieli" in noi, la sorgente di ogni possibilità, di ogni prosperità, di ogni miracolo. La bontà delle leggi sociali, di quelle economiche, di tutte le scienze umane, dipende dalla giusta comprensione di questa realtà invisibile che deriva dal Tutto."

(Prefazione a "Le Radici Occulte della Prosperità", Bresci editore)

Religione e Politica

Ottone III , miniatura Evangeliario,
X secolo, Bayerische Staatsbibliothek
Da sempre, sin dagli albori delle prime società umane, passando per l'età delle grandi civiltà antiche, attraverso il medioevo ed ora nell'età in cui viviamo, il potere politico (capi tribù, conti, duchi, re, imperatori, dittatori, primi ministri) hanno giustificato la loro sovranità e legittimità di comando sull'aspetto spirituale ed immateriale dell'esistenza (persino i regimi sovietici che, pur abolendo la religione tradizionale hanno istituito la fede assoluta nel "Proletariato", quindi una nuova religione).
A titolo di esempio, l'imperatore Costantino che si fa cristiano per tenere unito l'impero di Roma, o i barbari stessi che, una volta preso il comando dei territori assoggettati si convertono all'arianesimo, senza poi considerare il Medio Oriente mussulmano dove il connubio politica e religione è così strettamente connesso da non capire dove finisce l'uno e inizia l'altro.
Alla base di tutto ciò - fatto salve le conversioni autentiche - è un calcolo politico che fanno leva su un aspetto purtroppo deleterio delle religioni che è la grande dicotomia bene-male, giusto-sbagliato, etico-non etico che è una forza potente di comando : una volta che il potere politico fornisce lui stesso (o lo suggerisce all'autorità religiosa) il metro di giudizio che sancisce la dicotomia, acquisisce una forte capacità di influenza sul popolo. A sugello di ciò, la credenza di un Paradiso o Inferno dopo la vita (e, si badi bene: usa sola vita per carità!) quindi il premio se si rispettano le convenzioni stabilite in Terra dal potere politico-spirituale, non fanno che rafforzare questo meccanismo.
Eppure basterebbe capire fino in fondo le semplici parole di Gesù il Cristo quando afferma : «Il regno di Dio è dentro di voi» (Lc 17,21) , nel senso che non bisogna aspettarlo, non è nel futuro condizionato da obblighi mal compresi, ma è proprio qui e adesso, hic et nunc, se solo fossimo consapevoli di ciò.

sabato 18 febbraio 2017

L’ultima profezia di Peter Deunov

Josephine Wall, Risveglio della Terra
Pochi giorni prima di morire,  il mistico bulgaro Peter Deunov (1864-1944), maestro di Omraam Mikhaël Aïvanhov, fece una profezia straordinaria, sulla fine dei tempi, un'apocalisse dove viene descritto l'avvento di una Nuova Era per opera di un Fuoco Divino:

"... Ognuno sarà presto soggiogato dal Fuoco Divino, che purificherà e preparerà tutti per quanto riguarda la Nuova Era.
Alcuni decenni passeranno prima che arrivi questo Fuoco, che trasformerà il mondo portando una nuova morale. Questa immensa onda proviene dallo spazio cosmico e inonderà tutta la terra. Tutti coloro che tenteranno di opporvisi verranno portati via e trasferiti altrove.
Anche se gli abitanti di questo pianeta non si trovano tutti allo stesso grado di evoluzione, la nuova ondata sarà sentita da ciascuno di noi. E questa trasformazione non toccherà solo la Terra, ma l'insieme di tutto il Cosmo."

Interessante notare il parallelismo con una recente teoria della Superonda, formulata dal fisico Paul A. La Violette, secondo la quale le passate catastrofi naturali sulla Terra (si pensi all'estinzione dei dinosauri) potrebbero essere state causate non da un impatto con un meteorite ma conseguenza di un'esplosione nel centro della nostra galassia (sembrerebbe un fenomeno non raro) con la conseguente onda d'urto di natura elettromagnetica, gravitazionale e di particelle che attraverserebbe il nostro pianeta portando a cambiamenti climatici ed effetti di marea imprevedibili..


Fonti:
 - Fisicaquantistica.it, L'ultima profezia di Peter Deunov
 - Nexusedizioni.it, La profezia di un mistico bulgaro prevede l'arrivo di una superonda
 - Antikitera.net, E' in arrivo una superonda dal centro della galassia ?

sabato 4 febbraio 2017

I 72 discepoli


Secondo la tradizione cristiana, settantadue sono i discepoli (dal latino discipulus, allievo), ovvero gli allievi dei dodici apostoli (dal greco significa inviato), mandati a due a due "in ogni città e luogo". Settantadue ovvero 12 x 6 (sei allievi per ogni apostolo) rappresentano quindi l'umanità intera.
Non è una coincidenza che troviamo il numero 72 anche nella nella Kabalah, l'esoterismo ebraico, che indica i 72 nomi di Dio a cui corrispondono anche ai 72 Angeli Custodi, reggenti ciascuno per 5 giorni dell'anno le data di nascita.
Si verifica così la perfetta coincidenza tra 72 umanità e 72 divinità, come per sottolineare la nostra ascendenza spirituale e divina.

Dal vangelo di Luca 10,1-12:

"Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. 

Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. 

Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. "

Approfondimenti:
 - Maranatha, Vangelo di Luca
 - Wikipedia, Settanta discepoli
 - Matetango, il 72 "a maraviglia"
 - L'Antico Scriba, l'invio di 72 discepoli
 

sabato 28 gennaio 2017

Kadosh Kadosh Kadosh Adonai Tz'vaot


I Serafini, gli angeli più vicini a Dio, arsi dall'amore per Dio, cantano incessantemente questa preghiera di santificazione, una laus perennis rivolta a Dio.
L'intero universo è retto sul canto della fede.

Kadosh, Kadosh, Kadosh
Kadosh, Kadosh, Kadosh

Adonai Elohim tz'va'ot
Adonai Elohim tz'va'ot

Asher hayah
V'hoveh v'yavo
Asher hayah
V'hoveh v'yavo

Santo, Santo, Santo
Santo, Santo, Santo

È il Signor, nostro Dio
Re dei re
È il Signor, nostro Dio
Re dei re

Colui che era, che è
Che sarà
Colui che era, che è
Che sarà
Colui che era, che è
Che verrà
Colui che era, che è
Che verrà
Verrà, verrà. 
 

La visione di Isaia : il Palazzo Celeste


Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato [Heikhalot]; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro:

«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.
[Kadosh Kadosh Kadosh Adonai Tz'vaot ]
Tutta la terra è piena della sua gloria».



Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:

«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».


Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse:

«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua iniquità
e il tuo peccato è espiato».


Isaia, 6,1-7

Isaia è il profeta veterotestamentario coi maggiori riferimenti nei vangeli neotestamentari.
Tra le profezie di Isaia, la distruzione di Gerusalemme ad opera degli Assiri (e la conseguente deportazione del popolo ebreo a Babilonia) e la nascita del Messia, l'Emmanuel come viene chiamato, nato dalla stirpe di Davide a Betlemme da una Vergine.
Inoltre, narra il Vangelo di Luca, che lo stesso Gesù iniziò la sua predicazione pubblica leggendo un passo di Isaia :

Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
Si recò a Nazareth, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

« Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore
».

Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».

Luca, 4,14-21


Fonti:
 - Maranaha, Isaia
 - Isaia, Wikipedia
 - Heikhalot, Wikipedia

La visione di Ezechiele : le ossa aride


La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite.

Mi disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore.
Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore».

Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.

Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Ezechiele, 37,1-14

Fonti :
 - Maranatha, Ezechiele
 - Ezechiele, Wikipedia

Cerchio esoterico ed exoterico

"Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero:
«Perché parli loro in parabole
Egli rispose:
«Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato (..) »"
Matteo 13,10

martedì 24 gennaio 2017

Le due Eucarestie


Così come è conosciuto il rito dell'Eucarestia lo dobbiamo ai tre vangeli canonici di Matteo, Marco e Luca. Ma non da Giovanni, che nel quarto vangelo non viene menzionata se non, al suo posto nell'ultima cena, Gesù che lava i piedi degli apostoli.
C'è tuttavia in Giovanni un riferimento molto importante, nel capitolo 3, che sembra riferirsi al Pasto Sacro (cibarsi di Dio), così come dovrebbe essere etnologicamente definita l'Ultima Cena, ed è il seguente:

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
(Gv, 3-53)

Questa può essere quindi definita l'"Eucarestia giovannea", diversa da quella dell'"Eucarestia pietrina" (ci riferiamo a San Pietro come il fondatore della dottrina della Chiesa in Occidente).
Perché diversa ? In quella giovannea manca un passaggio, la frase detta quando il pane viene spezzato e suddiviso tra i commensali : "in sacrificio per voi".
Così mentre in Giovanni l'Eucarestia è il Pranzo Sacro, negli altri vangeli oltre ad essere pasto sacro è sacrificio, Gesù, quindi Dio, che si sacrifica per gli uomini. Ma siamo proprio sicuri che debba essere per forza così, ovvero sacrificio per i peccati ovvero le colpe degli uomini ?

L'Eucarestia di Giovanni : è come se Dio dicesse: adesso che mi sono fatto carne ("la Parola è stata fatta carne", Gv 1-14), se volete vivere in me, io devo morire in voi (mi dovete mangiare) perché mangiandomi (assimilandomi) diventiamo stessa carne e sangue.
E' l'essenza stessa della creazione del Cosmo (=mondo manifesto) : io devo "morire a voi" (essere assimilato da voi) (devo limitarmi nello spazio e nel tempo) affinché voi possiate, essendo diventati parte di me, vivere in eterno.
Di conseguenza, se non mangi la mia carne e non bevi il mio sangue, non sei parte di me, e quindi non partecipi all'Eterno Presente e quando il cosmo non ci sarà più (giudizio finale) non ritornerai a me ma sarai disperso, perché io Dio sono l'Assoluto e nessuno può esistere al di fuori di me (non esistono altri Dei, nemmeno il Maligno)
Non è perché Dio che ha visto tanto "peccato" negli uomini e allora si "sacrifica" per noi, facendo il lavoro al posto nostro e lasciando a noi l'angoscia di non aver fatto allora la cosa giusta, l'abbiamo ucciso per "colpa" nostra e dobbiamo espiare, comportandoci bene. No!! Dio non fa il lavoro al posto nostro!!
Ecco che nel Vangelo di Giovanni, l'apostolo preferisce citare la lavanda dei piedi in sostituzione dell'ultima cena e il messaggio è: io, Dio, vi lavo i piedi perché nessuno si senta superiore, più grande di un altro, ma tutti noi (coloro i quali hanno già mangiato il corpo e il sangue) siamo allo stesso livello.
Perché si parla di "carne" quando nelle tradizioni orientali è solo il nostro spirito (la nostra testa di ponte nei piani sottili) che si unisce - ritorna- si identifica con Dio? Perché gli orientali escludono una parte, dando implicitamente ragione ai dualisti occidentali (vedi movimenti ereticali medievali, tipo Catari) che vedono la carne un nemico, fonte del peccato ?
Non è forse la carne, ovvero la materia sostanza di Dio ? La vogliamo escludere ? E perché mai?
Non è forse la materia fatta di energia e non è forse l'energia lo spirito di Dio a livello di manifestazione elementare e grado di coscienza minima ? (infatti i gradi di coscienza vanno dal sentire minimo - mondo inanimato al sentire massimo, oltre l'uomo, il super-uomo).

Fonti:
 - Zenit, Perché il Vangelo di Giovanni non racconta l'Ultima Cena ?
 - Controapologetica, L'irrisione di Gesù e le due concezioni dell'Eucaristia

Nella foto:
 - Ultima Cena (1480) di Domenico Ghirlandaio, chiesa di Ognissanti, Firenze

domenica 22 gennaio 2017

Le sei ali dei Serafini


«Vidi il Signore seduto su di un trono, ed il suo seguito riempiva il Hekhal. Sotto di lui stavano i serafini, ognuno con sei ali, e due di queste ricoprivano il loro viso e due i loro piedi, mentre con le ultime due volavano».
Libro di Isaia (6:1-3)

Pennae primae alae
Veritas.
Integritas.
Firmitas.
Humilias.
Simplicitas.

Pennae secundae
Devota oratio.
Elemosinarum largitio.
Carnis maceratio.
Lacrimarum effusio.
Peccati abrenunciacio.

Pennae tertiae
Visus pudicitia.
Auditus castimonia.
Olfactus modestia.
Gustus temperantia.
Tactus sanctimonia.

Pennae quartae
Simplex et pura oratio.
Voluntatis discretio.
Munda et ordinata cogitatio.
Mentis in Domino dilectio.
Affectus sinceri plenitudo.

Pennae quintae
Nulli nocere verbo vel opere.
Omnibus prodesse.
Propter animam dampna sentire.
Pro fratre animam poncre.
In his perseverare.

Pennae sextae
Alienatio concupiscentiae.
Sua distribuere.
Omnia Deum sequendo relinquere.
Abnegare scipsum.
In his usque in finem perseverare.

Matteo Paris (1200-1259) , Chronica Majora , p.134 - Cambridge library collection

lunedì 9 gennaio 2017

La perla è nel Loto


"Il fiore è nel fango.
Beato Tu sei, o Signore, giacché dal susseguirsi di singole esperienze, - che dà l'idea del tempo - nasce, impera, esiste la coscienza del non tempo. Su questo illusorio trascorrere, osservare prima l'uno e poi l'altro, regna il sentire tutto nello stesso istante. Così da una parte la percezione della serie numerica, svolta l'un numero dopo l'altro; dall'altra parte è la percezione della serie numerica sentita, vissuta tutta nel medesimo istante del senza tempo. E perché ci sia questa percezione del senza tempo, v'è la percezione del tempo.
La perla è nel Loto."

K.H.

Tratto da "Oltre l'illusione", Cerchio Firenze 77