giovedì 2 settembre 2010

Le Banche Celesti


Esiste una legge dell'esistenza che afferma che tutto ciò che viene fatto prima o poi ritorna. Se si è fatto del bene ci ritornerà del bene, e se avremo fatto del male, ci ritornerà il male.
E' la legge del Karma, secondo la cultura indiana o se volete la legge del contrappasso descritta nelle terzine della Divina Commedia, od anche il proverbio bibblico "chi semina vento raccoglie tempesta" (libro di Osea 8,7), o il detto di Cicerone, ut sementem feceris, ita metes (come hai seminato, così mieterai - De oratore 2, 65, 261).

E questa legge e' spiegata anche da Omraam Mikhaël Aïvanhov nella similitudine della banca celeste:

"Le banche non esistono solo sulla terra: esistono banche anche in Cielo. Tutte le nostre emanazioni luminose e pure, tutte le nostre azioni, i nostri sentimenti e i nostri pensieri ispirati dalla nobiltà, dall'amore disinteressato e dalla generosità, sono classificati a nostra insaputa da entità celesti che hanno questo compito, e vengono poi messi nella banca celeste come un capitale a nostro nome: è come se avessimo aperto un conto. In seguito, quando attraversiamo delle difficoltà o vogliamo fare del bene e aiutare delle creature, possiamo chiedere un aiuto, un sostegno: quella banca ce lo accorda istantaneamente. Se però non c'è nessun capitale depositato, la banca celeste non ci conosce.
Quanti si chiedono se le loro preghiere siano ascoltate o meno dal Cielo! Ecco la risposta: il Cielo ascolta ed esaudisce soltanto coloro che hanno depositato delle ricchezze nella banca divina."

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martedì 31 agosto 2010

Raeliani messaggeri degli Elohim

"Bereshit bara Elohim", ovvero "In principio Dio (nella Bibbia, il primo nome con cui viene chiamato Dio e' plurale) creò i cieli e la terra", ma anche forse "In principio gli Elohim crearono i cieli e la terra".

Vorrei far conoscere ai lettori di questo blog, per chi non lo conoscesse gia', il movimento Raeliano.
Loro si definiscono una religione (nel senso latino di religere ovvero legare insieme) atea, come del resto e' stato definito il Buddismo. Vorrei farvi conoscere le persone che qui in Italia fanno parte del movimento perche' hanno un cuore pieno d'Amore che e' cosi' grande che mi fa venire in mente il passo del Vangelo di Matteo (7, 17) che afferma che l'albero buono si riconosce dai suoi buoni frutti. E i frutti che nascono da queste persone trovo che siano davvero splendidi.
Dio, nella sua immensita' d'Amore, permette agli uomini di pregarlo in cosi' tanti modi diversi che sono convinto che anche i Realiani, imitando gli extraterresti Elohim, trasmettendo il loro messaggio ed aspettando la loro venuta, facendo cosi' la loro volonta' facciano anche la volonta' di Dio, il nostro stesso Padre.
Benedetta sia la divinita' in voi.

Approfondimenti :
Wikipedia, il movimento Raeliano

Il sito ufficiale in Italia, dove poter scaricare gratuitamente i libri di Rael e dove poterli contattare:
http://it.rael.org/

martedì 3 agosto 2010

Domare le cellule


"Avete visto delle belve in un circo? Finché il domatore è presente, se ne stanno tranquille e gli obbediscono, ma non appena egli si allontana, ruggiscono, si provocano a vicenda e sono pronte a gettarsi le une sulle altre. Ebbene, sappiate che avviene la stessa cosa con le cellule del vostro corpo. Finché voi siete presenti, le dominate ed esse sono sottomesse; ma non appena vi assentate, non appena diventate negligenti, esse fanno solo di testa loro e il vostro organismo ne risente in modo doloroso.
Dovete dunque occuparvi delle vostre cellule, farle rinsavire, nutrirle, purificarle; e allora, ovviamente, non dovete più considerarle come delle belve, ma come vostri figli. Solo quando sarete riusciti a educarle affinché eseguano il loro lavoro senza discutere e senza litigare, conoscerete finalmente la pace."

Omraam Mikhaël Aïvanhov


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martedì 27 luglio 2010

Amare all'infinito


"Quando qualcuno vuole farsi una famiglia, è obbligato a compiere degli sforzi per uscire da se stesso, per aprirsi all'altro - marito o moglie - e più tardi ai figli. Tuttavia, l'errore degli esseri umani è quello di non aver capito che dovevano allargare ancora il cerchio della famiglia, ed estendere il proprio amore ad altre creature, all'Universo intero. Ecco perché non sono
ancora felici, pur con la loro famiglia e i loro amici. La felicità consiste nel non fermarsi a un solo essere, o a due o a dieci o a cento... bensì nell'amare all'infinito. Continuate dunque ad amare coloro che già amate, ma allargate ancora il cerchio del vostro amore per avere degli scambi con tutte le creature superiori: gli angeli, gli arcangeli, le gerarchie celesti, il Signore... Allora, la vostra famiglia e i vostri amici si troveranno arricchiti, rafforzati, abbelliti, purificati, grazie a tutti gli stati sublimi che nutrite nel vostro cuore e nella vostra anima."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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lunedì 26 luglio 2010

La rosa spirituale


"Una tradizione riporta che le rose sono entità provenienti dal pianeta Venere; esse hanno accettato di incarnarsi sulla Terra per aiutare gli esseri umani. Ma chi conosce la missione delle rose? Ci si serve di loro per ornare i giardini e gli appartamenti, per attirare un uomo o sedurre una donna. In realtà, la rosa ha il compito di rivelarci il cammino dell'amore vero. Ecco il ruolo, il messaggio della rosa.
Se la rosa è considerata la regina dei fiori, è perché ci insegna il vero amore, l'amore che non imprigiona, l'amore che libera. Il giorno in cui gli esseri umani comprenderanno il sacrificio che essa ha fatto venendo fra loro e accetteranno di ricevere il suo messaggio, forse diverranno simili ad essa: ovunque, al loro passaggio, impregneranno l'atmosfera di un profumo delizioso."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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lunedì 7 giugno 2010

Tomoe

Il Tomoe è un simbolo shintoista che presenta un'analogia con il più famoso simbolo taoista.
Come nel Tao cinese, esistono due energie o principi, uno femminile e uno maschile, chiamati nel taoismo Yin e Yang e nello shintoismo rispettivamente In (femminile) e Yo (maschile).

Interessante è la presenza di un terzo simbolo spiriforme, chiamato dai cinesi Yuan e dai giapponesi Musubi, che si spiega con la concezione shintoista del mondo ovvero panteistica ovvero "Tutto è Dio" e "Dio è il Tutto". In questa concezione tutto e solo l'universo è manifestazione divina, quindi questa terza componente, che è generata dalle prime due, rappresenta l'universo in tutte le sue manifestazioni, e quindi il terzo principio è la manifestazione dell'energia cosmica, ovvero una componente "energetica-materiale".

Verrebbe da chiedersi se questa trinità shintoista abbia qualche analogia con la Trinità del cristianesimo: sicuramente nascono in due contesti completamente diversi, occidente ed estremo oriente, e non c'è uguaglianza tra i termini Padre, Figlio e Spirito Santo con In Yo e Yuan. Tuttavia, visti come unità e non separati in tre componenti, confluiscono necessariamente nella stessa Verità.

Per approfondimenti:
Wikipedia - Trinità Scintoista
Satorws - Tomoe

venerdì 4 giugno 2010

La coppia divina, Izanagi e Izanami

Narra il Kojiki (le Memorie dell'Antichità) della tradizione shintoista che il mondo fu creato dalla coppia divina, Izanagi (che significa "colui che invita") e Izanami (che significa "colei che invita"), ovvero il primo uomo e la prima donna.
Essi sono quindi i progenitori di tutti i kami (le divinità shinto).

In origine sulla Terra esisteva solo un vasto oceano, poi per far emergere la terraferma i due kami presero una lancia (vedi immagine a lato) con cui mescolarono il fangoso fondo oceanico e la trassero fuori: dal fango colato dalla lancia nacque la prima isola seguita da altre otto, che compongono l'attuale arcipelago del Giappone.

La coppia divina decise quindi di lasciare il regno del Cielo e di trasferirsi sulla Terra. Fu così che nacquero i primi quattro figli: il dio del mare O-Wata-Tsu-Mi, il dio delle montagne, O-Yama-Tsu-Mi, il dio degli alberi, Kuku-no-chi e il dio del vento, Shina-Tsu-Hiko.
Il quinto figlio, il dio del fuoco Kagu-tsuchi ustionò la madre nelle parti genitali a tal punto che morì. Il padre Izanagi, colmo d'ira, decapitò il dio del fuoco e si diresse nel mondo degli inferi per riportare sulla Terra la sorella-moglie.
Dato che Izanami aveva già mangiato il cibo degli inferi si era resa impura. Izanagi avrebbe potuta salvarla se nel viaggio di ritorno non l'avessa mai guardata, ma l'impazienza di vederla (e la vide davvero orrenda) lo tradì, così che lei lo scacciò dagli inferi e, tramutata definitivamente in demone, divenne quindi la regina.

Tornato sulla Terra, Izanagi si soffiò così forte il naso, purificandosi dalle impurità, che generò il dio delle tempeste Susanoo. Infine dal suo occhio destro nacque il dio della Luna, Tsukuyomi, e dal suo occhio sinistro la dea del Sole, Amaterasu.

Per approfondimenti:
Wikipedia - Izanagi
AikidoWeb.it - Izanagi agli Inferi

Otto milioni di kami

E' a mio parere molto bella l'immagine qui sopra, mostra la dea Amaterasu, la dea del Sole (chissà perchè in Giappone il sole è femminile..) che, come narra la leggenda qui riportata, è uscita dalla caverna in cui si era nascosta per evitare il dispettoso fratello. E' il momento tanto atteso dagli uomini e da tutti gli altri kami (ovvero divinità) che pone fine alla lunga eclisse sulla Terra causata dalla sua assenza.

E' tuttavia improprio tradurre kami come dei o divinità, o quanto meno è riduttivo. Kami è una parola a mio avviso bellissima (che trova maggiore corrispondenza con i Deva della religione induista) che identifica l'aspetto spirituale di ogni cosa che esiste in natura.
Kami è quindi lo spirito che vive nella cosa animata così come in quella inanimata: le piante come le pietre, le montagne, i fiumi, i mari, i boschi, i ruscelli, le nuvole, il cielo. Anche le forze della natura, il vento, la pioggia, le tempeste, i fulmini sono kami.
Curioso che, dato che anche l'essere umano fa parte della natura, non ci si riferisce all'uomo come kami, anche se lo è: questo perchè nella loro cultura kami è anche un'onorificenza per anime nobili e sacre, mentre per se stessi non si attribuisce mai nessuna onorificenza, per rispetto.
Kami sono anche gli dei come gli intendiamo noi occidentali, dai tempi dei greci e dei romani. Il pantheon shintoista comprende:
Izanagi, il primo uomo
Izanami, la prima donna
Amaterasu, la dea del Sole
Susanoo, dio dei mari e delle tempeste
Inari, dio del riso
Shinigami, dio della morte
Tsukuyomi, dio della luna

Il significato di Kami non si limita semplicemente alla natura e alle divinità ma comprende anche aspetti culturali del giappone e può venire esteso ai grandi uomini (ora deceduti) del Giappone.
Distinguiamo perciò tre grandi categorie di Kami:
  1. Kami Naturali (celesti e terrestri)

  2. Kami Culturali (comunitari e funzionali)

  3. Kami Umani (detti Hitogami)
I kami comunitari proteggono un determinato clan, mentre quelli funzionali si occupano dei processi della vita umana, come la crescita, le professioni e l’economia. I Kami umani invece stanno all’interno di personaggi storici riconosciuti come eroi o patrioti.
Così come lo shintoismo ha le sue lontane radici nell'animismo, esistono kami che rappresentano lo spirito degli antenati, sia delle famiglie comuni, sia della nobiltà.
Anche gli imperatori del Giappone erano akitsumikami (kami terreno, manifesto) fino al 1946, data in cui, in seguito alla umiliante sconfitta militare della seconda guerra mondiale, l'imperatore Hirohito dichiarò alla nazione per radio di non esserlo. Comunque, tutti gli imperatori fanno risalire la discendenza della loro famiglia dal primo imperatore Jimmu (660 a.C.) il quale a sua volta discende dalla dea Amaterasu.
Infine, quanti sono i kami ?
Infiniti si direbbe, tanti quante sono le manifestazioni della natura e quelle umane. Gli shintoisti forniscono un numero : Yaoyorozu-no-kami ovvero 8 milioni di kami: non a caso il numero 8 è universalmente conosciuto per indicare un'infinità. Se lo si ruota di 90 gradi, diventa il simbolo matematico per l'infinito, 8 come i trigrammi Bagua cinesi, l'ottuplice sentiero buddhista, 8 giorni per la trasfigurazione di Cristo.
 

Per approfondimenti:
 Wikipedia, Kami
Giappone-Italia.com, Folklore, i Kami

venerdì 28 maggio 2010

Shimenawa, la corda sacra


Ecco un'altro esempio di concezione sacra della natura nello Shintoismo, religione essenzialmente panteistica (Dio è tutto e tutto e Dio).
Così come il Torii, che rappresenta il portale di accesso alla divinità (ovvero all'ascensione ai piani superiori), può essere trovato ovunque, come porta di accesso al tempio o nel mezzo della natura, anche la Corda Sacra o Shimenawa, può trovarsi un pò ovunque, legata alla parte orizzontale di un Torii oppure in mezzo alla natura, ad esempio tra due scogli e sospesa sul mare..
Essa è composta da una treccia di paglia di riso, alla quale vengono appese strisce di carta (i cosiddetti gohei). E, la pari dello specchio, il shimenawa è una rappresentazione della divinità.

Fonte: Wiki, Shintoismo (Corda Sacra)

Si legga anche l'interessante post del blog di Samurai73.


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giovedì 27 maggio 2010

Lo specchio divino


Uno dei simboli più caratteristici della religione shintoista è senza dubbio lo specchio.
Trovo che sia assolutamente sorprendente (oltre che profondo) il concetto dello specchio associato alla divinità.
In Giappone i kamidana, gli altarini votivi ai kami, ovvero alle divinità shinto, non hanno una statua ma bensì vengono rappresentati.. da uno specchio!
Cito questa magnifica definizione (tratta dal forum I.N.T.K. , post "I Simboli Dello Shinto Lo Specchio"):

"Lo specchio non nasconde nulla, esso splende senza una mente egoistica, riflette immancabilmente ogni cosa, cattiva o buona giusta o sbagliata. Lo specchio è la fonte dell’onestà perche possiede la virtu di rispondere a seconda della forma degli oggetti. Esso rivela la giustezza e l’ imparzialità delle volontà divina."

La divinità è quindi è uno specchio, perchè riflette sempre fedelmente ed imparziabilmente tutte le cose, è quindi sempre onesta, giusta, impaziale.

Ed è anche vero che (cit. da Wiki - Shintoismo):

"È molto frequente, infatti, in particolare nello Shintoismo moderno, l'utilizzo di uno specchio per rappresentare le divinità. Questa è la migliore raffigurazione che possa far comprendere all'uomo moderno un concetto così profondo. Lo specchio sta infatti ad indicare che ogni cosa riflessa da esso è incarnazione e manifestazione degli dèi."

E questo si ricollega alla bellissima concezione panteistica del mondo ovvero Dio è Tutto, i kami sono in ogni cosa e ogni cosa è un kami ovvero sacro, quindi qualunque cosa rifletta, che sia un paesaggio o anche noi stessi, è manifestazione divina.

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mercoledì 26 maggio 2010

Torii, le porte verso il Cielo



Torii, simbolo dello scintoismo, la religione diffusa in tutto il Giappone.
Stupendamente leggeri ed eleganti, raffigurano una porta di accesso ad un'area sacra, che può essere l'ingresso di un tempio shinto (jinjia), oppure l'accesso ad una zona naturale, nell'acqua o ad un bosco: perchè è proprio di questa religione considerare sacro non solo il tempio, ma tutta la natura, i suoi elementi e le sue manifestazioni.
Semplice costruzione composta da due colonne verticali e da palo orizzontale posto sulla sommità, tradizionalmente dipinto in colore rosso vermiglio e fatto in legno o in pietra.
Passare sotto un torii rappresenta una prima forma di purificazione, la cui cura è molto importante per gli scintoisti.
"Esso rappresenta l'eterna interazione, poiché immedesimazione, del mondo umano con il mondo divino. Attraversare un torii significa rivitalizzare i sensi spirituali e rinnovare di continuo la partecipazione alla vita, all'universo intero e alla propria esistenza soggettiva."
(fonte Wiki)
Torii è composto dalla parola Tori, che significa "uccello" con l'aggiunta della i finale. Questo perchè si ritiene che in origine fossero stati dei sostegni dove far posare gli uccelli (quindi una uccelliera), animali tenuti in grande considerazione in quanto considerati dei tramiti tra il Cielo e la Terra, ovvero tra il piano umano e quello divino.
La leggenda narra che la dea del sole Amaterasu si nascose in una caverna per sfuggire al fratello Susanoo e nel mondo calò un'eclisse. Allora le persone per attirare la dea fuori dalla caverna costruirono il primo torii e vi depositarono sopra tanti uccelli, al cui canto la dea, incuriosita, guardò fuori quanto basta affinchè gli altri dei spinsero via la caverna per permettere al sole di tornare ad illuminare la Terra.

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mercoledì 12 maggio 2010

Il Papa e il Patriarca d'Occidente

Vengo a conoscenza oggi degli otto titoli con cui si può riferire al Santo Padre (come riferito nell'Annuario Pontificio del 2006):
  • Vescovo di Roma,
  • Vicario di Gesù Cristo,
  • Successore del Principe degli apostoli,
  • Sommo Pontefice della Chiesa universale,
  • Primate d'Italia,
  • Arcivescovo e Metropolita della Provincia romana,
  • Sovrano dello Stato della Città del Vaticano,
  • Servo dei servi di Dio
Manca il quinto dei nove storici, tra "Sommo pontefice" e "Primate d'Italia", che da Papa Leone I Magno a Benedetto XVI, dal V secolo alle soglie del XXI secolo, veniva attribuito, ovvero il titolo di "Patriarca d'Occidente", soppresso appunto dall'attuale Papa nel 2006.

Peccato che non ci sia più, perchè a mio parere importante per la fratellanza con gli Ortodossi, visto che il Papa, alla luce del Cristianesimo dei primi secoli è, per il fatto di essere vescovo di Roma, sede fondata dall'apostolo Pietro, alla pari come importanza degli altri patriarchi d'oriente, a cui è giusto che si rivolga, che sia "in comunione", come i patriarchi lo sono tra loro.

La motivazione ufficiale sembra che sia perchè hanno ritenuto decaduto il concetto di "occidente" inteso come lo era in origine nel primo millennio, tra l'occidente del Sacro Romano Impero e l'oriente dell'Impero Bizantino. Se è così allora proporrei il titolo di "Patriarca di Roma", non per gloria ma per unità del Cristinesimo.

Fonte, Il Corriere, Il Papa non è più «Patriarca dell' Occidente»

martedì 11 maggio 2010

Patriarchi di Roma e di Costantinopoli

Bartolomeo I,
patriarca di Costantinopoli

Benedetto XVI,
"patriarca di Roma
"


Dei cinque patriarcati storici all'origine del Cristianesimo, di Gerusalemme, di Antiochia, di Alessandria d'Egitto, di Roma e di Costantinopoli, gli ultimi due, per vari motivi storici e politici, hanno assunto un ruolo guida.
Vorrei vederli così, alla pari, nessuno che predomina sull'altro ma che uniti testimonino il messaggio cristiano. Così neppure i due apostoli (e fratelli) Simone Pietro e Andrea, l'uno divenuto primo vescovo di Roma e il secondo fondatore della sede episcopale a Bisanzio-Costantinopoli, deve privilegiare sull'altro. Così neppure i due riti, l'uno latino e l'altro greco. Così pure la questione trinitaria, se lo Spirito Santo discende dal solo Padre (qui ex patre procedit, come nel Credo Ortodosso) o se discenda dal Padre e dal Figlio (qui ex patre filioque procedit, come nel Credo Cattolico), questioni teologiche che non dovrebbero diventare spade del proprio ego, ma opinioni personali che non riguardano l'unico comandamento che Gesù ci ha donato:

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato,
così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
se avrete amore gli uni per gli altri
(Gv, 13, 34-35)


Foto di Benedetto XVI, Creative Commons Attribution 3.0 Unported, www.kremlin.ru (dettagli)
Foto di Bartolomeo I, Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported, Massimo Finizio (dettagli)

mercoledì 5 maggio 2010

Gioachino da Fiore

In questa epoca dove si sente forte lo spirito millenaristico ovvero di "fine del mondo", vuoi per i messaggi della Madonna nelle apparizioni mensili a Medjugorie, voi per i moderni seguaci new age che taluni identificano nella profezia Maya (che non è una profezia ma un fine del computo del calendario) del 2012 come un punto di svolta, mi viene spontaneo volgermi al passato e a considerare il pensiero di illustri teologi millenaristici del medioevo.

Tra questi, Gioachino da Fiore (1130-1202), abate e teologo calabrese, elaborò il suo pensiero in un periodo della storia post anno mille, quando ci si rese conto che l'attesa imminente della seconda discesa del Messia e della conseguente resurrezione e giudizio finale doveva essere ricollocata nella storia.
Così fece Gioachino da Fiore nella sua Teologia della Storia, nelle "tre età della storia terrena" sostenendo che c'era il tempo in cui ha operato prevalentemente il Padre (in cui Dio si è rivelato nel Vecchio Testamento), poi il tempo in cui ha operato prevalentemente il Figlio (che ha ispirato il Nuovo Testamento), e infine il tempo odierno in cui opera prevalentemente lo Spirito Santo (che Gioachino fa iniziare dal 1260).
Più precisamente (fonte Wikipedia):
  • Età del Padre: corrispondente alle narrazioni dell'Antico Testamento, estesa nel tempo che va da Adamo ad Ozia, re di Giuda (784-746);
  • Età del Figlio: rappresentata dal Vangelo e compresa dall'avvento di Gesù, estesa nel tempo che va da Ozia fino al 1260;
  • Età dello Spirito Santo: estesa nel tempo che va dal 1260 fino alla fine del "millennio sabbatico", ovvero quel periodo in cui l'umanità attraverso una vita vissuta in un clima di purezza e libertà avrebbe goduto di una maggiore grazia.
Non stupisce che l'epoca in cui viviamo sia l'epoca dello Spirito Santo, come citato dai Vangeli, Gesù il Cristo dopo la resurrezione soffiò lo Spirito Santo sugli Apostoli in modo che potessero operare a suo nome e di nostro Padre:

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi". (Giovanni, 20, 19-23)

lunedì 3 maggio 2010

Voi siete dei

La rivelazione di Gesù il Cristo è uno dei messaggi più rivoluzionari che siano stati consegnati al mondo. E' rivoluzionario quando sfida gli ipocriti farisei compiendo i miracoli nel giorno del sabato giudaico (come se i miracoli al sabato fossero proibiti.. da chi? non è stato forse fatto il sabato per l'uomo e non l'uomo per il sabato?).
Tra questi, l'affermazione "voi siete dei" (Gv, 10,34) che è anche il titolo di un libro del filosofo Omraam Mikhaël Aïvanhov, che proprio dalla lettura del Vangelo di Giovanni ha tratto ispirazione per i suoi insegnamenti spirituali.
Gesù infatti si stupisce di come sia possibile che i farisei si scandalizzino tanto della sua affermazione che è "il figlio di Dio", quando Dio stesso, nella bibbia, afferma che saranno chiamati dei coloro i quali hanno ricevuto la parola di Dio nostro Padre...

I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?". Gli risposero i Giudei: "Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio". Rispose loro Gesù: "Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre". Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Gv, 10,31-39


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mercoledì 28 aprile 2010

La bestemmia contro lo Spirito Santo

"Gesù disse: - Chiunque bestemmia contro il Figlio, gli sarà perdonato; ma chi bestemmia contro lo Spirito non sarà mai perdonato, né sulla terra né in cielo"
Tommaso, 49

"In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna".
Marco, III, 28-29

Sia i vangeli sinottici (Marco, Matteo, Luca) sia quello apocrifo di Tommaso distinguono due tipi di bestemmie, quelle contro il Figlio e quelle contro lo Spirito Santo, le prime vengono perdonate ma le seconde portano alla dannazione eterna.

Secondo la spiegazione data sul forum dei Cattolici Romani (http://www.cattoliciromani.com/) si evince che la bestemmia estrema è quella che rifiuta la Fede e il vangelo ovvero il rifiuto di Dio e di accettare la salvezza che da Lui ci viene offerta.
Cito il forum:

"Perché la bestemmia contro lo Spirito Santo è imperdonabile? Come intendere questa bestemmia? Risponde san Tommaso d'Aquino che si tratta di un peccato "irremissibile secondo la sua natura, in quanto esclude quegli elementi, grazie ai quali avviene la remissione dei peccati".
Secondo una tale esegesi la "bestemmia" non consiste propriamente nell'offendere con le parole lo Spirito Santo; consiste, invece, nel rifiuto di accettare la salvezza che Dio offre all'uomo mediante lo Spirito Santo, operante in virtù del sacrificio della Croce." (fonte)

giovedì 1 aprile 2010

Gesù e la donna Cananea


Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio". Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: "Esaudiscila, vedi come ci grida dietro".
Ma egli rispose: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele". Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: "Signore, aiutami!". Ed egli rispose: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini". "È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". Allora Gesù le replicò: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita.
Matteo, 15,21-28
 
E' un passo del Vangelo che mi fa riflettere, un Gesù apparentemente severo, che non ascolta la prima supplica di aiuto da una donna, Cananea, quindi di terra pagana, con usi e costumi diversi da quelli ebraici, politeisti (adoratori del dio Baal, tra cui anche Baal Zebub, Baal-Zebub, che poi per gli ebrei divenne Belzebù, l’altro nome di satana), paragonata quindi ad un "cane". Quindi Gesù, che legge sempre il cuore degli uomini (e non può avere pregiudizi), sapeva quello che c'era nel cuore di quella donna. La durezza allora, a mio parere, può essere una richiesta di una prova di purificazione, che la donna compie attraverso un grande atto di umiltà (è disposta ad accettare anche le briciole di pane) che solo la Fede sincera può trasmettere..

mercoledì 31 marzo 2010

Sia fatta la Tua volontà

Una delle immagini più belle, a mio parere, di profondità di spirito religioso, è l'opera è intitolata "Thy will be done" (ovvero "sia fatta la Tua volontà"; thy è il termine arcaico per "your" e "will" usato come sostantivo è volontà) ed è dell'artista Danny Hahlbohm.
Eccola:
Spesso mi è capitata di incontrarla in rete, come simbolo dell'Angelo Custode, o della discesa dello Spirito Santo, ma altre possono essere le personali interpretazioni; infatti, proprio nei giorni della settimama santa che precede la Pasqua, vedo Gesù pregare la sera nell'orto degli Ulivi..

Il sito di Danny Hahlbohm, http://www.inspired-art.com/inspiredartworks/home.html , dove scoprire altre sue opere.


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martedì 30 marzo 2010

Prana di Gesù

Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita". E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: "Chi mi ha toccato il mantello?". I discepoli gli dissero: "Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?". Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: "Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male".

Marco
, 5, 25-34

giovedì 18 marzo 2010

La nostra paura più profonda


La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda
è di essere potenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ''Chi sono io per essere brillante,
pieno di talento, favoloso?''
In realtà, chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo
non serve il mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra Luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza automaticamente libera gli altri.



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Orme sulla sabbia


Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che
per ogni giorno della mia vita,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti
c’era solo un’orma….
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
maggiore paura e maggior dolore…

Ho domandato allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?"

Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta il tuo cammino
e che non ti avrei lasciato solo
neppure un attimo,
e non ti ho lasciato….
I giorni in cui tu hai visto solo un’orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".

(Anonimo Brasiliano)

venerdì 19 febbraio 2010

Adeste fideles


Adeste fideles, ovvero "venite fedeli", nella versione interpretata da Enya.

Venite, fedeli, lieti e trionfanti,
venite, venite a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo (ter)
il Signore Gesù.
La luce del mondo brilla in una grotta:
la fede ci guida a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo (ter)
il Signore Gesù.
La notte risplende, tutto il mondo attende:
seguiamo i pastori a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo (ter)
il Signore Gesù.
Il Figlio di Dio, Re dell’universo,
si è fatto bambino a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo (ter)
il Signore Gesù.
Sia gloria nei cieli, pace sulla terra
un angelo annuncia a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo (ter)
il Signore Gesù.

venerdì 22 gennaio 2010

Amami come sei


Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: "dammi il tuo cuore, amami come sei".

Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai.

Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei.

In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore e nell'aridità, nella fedeltà e nella infedeltà, amami... come sei... Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.

Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?

Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo".

Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Un cosa solo m'importa, di vederti lavorare con amore.

Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile, ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per amore.

Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia.

Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia...

Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza.

Mi hai dato l'amore, ti darò di sapere amare al di là di quanto puoi sognare...

Ma ricordati... amami come sei...

Ti ho dato mia Madre; fa' passare, fa' passare tutto dal suo Cuore così puro.

Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va'...

Mons. Lebrun

tratto da : Linea di preghiera - Casa di Preghiera S. Michele


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Preghiera di Aiuto

Una preghiera di aiuto e di pace alle persone che smarriscono Dio all'interno del proprio cuore, che li infonda forza e coraggio per accogliere nuovamente e totalmente l'Amore e la pace. Amen

mercoledì 20 gennaio 2010

Mahamudra


Nella posizione da seduti si allargano le gambe e si mette il tallone destro il più possibile vicino al perineo. Allungate la vostra gamba sinistra spingendo il ginocchio sul pavimento. La pianta del piede destro tocca l’interno della coscia sinistra. Stringete l’alluce sinistro con entrambe le mani e aderite il più possibile il mento al petto.
Quest’esercizio va ripetuto lo stesso numero di volte per entrambe le gambe.


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Purificazione della casa

Ho scoperto un metodo semplice e potente per la purificazione della casa, basato sulla pulizia con la scopa, con l'incenso e con il lavaggio dei pavimenti con acqua, sale e aceto di vino.
La purificazione può essere praticata ad esempio quando si va ad abitare in una nuova casa, per allontanare le energie negative che la casa ha assorbito e che riflette nell ambiente.
Provare per credere..

Il metodo è spiegato nel blog "Spirito del Bosco".
L'articolo lo potete leggere al seguente link:


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martedì 19 gennaio 2010

P.M.T. per la crescita spirituale


La tendenza naturale della Coscienza Umana è da sempre stata rivolta verso l'evoluzione, non solo naturalmente del corpo fisico ma anche del nostro corpo spirituale. Del resto non può esserci stata evoluzione fisica senza l'equivalente progresso del nostro corpo sottile e dell'anima.
Da tempi immemori l'uomo ha imparato ad accrescere la sua evoluzione spirituale, grazie l'aiuto di Dio e dei Maestri (Gesù, Khrisna, Buddha.. solo per citare alcuni dei grandi) , incarnati su questa Terra allo scopo di aiutare l'uomo in questo suo ineluttabile cammino.
La spiritualità, tendenza naturale nell'uomo, si è codificata nelle varie forme di religioni, manifestata attraverso la preghiera, il retto comportamento, la meditazione che accellerano questo processo. Ad esempio particolari tipi di Yoga accrescono l'evoluzione spirituale di un anno in una sola seduta.
L'accrescere della velocità con cui si manifesta questa tendenza, vuoi perchè nella controparte materiale si assiste ad una repentina accelerazione della tecnologia e della scienza e vuoi perchè sta emergendo una "coscienza della fine" o degli ultimi giorni (l'emergenza ecologica planetaria, l'inquinamento sempre più crescente che altera la biosfera terrestre è argomento evidente a tutti e quotidiano), tutto questo porta a sperimentare nuove vie, più rapide, per accrescere la nostra evoluzione spirituale.

La P.M.T. (che significa trasmutazione piramidale delle memorie) è una di queste, una tecnica che tutti posso sperimentare (tramite operatori qualificati) e scientificamente osservare su se stessi i benefici, fisici e spirituali, dal quale si può trarre questa tecnica. Un ciclo completo di sedute porta ad un'evoluzione spirituale di 5 anni.
Come la fisica quantistica razionalmente comincia a svelare in questi decenni, tutto ciò che esiste è in realtà una forma di vibrazione. Ben l'avevano già intuito da millenni i saggi indiani nel considerare la sacra OM la vibrazione primordiale, il suono di Dio.

La tecnologia P.M.T. , creata dalla ricerca Steel Storm Staelhe di Joël Ducatillon, si basa fondalmentalmente su questo: i codici di vibrazione, contenuti in cilindi di vetro chiamati "encoder", posti a formare una doppia piramide, creano una "camera" dove restare immersi per circa 45 minuti, nella quale le frequenze vibrazionali dell'essere umano (in particolare tutti i suoi corpi sottili) aumentano di un'ottava (ovvero raddoppiano di frequenza vibratoria). In tale lasso di tempo, e per i successivi giorni e settimane le memorie karmiche, quelle che creano i blocchi (e nella vita di tutti i giorni "attirano" sempre le medesime situazioni negative), vengono "bruciate" consentendo quindi un'evoluzione spirituale.

Per approfondimenti sulla tecnica P.M.T. potete consultare il sito di Flavialfia, http://www.flavialfia.com, operatrice P.M.T. tramite la quale posso testimoniare personalmente l'efficacia del metodo.
Senza tali sedute questo nostro blog non penso sarebbe mai nato..
Namastè


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martedì 12 gennaio 2010

Shri Mataji Nirmala Devi

Di seguito, due passaggi della conferenza di Shri Mataji Nirmala Devi , a Milano nel 1999, sulla Realizzazione del Sè, da lei insegnata attraverso il Sahaya Yoga:



Sahaya Yoga


Sahaya Yoga è un tipo di Yoga insegnato da Shri Mataji Nirmala Devi dal 1970, anno della sua prima illuminazione (o esperienza spirituale divina), su una spiagga solitaria di Nargol, il 5 maggio di quell'anno, che l'ha condotta a scoprire un processo di realizzazione del Sé che può essere sperimentato universalmente, da tutti.

Shri Mataji è nata in India il 21 marzo 1923. I suoi genitori parteciparono attivamente al movimento di indipendenza dell'India a fianco di Gandhi. Da bambina, Shri Mataji ha vissuto con i suoi genitori nell'ashram del Mahatma, il quale la chiamava famigliarmente "la sua Nepali", per i tratti Nepali del suo viso.
Partecipò al "Movimento di liberazione dell'India" di Gandhi , e fu persino arrestata e imprigionata. Dopo l'indipendenza, sposò un alto funzionario statale che ebbe una brillante carriera nel governo della repubblica, primo indiano insignito del titolo di Cavaliere dalla Regina d'Inghilterra.
Dal 1970, anno dell'illuminazione, insegna il Sahaya Yoga, viaggiando e tenendo conferenze in tutto il mondo.

Sahaja significa "spontaneo", Yoga "unione con il proprio Sè". E' un tipo di yoga basato sul risveglio dell’energia Kundalini, l'energia spirituale materna che si trova allo stato dormiente dentro tutti gli esseri umani, nell' "osso sacro", l'osso triangolare posto all'estremità della colonna vertebrale.

Fonte biografica

Link per approfondire : http://www.sahajayoga.it/

Per chi è di Torino e dintorni si veda anche il link: http://www.sahajayogatorino.it/

Un primo metodo, molto semplice per sperimentare la Realizzare il Sè attraverso il risveglio della Kundalini, come viene insegnato dal Sahaja Yoga, si trova al seguente link.


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lunedì 11 gennaio 2010

Preghiera di Pace

Om Lokah Samastah Sukhino Bhavantu

Lokah Samastah Sukhino Bhavantu
Lokah Samastah Sukhino Bhavantu
Om Santih Santih Santih
Om Sri Gurubhyo Namah Hari Om


Possano tutte le creature dell'Universo
essere in pace e felici




da http://lasatsang.amma.org/prayers/prayers.htm

venerdì 8 gennaio 2010

La benedizione del Kalachakra

Kalachakra seed symbol

"L'iniziazione del Kalachakra è il più grande rituale buddista regolarmente conferito da Sua Santità il Dalai Lama. È data tradizionalmente ad estesi gruppi di persone provenienti da tutto il mondo, ed è associata alla promozione della pace e della tolleranza universale. È considerata una benedizione speciale per tutti coloro che vi partecipano e per l'ambiente in cui è data.
La divinità di Kalachakra (yab-yum) simbolizza l'unione del principio maschile del metodo con quello femminile della saggezza.

La parola Kalachakra significa "La Ruota del Tempo", in riferimento alla presentazione unica dei cicli del tempo all'interno del Kalachakra Tantra. Questa comprensione del tempo è usata in Kalachakra come base per un sistema finalizzato alla liberazione ed all’illuminazione. La parola tantra significa "un flusso inesauribile di continuità".
I fondamenti del Kalachakra, come tutta la pratica buddista, si basano sulle argomentazioni contenute nelle “Quattro Nobili verità”. Partendo da questo presupposto, per un praticante buddista, ricevere l'iniziazione significa detenere l’autorizzazione ad iniziare lo studio e la pratica del Kalachakra Tantra.

Impegnandosi nella pratica con la motivazione di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza, e con le adeguate circostanze interne ed esterne, si possono conseguire all'interno della propria mente le realizzazioni del percorso verso l’illuminazione. Chi non è buddista, o chi, pur essendolo, non desideri prendere attualmente l’iniziazione, può riceverla ugualmente come benedizione. Per tutti coloro che vi partecipano, senza badare al livello di partecipazione, il Kalachakra rappresenta una preghiera universale per lo sviluppo dell'etica di pace e d’armonia in noi stessi e nell’umanità."

da Glenn Mullin: "The practise of Kalachakra" pubblicato da "Snow Lion" www.snowlionpub.com


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